04 agosto 2017

HINDI ZAHRA OUT OF MIND INSIDE THE SPIRIT WORLD – L’OSSESSIONE PER IL RITMO E L’ARTE DELL’ATTESA




Tra le sue muse ispiratrici: Lhasa, Ella Fitzgerald, Aretha Franklin, Ali Farka Touré, Oumou Sangaré, Maria Callas, Nina Simone. Tra i luoghi e i ritmi ispiratori, oltre a quelli delle sue radici berbere marocchine, ovviamente (e pensiamo ai deserti sconfinati dell'Atlante e alle profondità dell'Oceano): America Latina, Brasile, India, Gitani del Sud di Spagna ovvero Andalusia. Madre cantante, padre soldato, bisnonno danzatore che praticava la trance, un invito a "pensare a dei gitani che vivono in una casa" ... Lei è una delle prime artiste donne a cantare in lingua berbera, una lingua antica 6000 anni, propria della cultura amazigh, la cultura degli "uomini liberi", e a portarla in giro per il mondo non senza un certo orgoglio. Non senza un sincretismo che fino ad ora forse mai nessuno aveva osato. Mai nessuna aveva osato. L'ardimento è donna. Cosa ci si può aspettare, d'altronde, da una creatura con il nomadismo impresso nell'anima, erede del retaggio tribale tuareg e insieme cultrice appassionata della raffinatezza bohémienne della sua città d'adozione, Parigi?


Il nuovo album si intitola "Homeland", richiama alle Origini ben oltre il senso puramente territoriale del termine e, soprattutto, arriva dopo ben cinque anni di distanza dal primo ("Handmade"), un tempo di solito considerato pericolosamente impraticabile per gli artisti, emergenti o sulla cresta dell'onda. Ma lei già "Handmade" l'aveva fatto da sola, da buona outsider qual è, seguendo pazientemente i suoi tempi, ascoltando coraggiosamente i suoi ritmi, nutrendosi di solitudine e natura e di tutto il tempo necessario, senza fretta, perché avere cura dell'"ogni cosa a suo tempo" è un'arte anche quella. Arte che sciamane e sciamani connessi ai cicli naturali conoscono fin troppo bene. 



"Handmade", fatto in casa, artigianale come un focolare che nutre attorno al fuoco dell'attesa. E suona come una dichiarazione d'indipendenza, rimbomba come un tamburo nel silenzio di un cielo stellato dove non c’è altra cosa da fare che danzare. Perché la danza appartiene ad Hindi come il calore al fuoco, puoi forse separarli? Lei ci tiene a sottolinearlo che tutta la musica è trance, è danza, elementi imprescindibili se si fa musica “non per giocare, ma per avere qualcosa da trasmettere”. “Si fa musica ma non si gioca con la musica” –  e quando lo dice diventa serissima, nel suo volto sopraggiunge l’enfasi di chi ti sta dando un avvertimento direttamente tratto dal mondo dell’invisibilità, dove tutte le cose prendono forma e l’ispirazione diventa missione. E, a seguire una chiamata che ti ulula nelle viscere non importa se passa un giorno, due mesi o cinque anni, perché diventa cruciale lasciarsi il tempo per "morire" e potersi così ri-creare partendo da una nuova fonte di energia creativa. L'originalità è un'audacia che poco ha a che fare con l'esibizionismo e Hindi Zahra la incarna letteralmente alla perfezione. Di nuovo, Origini, radici, terra, avi, antenati ...  Homeland. 




"Dopo due anni e mezzo di tour in cui ho incontrato moltissime persone a cui dovevo anche riuscire a dare la mia energia, sono arrivata al punto in cui questa energia doveva essere rigenerata. Per me è molto importante che la gente osservi dopo un'ispirazione. Sono convinta che sia meglio creare le condizioni affinché l'ispirazione arrivi, preparare anche un luogo affinché l'ispirazione arrivi più facilmente senza doverla cercare a tutti i costi. La natura porta al silenzio, alla pace e, in questo senso, anche all'ispirazione. Quindi, volendo realizzare un nuovo album, avevo bisogno di una nuova me. In un periodo di circa due anni, a Marrakech dove nessuno mi conosceva, ho fatto questo lavoro di ricerca su me stessa, le mie origini, su quello che voglio dare alla gente, perché non si deve giocare con la musica."



