Visualizzazione post con etichetta maestri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta maestri. Mostra tutti i post

03 febbraio 2025

Arunachala La Via della Montagna | Tiruvannamalai Tamil Nadu India

Da chi sono stato attirato qui? Da Arunachala. Il Potere non può essere negato, comunque vi ripeto che Arunachala è all'interno e non all'esterno. Arunachala è il Sé (Ramana Maharshi)

212. Il Maharshi osservò: - Il pradakshina (il rito indù che consiste nel girare intorno all'oggetto della propria adorazione) vuol dire: "Tutto è in me".
Si dice che il giro fatto intorno alla montagna di Arunachala sia altrettanto efficace del giro fatto intorno al mondo. Ciò significa che il mondo intero è condensato in questa montagna. Il giro fatto attorno al tempio di Arunachala è molto favorevole e girare su se stessi è altrettanto buono. Tutti questi giri sono contenuti nel Sé.
La Ribhu Gita dice: "Io resto fermo mentre innumerevoli Universi, che diventano concetti nella mia mente, ruotano in me. Questa meditazione è il giro (pradakshina) supremo".

216. Il Maharshi spiegò il significato di Arunachala. 
Aruna =  rosso, brillante come il fuoco. Questo "fuoco" non è quello comune, che è solo caldo. Si tratta del "fuoco della saggezza" (jnanagni) che non è né caldo né freddo. 
Achala = montagna. Arunachala è dunque la Montagna della Saggezza.

218. Oggi il Maharshi ha dato un'occhiata allo Shiva Purana. Poi ha detto: - Gli aspetti trascendente e immanente di Shiva sono rappresentati rispettivamente dal suo essere invisibile e trascendentale e dal lingam. Il lingam che si è manifestato anticamente nella forma di Arunachala esiste ancora oggi. Questa manifestazione ebbe luogo quando la luna si trovava nella costellazione di Orione (Ardra) in dicembre. Il lingam fu però adorato per la prima volta nel giorno dello Shivaratri, data considerata sacra anche adesso.

219. Ramakrishna Swami, un discepolo da tempo residente, chiese al Maharshi il significato di Twairyarunachala Sarvam, un verso dei Cinque Inni ad Arunachala. Maharshi - L'universo è come un dipinto su una tela. La tela è la montagna rossa: Arunachala. Ciò che si eleva e si abbassa è fatto della stessa sostanza della sorgente da cui proviene. La finalità dell'universo è Dio Arunachala. Quando si medita su di Lui o sul Veggente, il Sé, si produce la vibrazione mentale "Io", alla quale tutto si riduce. Quando si va alla ricerca della sorgente di questo "Io", rimane soltanto l'"Io" primordiale, che è inesprimibile. La sede della realizzazione è dentro e il ricercatore non la può trovare come fosse un oggetto al di fuori di sé. Questa sede è Beatitudine ed è l'essenza centrale di tutti gli esseri. Per questo viene chiamata Cuore. L'unico scopo della presente nascita è quello di volgersi all'interno e realizzare ciò. Non vi è altro da fare.

273. [...] Da chi sono stato attirato qui? Da Arunachala. Il Potere non può essere negato, comunque vi ripeto che Arunachala è all'interno e non all'esterno. Arunachala è il Sé.






VIAGGIO A TIRUVANNAMALAI GENNAIO 2025






Appunti di viaggio ... 

Suoni in lontananza, canti con il riverbero di vento e silenzio,
aria di sacralità senza nessun officiante.
L'uccello azzurro gorgheggia in prossimità della finestra,
il canto del gallo riecheggia insieme ai primi ruggiti di motori e faccende umane.
La montagna di fuoco Arunachala osserva il transito di ogni cosa.
Le vacche vestite a festa, le donne curve sui loro escrementi sacri,
accendono fuochi e tengono cesti pesanti sulla testa.
Tra elemosina e Assoluto che differenza fa?






10 ANNI PRIMA... 


Un grande viaggio di iniziazione, 
forti emozioni, poesia 
e una piccola-grande chiave 
per trasformare la paura di morire. 





