26 settembre 2016

#VIAGGI GRECIA: LA STRUGGENTE BELLEZZA DI CAPO SUNIO

"Abbiamo braccia abbastanza grandi ... ma, soprattutto, abbiamo ali" Capo Sunio, 13 Settembre 2016
L'orizzonte aperto sull'abbraccio infinito del mare e una vela cullata dal soffio di Eolo in lontananza: quasi un'eco di mortalità tra braccia immortali, le possenti braccia di Poseidone. Ne ho momentaneamente alle spalle il suo Tempio, mentre lascio che il mio sguardo anneghi nelle profondità del mare. A Capo Sunio (o Sounion) il sole è alto, il vento prorompente e la Terra sibila in ogni direzione e par di udire nel brusio scomposto del vento, lontane voci provenienti da mondi invisibili. La terra emerge dalle acque sotto i miei piedi nudi, ne sento la consistenza che mi solletica l'umore, la voglia insieme di camminare e di fermarmi a meditare... zolle di un angolo di mondo che, assiso sul trono del Re degli abissi, tuona melodiosi silenzi da depositarci il cuore. E il cuore è ciò che prende forma sbarazzandosi del superfluo, la Grande Madre me lo appunta sul suo ventre ruvido quando, ad occhi bassi ci finisco dentro in un sospiro. ... 
Va dove ti porta il cuore. 

Capo Sunio, Settembre 2016 - Va dove ti porta il cuore... Foto ©CECILIA MARTINO


"Che io possa divenire terra, che io possa divenire cielo, che io possa divenire la montagna, che io possa divenire il mare, che io possa crescere, allargando e allungando il mio corpo, fino a disperdermi nel Vuoto dell’Infinito"… è la prima melodia che recita l'anima selvaggia al cospetto di quel mare tanto vicino alle Origini della mia storia e di ogni storia, riconosco le mie testarde radici calabresi che mi fanno esultare quando sotto le piante dei piedi nudi mi brucia la terra arsa dal sole... Calabria, Magna Grecia


Capo Sunio, Tempio di Poseidone, 12 Settembre 2016
Sarà per questo che ora da quassù, a Capo Sunio, davanti a ciò che resta del Tempio di Poseidone e davanti a Poseidone stesso che ulula tra le raffiche di vento, mi par di dialogare ancora più da vicino con i miei avi e con le numerose donne della mia stirpe, mi par di sentirle come un paio d'ali dietro la schiena le mie prime bracciate nello Jonio blu all'età di un anno e forse meno, con i braccioli più grandi di me e con una gioia più grande di me. La Grandezza dell'infinitamente piccolo. 

Panorama da Capo Sunio - ©Foto CECILIA MARTINO



Dentro l'acqua sono sempre stata più felice che altrove. Il mare mi perseguita nei sogni, turbolento, perseverante, invadente, esorbitante, insistente... rende umidi i miei appigli, arrugginisce gli ormeggi ma non i sentimenti, quelli li nutre di selvatiche maree, la mia pelle olivastra ha trattenuto il sale di milioni di molecole marine e gli ulivi, le zagare e i gelsomini mi zampillano da lacrime e sudore... Davanti al mare perdo tutte le coordinate, in un risucchio di meraviglia divento vuota e mi si riempiono le ossa di acqua, divento mare all'istante, nuoto leggera partecipando al grande mistero universale. Lascio a Ulisse la sua voglia di tornare a casa, mi tengo la mia inspiegabile malia di sentirmi a casa in mezzo al mare... 

 "Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo sulla strada: che cos'altro ti aspetti? Soprattutto, non affrettare il viaggio" (Kostantin Kavafis) Foto©CECILIA MARTINO



Apro le braccia al cielo e il respiro di salsedine ansima di tenerezza. Penso a Saffo e al suo marinaio Alceo - "ma non è facile per noi, uguagliare la bellezza delle dee" - la loro passione consumata con la complicità di barche divelte, ancore e vele da issare - "ora risplende tra le donne di Lidia come, quando il sole è tramontato, la luna dalla dita di rosa vince tutte le stelle; la sua luce si spande sopra il mare salato e sui campo fioriti; la bella rugiada si versa, fioriscono le rose, il tenero cerfoglio e i fiori del meliloto"... Canta Saffo, canta... che nulla vale più al mondo di ciò che si ama. E solo i canti di passione durano. 

"Eros ha scosso la mia mente, come il vento che giù dalla montagna si frange sulle querce" (Saffo) Foto ©CECILIA MARTINO


Capo Sunio, sacro promontorio di nostalgici tramonti e purpuree albe! Quale vertigine mi coglie nel precipizio che ti tiene sospeso tra terra, mare e cielo. La stessa che, probabilmente, colse il re di Atene, Egeo, l'attimo immediatamente prima di gettarsi in quelle acque che poi avrebbero preso il suo nome. Mar Egeo, finché morte non ci separi. Mi sporgo quel tanto che mi serve per farmi assaporare l'istante in cui è più facile morire, quando hai l'amore così vicino a te che tutto si riduce a un brivido esistenziale di indifeso stupore. Nell'istante in cui sei pronto a morire, la vita è tutta lì.

Con Selene a Capo Sunio, Tempio di Poseidone -  13 Settembre 2016



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Sempre dalla Grecia











Amore che vivi 
tra le fragranze recondite di lidi lontani
con orizzonti saturi di mistero
lascia che io ti viva 
appassionatamente vicina a ciò che più mi è caro: 
la tua partenza in ogni mio ritorno 
il tuo ritorno in ogni mia partenza
Abbiamo braccia abbastanza grandi
per poterci circuire 
senza sazietà di rimanere
Abbiamo braccia abbastanza grandi ... 
Ma, soprattutto, abbiamo ali. 


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