Hindi Zahra è una grande maestra dalla sapienza ancestrale e ha la grazia di non lasciarlo a intendere. Per questo è ancora più grande. Lei sa, la sua anima, come la sua voce e come ho scritto altrove "è trasversale ai mondi". Un privilegio ascoltare la sua musica, un dono incredibile assistere ai suoi concerti che sono veri e propri rituali, cerimonie in cui lo scambio tra chi ascolta e chi canta diventa palpabile come impugnatura di coltello tra le mani del vento. Non c'è momento più importante che quello del "live" per Hindi, il coinvolgimento totale del pubblico che è anche addestramento alla giocosità propria di ogni anima selvaggia. E lei sa bene come fare perché "più ti diverti tu sul palco, più si diverte chi ti guarda e ascolta". L'esplosione di gioia è sempre una scorciatoia verso dio, qualsiasi volto gli si voglia dare o non dare e in qualsiasi modo lo si voglia intendere. In questo scambio, in questa sorta di contagio emotivo ed empatico, Hindi intravede l'aspetto più spirituale dei suoi concerti e del contatto con il pubblico. 


La gestualità di Hindi Zahra è la partitura più straordinaria di chi vive nella sua arte talmente integra e fedele a se stessa da potersi persino trascendere. La musica di Hindi è World Music come si dice nelle etichette discografiche ma lo è nel senso più ampio del termine, è Musica Universale, inseminata dallo spirito libero di ogni vera narrazione possibile. Hindi è una inebriante cantastorie, gitana con le frontiere sciolte come i capelli lunghi che le scivolano sulle spalle, sa come portarti a cavallo tra i mondi (visibile e invisibile), sa che la Creazione è sempre un atto di fuoriuscita da sé: out of mind, la trance non porta forse a questo? 



Non è certo per vezzo folkloristico che il suo corpo a un certo punto non può fare a meno di scomporsi nelle danze della sua Moroccan Trance. E’ vitale, non accessorio da performance fine a se stessa. “Ho una ossessione per il ritmo”, ammette. E come potrebbe essere altrimenti! 

Meravigliosa donna con il tumulto dei cieli che ti gravita dentro! Tu sei ritmo, vibri con l’universo e incarni senza fronzoli la passione che ti smuove. Mi fai venire in mente la bellissima frase del libro “Le Onde” di Wirgina Woolf “Sono di volta in volta maliziosa, allegra, languida, malinconica. Sono ben radicata, eppure fluttuo”. 







I feel a thousand capacities spring up in me. 
I am arch, gay, languid, melancholy by turns. 
I am rooted, but I flow 

(Virginia Woolf) 





Ben radicata, eppure fluttuante. Mai onda anomala nel maremagnum dell’esistenza ha avuto un nome così seducente: Hindi Zahra. 


Ho scritto di Hindi anche qui, dopo il concerto di Torino del 9 luglio. Era la seconda volta che la vedevo esibirsi dal vivo ma … non sempre gli occhi che abbiamo aperti sul mondo ci fanno vedere le stesse cose!  





Kasbah des Oudaias, Rabat 2017

FUORI DAI LUOGHI COMUNI

01 agosto 2017

Waterblessing | Il potere curativo dell'acqua


***L’acqua si scioglie i capelli nelle cascate*** (Ramon Gomez de la Serna)
"Un capolavoro è una sinfonia eseguita dai nostri più raffinati sentimenti. Al magico contatto con il bello le corde più segrete del nostro essere si risvegliano e noi, trasalendo, vibriamo in risposta al suo richiamo. Lo spirito parla allo spirito. Ascoltiamo quello che non è stato detto, contempliamo quello che non si può vedere. Speranze che la paura aveva soffocato, flussi di tenerezza che avevamo timore di riconoscere si offrono nuovamente a noi, arricchiti di uno splendore che non conoscevamo. Il capolavoro è dentro di noi e noi siamo il capolavoro"  (Okakura Kakuzo)


Niente fa vibrare le cellule del nostro corpo più della Bellezza, ma che cosa è la Bellezza? la Bellezza è il ritmo della vita lasciata al suo corso naturale, Bellezza è il ritmo della Natura dove non esistono punti, virgole, due punti, sincopi, allitterazioni, punti interrogativi e  linee parallele, ma solo un ininterrotto flusso di meraviglia, un unico punto esclamativo che dal basso si erge verso l'alto e in tutte le direzioni possibili in una circolarità che contempla qualsiasi piano di esistenza, qualsiasi mondo visibile e invisibile, nell'unica Hybris possibile affinché l'evoluzione continui sulla terra: quella del movimento. 