17 agosto 2024

Perché pratichiamo lo yoga | Gérard Blitz Un maestro del nostro tempo


La domanda che noi possiamo porci è di sapere perché pratichiamo lo yoga. La risposta  a questa domanda è semplice: lo yoga è un mezzo per permetterci di apprezzare meglio la vita. Lo yoga  è un mezzo concreto. Chiaro e preciso. Non vi è  nessun mistero in questa pratica. Non vi è alcun posto per l’ immaginazione. Sappiamo che facendo una determinazione azione otteniamo un determinato effetto.
La scienza moderna, quella legata alla fisiologia e la neurofisiologia , conferma quanto già detto dai grandi Maestri dello Yoga del passato. Essenzialmente lo yoga equilibra le nostre funzioni. Facilita, regola, coordina il funzionamento estremamente complesso del corpo. È con l’equilibrio del corpo, con l’equilibrio fisiologico che creiamo l’equilibrio psicologico e psichico che ci manca.  Ecco la ragion d’essere dello Yoga.


C’è effettivamente un segreto nel yoga. È quello della sua trasmissione. È iniziatica. Avviene da una persona ad un’altra persona. La difficoltà è data dal fatto che l’esperienza è sempre differente, sempre rinnovata. Non ci sono due esperienze che sono identiche.
La stessa persona è diversa ogni giorno. Inoltre, non si tratta inizialmente di una conoscenza. Nello yoga, la conoscenza nasce da un’esperienza.

Si scopre ciò che già esiste.

Si sviluppa coscienza per potere situarsi a livello estremamente sottile del funzionamento di corpo.

Ecco l’essenziale.

L’unità (Yoga) di cui s’intende riguarda il corpo ed il mentale.

Siamo prigionieri degli automatismi del circuito mentale. Della dipendenza a memoria.
La nostra vita è programmata perché il nostro cervello è programmato. 
La pratica di yoga consiste nel liberarci da questa dipendenza. Di trovare la libertà del pensiero e dell’azione. Di trovare la creatività e l’amore. Cioè la disponibilità agli altri.

Occorre cancellare un malinteso. Si pensa generalmente che lo Yoga sia legato ad una forma che si dovrebbe cercare di copiare. Quando si dice “Yoga„ l’immagine che si presenta è quella di una persona seduta, le gambe incrociate e gli occhi chiusi. Ripensandosi...

Yoga è uno stato.
Ecco ciò che ci rende perplessi. Uno stato può soltanto sperimentarsi. Viversi.

Non si può apprendere. Non possiamo conoscerlo passando attraverso  il significato delle parole, con la lettura, con l’accumulo del sapere intellettuale.

Vedete ora  in cosa lo Yoga è originale? 
In cosa il suo approccio  è così particolare?

Non si tratta neppure nel Yoga di isolarsi. Ecco ancora un’idea falsa.
Lo yoga non è una scienza astratta o teorica.
Non è neppure un sistema.
Lo Yoga non è legato ad un metodo.

Lo yoga consiste nello sviluppare, amplificare, approfondire la coscienza. Questo è l’opposto della dispersione e della confusione. Ciò che illumina. Ciò che semplifica. Ciò che decondiziona. Ciò che permette di vivere la vita pienamente, di istante in istante.

I mezzi che abbiamo, lo ripeto, sono semplici e concreti. Accurati. Chiunque può praticare yoga poiché lo yoga si pratica a partire da ogni individuo, partire dalla propria personalità, dalla propria  morfologia. Vengono forniti mezzi precisi che lo permettono.

È grazie a questa libertà nella pratica, grazie a questa scoperta ininterrotta che fa ciascun  individuo, che si trova interesse e gioia nelle nostra pratica. Lo Yoga è buono per tutti. È un preliminare a tutto. Decondiziona. Dà accesso alla spontaneità, alla creatività.

Permette di ricevere. Di ricevere gli altri. Di ricevere Dio.

La pratica del yoga non è legata particolarmente ad una cultura. All’origine era indiano. Ora è anche occidentale. Diventa per noi sempre più occidentale.

Siamo coscienti che per giudicare l’opportunità di praticare lo Yoga, dobbiamo ragionare a partire da ciò che siamo.

