01 gennaio 2018

COME RIMANERE TRANQUILLI DENTRO LA TEMPESTA DEL MULTIFORME



Dimorare nella quiete – qualsiasi cosa accada – è l’ottenimento più prezioso di una mente risvegliata. La mente risvegliata è una consapevolezza che non si identifica con ciò che accade, ne prende le distanze senza tuttavia evitare nulla, rimane vigile nell'accoglienza ricettiva che non oppone resistenza a ciò che c’è nel momento in cui c’è. Non oppone resistenza alla Vita, in sostanza. La Vita ha una sua intelligenza intrinseca allo stato naturale che è lo stato in cui nessuno schema di controllo mentale interferisce sullo sviluppo armonico delle cose così come sono. E’ lo stato della mente quando non si identifica con l’ego e le sue oggettivazioni temporanee (pensieri, emozioni, immagini, situazioni esterne) cosicché la realtà essenziale può spontaneamente venire a galla, senza sforzo e senza fare alcunché: la realtà della quiete dell’essere.

La quiete dell’essere non dipende da nessuna condizione esterna, permane immutabile con o senza tempeste in atto nel mondo delle forme. Nel misticismo tibetano viene evocata come "piacere immoto", l’Advaita Vedanta lo racchiude in tre sillabe, Sat Cit Ananda (la pura Beatitudine della Coscienza di Esistere, di Essere). Pertanto, non è la quiete dopo la tempesta bensì la quiete dentro la tempesta!

È stato detto che la quiete è il linguaggio in cui  Dio parla, ogni altra cosa è una cattiva traduzione

e ancora, sempre citando Eckhart Tolle: 

Dove si trovano la gioia, l’amore, la creatività e la vitalità? Essi sono nascosti nella immobile pausa fra la percezione e l’interpretazione” 
Leggi tutto l'articolo: LA QUIETE DENTRO LA TEMPESTA




I punti salienti dell'articolo: 

  • L'anima che si svela non ha bisogno di idee ma di spazio. Diamoci spazio!
  • Il "non fare" è un fare potenziato dall'essere, la giusta via per l'azione che fa la differenza. Non vuol dire subire gli eventi ma esserne co-creatori!
  • La quiete è come un'esperienza di morte. Come rimanere tranquilli, radicati nell'essenza dentro la tempesta del multiforme! 


Così va il tempo di Dio al di sopra

Ma tu sacro canto
E tu cerchi, povero navigante, 
l’abituale
Verso le stelle guarda
(Hӧlderlin)

Tathata, in sanscrito e nel Buddismo Mahayana corrisponde alla realtà delle "cose così come sono", alla loro nudità essenziale prima di qualsiasi successiva elaborazione concettuale in forma di giudizi, interpretazioni etc.
Il filosofo Heidegger l'avrebbe chiamata "la cosità delle cose", nella Via della Percezione Diretta dell'Advaita Vedanta, della tradizione Dzogchen, della Mahamudra e del misticismo tibetano, si evoca come lo "stato naturale" della mente


Un Nuovo Mondo
Riconosci il vero senso della tua vita






Lo Stato Naturale dell'Essere
Testi della tradizione Dzogchen


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