"Vado a vedere i confini della terra feconda, l'Oceano, principio degli Dei, e la madre Teti" (Omero, Iliade, XIV, 200-201)

Muoversi, fluire, arrendersi, divenire acqua, fuoco, aria, terra, melma, fango, polvere di stelle, radici, costellazioni, sangue, ossigeno, clorofilla, pioggia, fare spazio all'anima invisibile delle manifestazioni visibili... Sentire con tutte le cellule il macrocosmo che è in noi, universalizzare il corpo perché il nostro corpo, al di là di tutte le apparenze possibili e immaginabili (chittamaya), è comunque uno strumento preziosissimo per la nostra evoluzione e “spiritualizzazione dell'esistenza” ma, soprattutto, per la nostra gioia di vivere che è il contagio più prodigioso da donare a sé stessi e agli altri. 

***Infinitamente grande, infinitamente piccolo...*** Cascate di Novalesa, Val di Susa, Piemonte
Con il nostro meraviglioso corpo siamo mediatori tra la Terra e il Cielo e al tempo stesso co-creatori o “ricreativi” come mi ha suggerito un lettore sulla mia pagina Facebook, grazie al plesso cardiaco e al magnetismo che da questo organo vitale si effonde in modo irresistibile, a volerci solo prestare un po’ della nostra attenzione quotidiana. Braccia e mani sono in un certo senso prolungamenti del cuore, i palmi delle nostre estremità corporali sono l'area più sensibile per attrarre l'energia vitale, prana o Chi come la si voglia chiamare, le dita dei piedi e delle mani sono delle antenne fantastiche per assorbire nutrimento riequilibrante e rinvigorente, continuo e incessante, dalla Madre Terra che - pensate! - proprio delle nostre energie, pur "malate" che siano, ha bisogno perché lei da grande riciclatrice e guaritrice ne fa tesoro. Ne fa humus e sementa. 



Novalesa, Val Susa Foto ©CECILIA MARTINO 
E poi il plesso cardiaco, il cuore ci espande alla dimensione compassionevole dell'unità e del nostro vero sé, il Sé superiore che non agisce per motivi egoistici o personali ma spinto da intuizioni profonde direttamente collegate alla Fonte primaria, la splendente vacuità di cui siamo scintille portatrici di geni rivoluzionari. 

"Uomo, Cielo e Terra sono collegati tra loro ed il cuore è il Maestro" (Huai-nan-tzu)


Possiamo portare avanti la nostra rivoluzione silenziosa aderendo al piano cosmico dell'esistenza, scegliendo di rimanere vigili e attenti in ogni momento della nostra giornata, qualunque cosa facciamo possiamo sentirci ispirati da un Potere più grande, illimitato. E ricavarci sempre del tempo per ascoltarci, ricaricarci magari in luoghi di natura selvaggi, a piedi nudi, a contatto con le forze primordiali che in questi luoghi sono senz'altro più facilmente percepibili, e il nostro corpo ci ringrazierà a tutti i livelli per i benefici immensi che ne ricava. Perché un bagno al mare rende tutti così gioiosi? Non ho ancora mai incontrato qualcuno a cui il mare non piaccia. Il nostro Pianeta, al pari del nostro corpo, è composto per la maggior parte di acqua, per cui si può dire che proprio l'acqua sia l'elemento vitale cruciale, pur nella necessaria armonia con gli altri elementi naturali ovviamente. D'altronde, l'incubazione di ogni vita non avviene forse nell'ambiente umido e cavernoso dell'utero femminile e nel magma lunare del liquido amniotico? Quasi tutti i nostri organi interni "galleggiano" in liquidi e se questi liquidi non fluiscono si creano i principali problemi di salute. Il movimento primario per la salute a livello sia personale che cosmico, terrestre è il fluire. 


