26 febbraio 2018

TU PUOI AMARE, CONCEDI IL TUO AMORE E NON FARE PRIGIONIERI



Tu puoi amare qualcuno anche quando quella persona non ama te, o non ti ama più, o non ti ama abbastanza. 

Tu puoi amare. Naturalmente, amare qualcuno non significa perseguitare o inseguire. Amare qualcuno può significare lasciar stare lui o lei, anche quando vorresti starci assieme. Puoi amare qualcuno e lasciarlo andare per la sua strada e tu andare per la tua. I limiti non fanno parte del dominio dell'amore. 
Questo è il caso con i tuoi figli, non è vero? 
Sei costantemente con il tuo bimbo/a piccolo/a. Quando cresce, passi meno tempo con lui/lei. Se ne va da qualche parte. Può persino trasferirsi lontano. Il tuo amore è intatto, solo che non è più a tempo pieno. Tuo figlio, tua figlia è sempre tuo figlio/figlia, eppure ora appartiene più a se stesso/a che a te. Non è un addio. Tuttavia, è l'accomiatarsi di tuo figlio, di tua figlia. Ha dei chilometri da percorrere. E tu devi salutarlo/a con un sorriso.
Qualche volta gli amici sembrano essere distanti anche quando si trovano nella stessa stanza. Così sia. Puoi amare una persona abbastanza da concederle la libertà persino nella stessa stanza. Puoi amare e liberare allo stesso tempo. 
Devi farlo. 
L'amore non deve essere la presa che hai su qualcuno. 
L'amore non è una morsa. Chiamiamolo una chiave. Puoi aprire la porta dell'amore. Puoi restituire la sua chiave a colui che ami. Invero, lui/lei possiede la chiave del proprio cuore. Il suo cuore non era tuo da tenere. Il suo cuore era tuo da contemplare e da inondare col tuo amore.
Non esistono leggi che dicano come debba essere l'amore e come debba manifestarsi. Puoi stabilire tali regole per te stesso, ma non per gli altri. Non ti piace che qualcun altro stabilisca la legge per te. Quel che deve essere, amato, è quel che è. Devi lasciare a ciascuno un suo spazio libero. Non prendi prigionieri.
Tu vedi il sole ogni giorno e lasci che il sole faccia quello che fanno i soli. Non dici al sole che deve stare dove si trova e continuare a splendere attraverso la tua finestra. Tu guardi le stelle di notte e le lasci stare. Non chiudi le stelle a chiave. Non esigi. Ami e le lasci andare. 
In realtà, non esiste un vicino e non esiste un lontano. La vicinanza non significa essere legati. Il sole e le stelle e la luna sono sempre nel tuo cuore. Sono una parte intima di te, e appartengono a se stessi, e appartengono ovunque si trovino.
Tu non dici che il bel sole, la luna e le stelle deviano. Hanno i loro propri sentieri e viaggiano lungo essi. Non li controlleresti. Forse i tuoi occhi non sono in grado di seguirli dappertutto. Considera ogni persona che ami come un suo proprio pianeta, e ciascuno ha la propria rivoluzione da fare. Nel caso di persone diresti che ciascuno ha la propria evoluzione da compiere. 
È grande amore lasciare che uno prenda le redini della propria vita. Non puoi accusarlo per il fatto che va da qualche parte dove non puoi seguirlo.
Non sta a te buttare fuori qualcuno dal tuo cuore solo perché va in una direzione diversa dalla tua. Chi può dire che sia giusta o sbagliata la direzione in cui un altro va? 
Se tu ami, benedici. Non ti offendi. 
Se ami, non possiedi. Hai la tua libertà di amare e di rendere libero il tuo caro allo stesso tempo. Il tuo amore non deve dipendere dalla concessione. 
Concedi il tuo amore e non fare prigionieri.


(Traduzione di: paula <http://heavenletters.org/>)


14 febbraio 2018

#FILM MIDNIGHT IN PARIS, DIALOGHI NOTTURNI CON L'ANIMA

Il viaggio di Gil nei reami della seduzione nottambula parigina altro non è se non il suo matrimonio mistico con Se stesso

Recentemente ho rivisto il film di Woody Allen “Midnight in Paris” e niente mi è parso così romantico e feroce di quell'onesta adesione finale del protagonista Gil al suo sentire, al suo essere magnificamente se stesso con le sue passioni letterarie, il talento da scrittore e la forte chiamata a trasferirsi nella città dove la sua anima potesse sentirsi maggiormente ispirata. Rispondere alla chiamata per non tradire quella volontà di splendere che è propria del destino di ciascuno, richiede spesso scelte coraggiose ma se è l’amore a sostenerle, appunto, non ci sono limiti a quanto ci si possa far sorprendere dalla vita stessa.

Nel film Gil si unisce ai suoi amanti invisibili che prendono letteralmente corpo nella forma dei suoi eroi letterari (dai Fitzgerald a Hemingway fino a Picasso con la sua seducente amante Adriana …), con tanto di “segnale” che fa da spartiacque per lo slittamento nei mondi, il rintocco della campana che segna la Mezzanotte. Il viaggio di Gil nei reami della seduzione nottambula parigina altro non è se non il suo matrimonio mistico con Se stesso. Qualcosa che, alla fine, lo sprona a prendere coscienza della relazione insoddisfacente che stava vivendo con la sua futura moglie tanto che decide di lasciarla, proprio a un passo dalle nozze, e di trasferirsi a Parigi.





L’irraggiungibile
Diventa evento,
L’indescrivibile
Si adempie,
L’Eterno Femminino
Ci attira lassù

(dal Faust di Goethe)

Gil sceglie di sposare il suo Daimon, abbandonandosi a una buona dose di mistero e di incertezza su come vivrà da quel momento in poi, salvo incontrare quasi simultaneamente al suo audace gesto di ribellione, una donna parigina che – guarda caso – ama come lui camminare per Parigi sotto la pioggia … Una cosa insolita, un incontro magico scaturito dalla prima relazione essenziale che Gil ha nutrito prima di tutto: quella con la sua anima. Solo dopo aver sposato la sua amante invisibile (Adriana, musa ispiratrice di Picasso dalla quale Gil si sente fortemente attratto e decide di vivere a fondo tale passione che è movimento erotico creativo), egli incontra sul suo cammino l’amante visibile, l’anima gemella che gli corrisponde perfettamente… 


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Paris, Novembre 2009 – Foto ©CECILIA MARTINO

Dal misticismo dell’Advaita Vedanta 
all'erotica spirituale tantrica 
alla visionarietà di Woody Allen in Midnight in Paris: la chiamata dell’anima è sempre a forma di … Cuore.


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Backstage, Gennaio 2018