28 giugno 2018

ECCO PERCHÉ ... NON FACCIO PIÙ YOGA | LA "VIA DIRETTA" OLTRE SAMADHI, KUNDALINI E ALTRE SEDUZIONI DELL'EGO




La "via diretta" oltre Samadhi, Kundalini e altre seduzioni dell'ego. 

"Il miracolo non è quello di camminare sulle acque, ma di camminare sulla terra verde nel momento presente e di apprezzare la bellezza e la pace che sono disponibili ora". (Thich Nhat Hanh)

D. Cos'è il samadhi? Appartiene alla via progressiva o a quella diretta?

R. Il samadhi è l'armonizzarsi a una rappresentazione che stimola in te un'emozione molto profonda come: pienezza, pace, gioia, Dio, amore, la Divina Madre. Alla fine la rappresentazione diventa molto trasparente e fugace. Ma samadhi è ancora uno stato in vai e vieni. C'è ancora un soggetto che è consapevole delle forme più sottili. Il samadhi appartiene principalmente alla via progressiva. Nella via diretta può verificarsi accidentalmente, ma non è significativo perché non ha niente a che fare col non-stato, col sahaja. Conosci la storia del grande yogi che  chiese un bicchiere d'acqua al suo discepolo e, mentre questi andava a prenderlo, lo yogi cadde in un profondo samadhi? Ci rimase per trent'anni e presto fu circondato da ammiratori. Quando ne uscì, chiese il suo bicchiere d'acqua!

D. Kundalini è un'esperienza come il samadhi?

R. Kundalini appartiene a una tecnica. C'è ancora la credenza che ci sia qualcosa da ottenere, qualcosa da trovare. Puoi completare la purificazione del corpo, ma rimani ancora il corpo vuoto purificato. Come abbiamo detto, quando sei abituato alla via progressiva è molto difficile per quest'ultimo oggetto dissolversi nell'osservatore. Ogni pratica appartiene alla mente. Di fatto il tuo intelletto perde la propria sensibilità e flessibilità perché viene messo in uno schema. 

D. Senza una certa disciplina, sento che non cambierò affatto!

R. Chi non cambierà? Cosa non cambierà? Le tue pratiche sono solo una fuga dall'affrontare la prima domanda. Attraverso la disciplina puoi alterare la posizione di tutti gli oggetti sul tuo tavolo, ma è una cosa superficiale e tutti gli oggetti scivolano via! Osserva che sei in continua fuga dall'affrontare il tuo ego a testa alta. La mente è scaltra e usa molte vie per sedurti piuttosto che lasciare il suo controllo su di te. Quando vedi chiaramente qualcosa, lo schema perde il suo potere. Non c'è sforzo al mondo che possa condurti alla chiara visione. Quando vedi chiaramente il tuo meccanismo, l'energia - l'asse  del tuo essere immediatamente si sposta e avviene la trasformazione.

D. Questa immediatezza è un aspetto della "via diretta"?

R. Come abbiamo detto, nella via diretta - che per essere precisi non è una via - affronti immediatamente il principio supremo. Tu accetti come una possibilità ciò che hai udito, ovvero che non sei il corpo, i sensi e la mente, ma la luce dietro tutte le percezioni. L'ipotesi di base della via diretta è che il tuo non-stato globale c'è già, che per te è naturale e "aspetta" il profondo rilassamento dalle abitudini della mente e del corpo. Questo è Dio, la grazia, la presenza che compare nelle aperture tra i tuoi obiettivi egoistici. E' sempre presente. Ogni movimento atto a conoscerla è dunque un allontanarsene, perché quando vuoi qualcosa credi che ti manchi. Non c'è sforzo al mondo che possa convincere la Presenza a manifestarsi. Non c'è evoluzione spirituale. La tua essenza naturale è fuori dal processo del divenire. Quando sei convinto di questo, ciò conduce a una nuova dimensione di vita, a un'apertura che va oltre ogni divenire. nella via diretta, tu vivi in questa dimensione dall'inizio. Allora non c'è mai accento sull'oggetto, sulla percezione. Tutti gli oggetti compaiono e scompaiono nello sfondo e servono solo a rivelare tale sfondo. Non potrai mai ottenere ciò che sei. Si rivela da solo. 

(Tratto da "Jean Klein, Chi sono Io? La ricerca più sacra")

Chi Sono Io?
La ricerca più sacra

Lo yoga dell'antica tradizione del Kashmir, della via diretta, della non-dualità Advaita è un approccio sostanzialmente diverso dallo yoga più comunemente inteso o dalla "via progressiva" che rimane nel segno della dualità, per questo - citando Sempre Jean Klein che è uno dei maestri occidentali più rappresentativi di questa "Via", discepolo diretto di Ramana Maharshi - " non mi sentirai mai usare la parola "yoga" per descrivere quello che insegno".