Riprendersi il contatto profondo con l'acqua vuol dire tante cose, vuol dire la cura di mantenersi sempre in movimento, di non ristagnare, vuol dire il coraggio di immergersi nei propri abissi per ritrovare le proprie radici e ripristinare il dialogo perduto con l'anima e con i propri avi e antenati, vuol dire innaffiare con pazienza e fiducia le radici dell'Albero della Vita. Le radici umide immerse nelle viscere terrestri fertilizzano quella Forza pulsante di vita, che è Forza Cosciente, spingendola dove è più necessaria l’opera di “fluidificazione”: qualsiasi nascita avviene nel bagnato, basta pensare al parto. Cerchiamo di non rimanere all'asciutto troppo a lungo! Fuor di metafora, non arrendiamoci al movimento che ci rende forze universali incaricate di vivere intensamente la propria missione, qualunque essa sia. E se non sapete quale sia la vostra missione, ricordatevi che già il fatto di essere qui su questa Terra vi rende “missionari” del fare anima: prendete qualunque cosa vi ispiri e fatene poesia, siate i narratori della vostra storia e non di quella di nessun altro, mantenete alte le vostre vibrazioni d’amore in qualsiasi forma l’amore vi risuoni, mettete da parte giudizi e aspettative per quanto vi sia possibile e poi, arrendetevi! SURRENDER. Come sempre amo dire, tutto il resto avverrà per complicità universale, perché … “Il capolavoro è dentro di noi e noi siamo il capolavoro". 





Possiamo tenere l'acqua che scorre 
dentro il palmo di una mano? 
Fidiamoci dell'incanto che ci vuole 
potentemente vigili 
sull'orlo della splendente vacuità delle cose. 
Non attacchiamoci a niente, siamo già tutto. 
Siamo soulful, letteralmente "pieni d'anima" 






FUORI DAI LUOGHI COMUNI






"E' importante mantenere sempre la terra smossa, 
l'onda schiumosa e l'emozione viva. 
L'Universo intero si muove: 
e noi non possiamo rimanere fermi"
(P.Coelho)




31 luglio 2017

AGOSTO 2017 IL MESE DELL’ECLISSI SOLARE TOTALE: SIGNIFICATI E PRATICHE



Il Sole si eclissa, la fonte primaria della vita sulla Terra si oscura, si rende invisibile, diventa ombra. Cosa vi rimanda istintivamente questa immagine? Cosa vi scuote nel profondo? Che avvertite nel vostro corpo? I fenomeni naturali più eclatanti (come eclissi, aurore boreali ma anche i pleniluni mensili), sono tra i momenti migliori per accogliere l’invito delle parti più sottili di cui è composta l’esistenza a ricordarci della sostanza di cui siamo fatti: quella dei sogni, come direbbe Shakespeare. Anima, direbbe Hillman e non solo lui. Impermanenza e Vuoto direbbero i buddhisti, Maya direbbero Veda e Vedanta degli induisti. 

Il 21 Agosto 2017 si verificherà una spettacolare Eclissi Solare Totale che interesserà soprattutto gli Stati Uniti d’America, alcune zone del Canada, del Messico, Cuba e Caraibi e, marginalmente, anche l’area più settentrionale dell’America Latina, la Groenlandia, l’Europa occidentale (Islanda, Scozia e Irlanda) e l’estremo nord/ovest dell’Africa, soprattutto il Marocco. Ma questo vale dal punto di vista strettamente geografico in quanto sappiamo bene l’Unità che ci coinvolge nella rete di interconnessione al di là di confini territoriali e persino di limiti spazio-temporali. 


Detto questo, sta per avvenire qualcosa di speciale: una forza di volontà guerriera ci spingerà a diventare i Sovrani della nostra vita, a essere finalmente i Soli della nostra esistenza, a non vivere di luce riflessa come vittime di eventi, circostanze, relazioni, ma come emanatori di luce splendente che pulsa dall’Origine più autentica del nostro essere. Il richiamo alla nostra autenticità e alle nostre origini non è stato mai tanto eclatante! 

