24 maggio 2026

Alda Merini Per via della Poesia | Attraversando il Sottopasso Sud di Porto Recanati

"Mi sveglio sempre in forma, e mi deformo attraverso gli altri" (Alda Merini)

Attraverso gli altri possiamo perderci o ritrovarci, attraverso lo sguardo degli altri possiamo andare incontro a occhi che definiscono, irrigidiscono o pietrificano (come Medusa) oppure a occhi che vibrano, fluidificano, accolgono l'unicità dell'essere umano e ne fanno sostanza d'amore, non vessillo di incolmabili incompatibilità. La Poesia, per sua essenza, ci riconnette alla seconda opportunità, a volerla cogliere.

Alda Merini è stata attraversata, per non dire sfigurata, da moltissime definizioni, una su tutte: folle, folle di una follia non sana, bensì allarmante, disobbediente e di impetuosa pericolosità sociale, addirittura esistenziale ..."e non sapevo che nascer folle, aprire le zolle, potesse scatenare tempesta"... 

La sua vocazione poetica è diventata azione di resistenza, resilienza, respiro.
Resistere a cosa?
Alla follia, quella sana, di credere, nonostante tutto, alla bellezza dell'essere umano malgrado le implicite contraddizioni, e alla sacralità dell'amore.  
Amore, in tutte le forme cantato dalla Musa: terreno, divino, personale e universale allo stesso tempo, sangue e cielo, vuoto e presenza, "ombre e ciclamini"... Quel "respiro che esce dal tuo sguardo", sempre citandola mediante alcuni suoi versi, che sto spargendo qua e là come fiori ... 

"Che cosa sono i fiori? non senti in loro come una vittoria – la forza di chi torna da un altro mondo e canta ..." (Mariangela Gualtieri)

La poesia non ha attraversato la vita di Alda Merini come un'uscita di sicurezza, ma come necessità incarnata di sguardo che si fa consapevolezza, senza sconti. Ha attraversato la sua pelle come un sottopassaggio urbano che, per il solo fatto di essere attraversato, unisce qualcosa di apparentemente incompatibile. Sponde opposte, prospettive asimmetriche, barriere posturali, linee rette invece che sinuose circolarità. Vita e morte, saggezza e follia. 

Un'immagine simbolica questa che è diventata realtà calpestabile, tangibile viatico di senso e valore aggiunto, prendendo forma e colore nell'opera Street Art "Canto delle Donne" di Carlo, in arte Morden Gore, al Sottopasso Sud di Porto Recanati intitolato ad Alda Merini, inaugurato domenica 24 maggio alla presenza del Sindaco Andrea Michelini e di altri rappresentanti della giunta comunale. Poesia che attraversa i luoghi del quotidiano, dunque: poesia che mette in cammino, che fa transitare, in cammino verso... Il verso poetico indica una direzione:  "ascolta, il passo breve delle cose"... 

Dal dipinto in tecnica anamorfica emerge un volto che, in base alla prospettiva dello sguardo osservante, tende a fondere la fisiognomica del viso con la fluidità senza forma dell'infinito indefinibile dalle simboliche tonalità celesti-ali. Non è forse questa la quintessenza della "magia" poetica e del suo sottile lavoro sull'animo umano? "Quella magia che brucia la pesantezza delle parole, che risveglia le emozioni e dà colori nuovi". Una leggerezza che va di pari passo con la profondità, non la semplifica ma la rende accessibile. Come una piuma che, depositandosi sul fondo di un abisso, non perde la traccia del suo volo: la dona. 

"Ascolta, il passo breve delle cose

- assai più breve delle tue finestre -

quel respiro che esce dal tuo sguardo

chiama un nome immediato: la tua donna.

È fatta di ombre e ciclamini,

ti chiede il tuo mistero

e tu non lo sai dare".

(Alda Merini, Fiore di poesia, 1951-1997)


Con l'artista Morden Gore, creatore dell'Opera Canto delle Donne.
Porto Recanati, 24 maggio 2026





ANCORA SU ALDA MERINI:



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