Questo approccio - che è un percorso di Consapevolezza globale - è sostenuto e insegnato a Torino dall'Associazione Samveda (via Tiziano 15), fondata da Mario Di Grazia nel 1999.



Altre letture sulla "via diretta"


Canti Spirituali di Ma gcig Lab sgron



"Priva di considerazioni oggettive,
la realtà essenziale è proprio così!
Si rimanga rilassati senza pensare,
ma non si interrompa il flusso dei pensieri
che sorgono come lampi nel cielo.
Così le rappresentazioni mentali
vengano lasciate libere
come nelle profondità del vasto oceano.
Si stia in una libera condizione di immobilità.
Le varie rappresentazioni visive e mentali
sono come onde dell'oceano
che mutano naturalmente
nello spazio della realtà essenziale
(Ma gcig Lab sgron)


Il Grande Sigillo - Mahamudra


Smetti di fare qualunque movimento fisico e rimani tranquillo nello stato naturale.
Non hai nulla da dire, i suoni sono vuoti come l'eco.
Non hai nulla a cui pensare, 
contempla ciò che trascende la mente.
La coscienza senza punti di riferimento è il Grande Sigillo.
Prendendo dimestichezza con questo stato si ottiene il Sommo Risveglio.

(Tilopa)
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Discorsi con Sri Ramana Maharshi Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere
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Tutte le altre pratiche spirituali richiedono oggetti esterni e un ambiente adatto, 
ma per l’investigazione (del Sé) non è richiesto niente di esterno a se stessi.

(Ramana Maharshi)

Sii Ciò che Sei
Ramana Maharshi e il suo insegnamento
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E’ detto che la liberazione è con forma o senza forma, o con e senza forma. Lasciate che vi dica, che la Liberazione le distrugge tutte e tre  e cosi’ pure l’ego che le distingue.

(Ramana Maharshi)
Il Potere di Adesso - Una Guida all'Illuminazione Spirituale

Invece di «osservare colui che pensa» si può anche creare un intervallo nel flusso mentale semplicemente rivolgendo il centro dell’attenzione all’Adesso. Basta divenire intensamente consapevoli del momento presente. E una cosa che dà profonda soddisfazione. In questo modo si allontana la consapevolezza dall'attività mentale e sicrea un intervallo senza mente in cui si è altamente vigili e consapevoli ma non si sta pensando. Questa è l’essenza della meditazione.

(Eckhart Tolle)

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"Tu pensi che un uomo può cambiare il suo destino? "Io penso che un uomo fa ciò che può finché il suo destino di rivela" (L'ultimo samurai)

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LO YOGA DELL'ANTICA TRADIZIONE KASHMIR




Per prima cosa, di che tipo di esercizio ha bisogno il corpo? Te lo chiedo perché ho sentito che insegni un tipo di yoga basato sull'antica tradizione Kashmir

R. Per prima cosa, non mi sentirai mai usare la parola "yoga" per descrivere quello che insegno. Generalmente lo yoga viene inteso in termini dualistici come l'unione tra il supposto sé individuale e il supposto Sé universale. E' quindi diventato un processo di conseguimento e divenire, un processo di volontà. Sebbene usiamo le tradizionali asana e pranayama, le pose e tecniche di yoga codificate da Patanjali, il lavoro comincia con la convinzione che non ci sia nulla da ottenere e diventare. E' solo un modo per essere in contatto con ciò che diamo per scontato essere il corpo, i sensi, la mente.

Ci porta prima a sapere ciò che non siamo e, alla fine, quello che fondamentalmente siamo diventa chiaro. Allora corpo, sensi e mente divengono espressioni della nostra totalità. 

Mentre ero in India nel 1968, mi capitò di incontrare un sant'uomo e i suoi discepoli. Ero attratto dai loro bellissimi inni e dallo svolgimento di alcuni rituali, i puja. Conversando con quest'uomo gli chiesi cosa intendesse per yoga e fui colpito dalla semplicità della sua risposta. Egli disse:

"lo yoga è il giusto sedersi, il giusto fare e il giusto comportarsi nell'istante presente. E' adeguarsi alla situazione, in ogni tua azione mentale e spirituale. Lo yoga è essere in unione col presente".


(Tratto da Jean Klein, "Chi sono io? La ricerca più sacra") 



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