E cosa vuol dire tornare alle origini? Essere davvero originali, non assomigliare a nessuno, non avere più bisogno di conferme dall'esterno, muoversi dal centro della propria personale “chiamata”, avere il coraggio di ascoltarla e da lì potersi muovere in tutte le dimensioni e direzioni possibili, perché la “realizzazione spirituale” non è un’ascesi, ma una espansione che ci vuole plurali, come l’universo appunto. Splendenti come stelle e soli senza dimenticarci la materia oscura che tutto questo rende possibile. Ed eccolo il punto cruciale dell’eclissi, se vogliamo: riconoscere le parti oscure della nostra psiche che poi oscure non sono, bensì potenziali di luce che premono per potersi realizzare. Il Sistema Solare, le galassie e l’intero Universo si reggono sull'equilibrio imprescindibile di materia oscura e corpi di luce, buchi neri e masse luminescenti… L’Ombra è ciò che ci fa splendere, come in alto così in basso. 





La riconquista della nostra piena Volontà di auto-realizzazione in allineamento perfetto con le trame cosmiche dell’evoluzione, è un diritto di nascita per cui vale la pena lottare. La buona notizia però è che servirà sempre meno lottare se ci si arrende alla pazienza attiva che contraddistingue l’energia femminile tipicamente Yin (ricettiva, passiva, accogliente, fiduciosa, paziente e amorevole) alla quale la Terra pian piano sta tornando dopo secoli di predominio Yang della cultura patricentrica improntata sul dominio e sull'azione indefessa che ha trasformato il potere in prepotenza. Riprendersi il giusto potere in tal senso vuol dire proprio accantonare arroganza ed egocentrismo a favore di una Forza che è pura coscienza d’amore in azione.


Alba sul mare, Bianco (RC)

Il Sole che si oscura è un Sole che si sposa con l’aspetto lunare femmineo, s’inchina al suo mistero, non ne tradisce l’appartenenza, anzi, ne ribadisce la complementarietà. A livello microcosmico, il maschile che è in noi deve essere risanato dal potere guaritore del femminile, un femminile non più represso e mortificato da millenni di soprusi bensì rigenerato da questa Nuova Coscienza che è propria dell’epoca che stiamo vivendo. E questo vale sia per gli uomini che per le donne, perché stiamo parlando di poli energetici presenti in ognuno di noi e di coscienza vibrazionale che permea tutta la materia.

L'eclissi di sole è un momento privilegiato per aprire la visione della Medesimezza, dell'unione degli opposti con la complicità del cosmo e il favore degli dei. Dal punto di vista archetipico-immaginale, simbolismo patricentrico è "logos", pensiero ordinatore, raziocinio, solarità, evidenza, scienza, controllo, gestione, dimostrazione, luce. Simbolismo matricentrico è lunarità, invisibilità, caos creativo, fede, missione, passione, ombra, estasi. Matricentrismo e patricentrismo dovrebbero sempre essere in equilibrio, appunto, ma quasi mai è stato così, se non in rari momenti d'eccezione, in straordinarie culture, dove la Bellezza era la forma sotto il cui il Bene si manifestava nel mondo sensibile. Il patricentrismo non mediato dai simboli dell'eterno femmineo è autodistruttivo: la sistematica distruzione della vita sul pianeta e la violenza della nostra cultura lo dimostrano. Il matricentrismo lasciato solo a se stesso diviene ugualmente aberrante, per cui è sempre la terra di mezzo, l’equilibrio degli opposti a cui bisogna tendere.




Il mio incoraggiamento è a fare sempre più nostro quell'indomito invito del Daimon a realizzare la pienezza della nostra vita, come il Sole che sorge e tramonta senza darsi pena e, ugualmente, la Luna che appare e scompare nell'arco della sua ciclicità mensile senza darsi tregua… 

Rinnovo pertanto la suggestione che a suo tempo avevo lanciato in un articolo di cui ripropongo qualche passo: 



"Il sole che sorge al mattino si preoccupa forse di quel qualcuno che potrebbe scottarsi all'esposizione prolungata dei suoi raggi? Non è affar suo, la sua vocazione è di splendere e donare la vita alla terra con il suo calore che può avere anche effetti nefasti ma non se ne prende pena. Chi si scotta, ha un motivo per scottarsi, non è certo colpa del sole. Poteva prendere precauzioni e non l’ha fatto, meglio ancora l’esperienza della scottatura lo renderà più vigile per le prossime volte. In ogni caso, è una sua scelta. Il sole deve splendere con tutta la sua energia, niente di più e niente di meno. Ci dimentichiamo spesso che noi siamo come il sole, in quanto parte integrante dell’universo, e abbiamo non solo il diritto ma anche il dovere di splendere. Se il sole smettesse di irradiare la sua luce vitale, non ci sarebbe più vita sulla terra. Immedesimatevi con il sole e capirete il danno che perpetuate se limitate la vostra espansione luminosa per difendere preventivamente qualcuno da qualche eventuale danno. 

Non esistono errori nel piano cosmico dell’esistenza, esistono solo esperienze. Non esistono fallimenti, solo grandi opportunità. Se qualcuno che amiamo “soffre a causa nostra” è una sua scelta, e noi non lo aiutiamo pensando di difenderlo sminuendo chi siamo, stemperando i nostri impulsi più arditi, dimettendoci dalla nostra sacrosanta volontà di essere pienamente felici. Assecondare le paure degli altri imponendo alla nostra vita limitazioni mortificanti non aiuta nessuno. L’amore rende liberi, non schiavi. Se amate davvero qualcuno, liberatelo da voi. Se si scotta, magari si lamenterà e cercherà di farvela pagare ma poi … vi ringrazierà per l’abbronzatura che ha colorito la sua pelle. Per i nuovi colori che avete aggiunto alla sua vita. Se amate davvero qualcuno, non limitatevi a compiacerlo. Splendete come foste l’ultima luce rimasta sulla terra prima della fine del mondo" (Tratto da Cecilia Martino, “
Se ami qualcuno, liberalo da te”)






Vi lascio alcune citazioni che possiamo usare come “Sankalpa” (affermazioni di potere, propositi) durante tutto il mese di Agosto, il mese dell’eclissi, ma sempre buone per ogni momento in cui sentiamo di averne più bisogno. Concediamoci anche solo qualche minuto al giorno per leggerle, fiutarle, respirarle, corteggiarle. Possiamo pronunciarle ad alta voce, oppure in silenzio, possiamo meditarle o cantarle, metterle sotto al cuscino o semplicemente lasciare che facciano su di noi ciò che vogliono. Anche questa è ricettività femminile: avere fiducia che qualsiasi cosa compie sempre il suo dovere per il nostro sommo bene. Noi mettiamoci l'intento di un cuore puro, disinteressato e poi fidiamoci, con amore. Tutto il resto, come mi piace sempre dire, avverrà per complicità universale. 


"Nelle profondità si celano ulteriori profondità, 
nelle altezze un'altezza ancora maggiore. 
L'uomo giungerà più velocemente 
ai confini dell'infinito 
che alla pienezza del proprio essere, 
poiché quell'essere è l'infinito.  
Aspiro ad una forza infinita, 
ad una conoscenza senza limiti 
e ad una gioia infinita. 
Potrò mai ottenerla? 
Sì, ma la natura dell'infinito 
è di non avere fine.  
Perciò non puoi dire io la ottengo, 
ma piuttosto io la divento" 

(Sri Aurobindo)





"Vacuità e luminosità 
sono la natura propria della mente: 
riconoscendola come 
consapevolezza luminosa e vuota 
si dissolve spontaneamente 
nello stato originario e autentico. 
Non valuto se la meditazione é buona o cattiva. 
La mente lasciata inalterata é Felicità... 
Riconoscendo che la dualità 
di soggetto e oggetto non esiste, 
piacere e dolore si dissolvono ambedue 
in un'unica cosa, 
si dissolvono spontaneamente 
nello stato originario e inalterato"

(Milarepa)



























“Tutti i fenomeni sono solo 
magie della mente;
non c’è nulla da temere 
nello spazio interno.
Tutto ciò non è che la naturale 
luminosità della chiara luce;
non c’è motivo di reagire.
Poiché tutte le attività 
sono un mio ornamento
… devo restare assorta 
in muta meditazione”

(Yeshe Tsogyal)








www.ceciliamartino.it

Grecia, a Sifnos l'isola dei poeti, il giorno del mio 40mo compleanno

ALLUNAGGIO!
Cosa chiedere alla luna 
per farci un regalo "salvavita"