(PHILOSOPHIE PREAMBULE AU YOGA, Gérard Blitz, tratto dalla Rivista “Les Chemins du Yoga n.43, mars 1999)


“Per accedere all’esperienza dello Yoga (uno stato che non può essere descritto dalle parole) è indispensabile partire da voi stessi, accettando di praticare ed esprimervi secondo le vostre possibilità fisiche, emotive eccetera… È una regola fondamentale! Il vostro vissuto è unico, non ha nulla a che fare con quello della persona che pratica vicino a voi! Non c’è nulla da copiare o imitare. Solo la vostra personale esperienza si inscriverà in voi e, come diceva il Budda, ‘senza di essa nessun progresso è possibile’. Nello Yoga, ognuno è unico. È lo Yoga che si adatta a ogni individuo e non il contrario. Dobbiamo renderci conto che ciò che si insegna non è una tecnica, ma qualcosa che aiuta l’allievo a scoprire ciò che già esiste in lui”.


Zinal 1980, Gérard Blitz, Swami Satchitananda https://ifry.yoga/gerard-blitz/



Gérard Blitz (Anversa 1912 – Parigi 1990) dopo aver fondato il Club Méditerranée, si avvicina al buddhismo zen e alla pratica dello yoga. Ordinato monaco zen dal Maestro Taisen Deshimaru, divenne maestro di yoga seguendo l’insegnamento di T.K.R. Krishnamacharya. Amico di Krishnamurti e di T.K.W. Desikachar, ha trasmesso in Occidente uno yoga che ha il suo fondamento negli yoga sutra di Patanjali, elaborando una pedagogia basata su principi chiari e semplici, adatta a ogni individuo. Fu fondatore e presidente dell’Unione Europea delle Federazioni di Yoga. 



Portiamo in noi
due “regimi” diversi
che coabitano e funzionano insieme
Uno è volontario
ci spostiamo nello spazio
pensiamo parliamo
L’altro non è volontario
qualcosa in noi
agisce a nostra insaputa
aziona i nostri organi
equilibra la nostra posizione nello spazio
coordina regola corregge
Questo “qualcosa” è intelligente

Questa intelligenza è diversa
più profonda
complementare alla prima
che chiamiamo mentale

Il ruolo dell’Hațha Yoga
è quello di insegnare all’uomo a creare le condizioni
in cui quest’altra intelligenza
che è in lui
possa manifestarsi e partecipare
alle sue azioni  al suo pensiero alla sua parola
Quando queste condizioni esistono
siamo nello stato di Yoga

(Gérard Blitz, Il filo dello yoga. Gli a capo sono nell'originale)


Il Filo dello Yoga

L'esperienza del gruppo di Milano
Voto medio su 3 recensioni: Da non perdere
€ 24,00



Sentire il corpo di luce durante la pratica yoga

State dove siete, non cambiate nulla! Jean Klein e la non-direzione

Il valore dello yoga per l'umanità


Corpo e Preghiera
Nobiltà di un filo d'erba
Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere
€ 15,00

La Naturalezza dell'Essere
€ 14,00

Eric Baret - 250 Domande sullo Yoga
€ 20,00

27 ottobre 2022

3 suggerimenti per fare pulizia mentale | Swami Sivananda


"Fare pulizia del corpo e della mente" (Sauca) è il primo dei cinque Niyama (osservanze) dello Yoga: il corpo può essere curato tenendolo pulito, con una corretta alimentazione e anche alleggerendolo da tensioni, da pensieri, da preoccupazioni e da angosce.
Per questo si può parlare di pulizia a livello anche mentale.

Questi tre spunti sono liberamente tratti dall'insegnamento di Swami Sivananda Saraswati,  come riportati nel libro La potenza del pensiero


1. Imparate a mantenere libera la mente da cose inutili!

Nella fisica attuale esiste un importante concetto: "il potere di  orientamento". Nonostante la presenza di molta energia, non avviene un  passaggio di corrente. E' necessario quindi collegarla ad un magnete per  ottenere che la corrente passi per mezzo del potere di orientamento.
Similmente l'energia mentale che viene dispersa ed erroneamente rivolta  in diversi inutili pensieri mondani, dovrebbe essere indirizzata verso i  giusti canali spirituali.
Non introducete nel cervello inutili informazioni.
Imparate a mantenere libera la mente da cose inutili e  disimparate tutto ciò che per voi non è necessario. Soltanto allora  potrete colmare la vostra mente di pensieri divini, conquistando una nuova energia mentale, costituita da tutti i raggi mentali dispersi, che  saranno nuovamente sono raccolti.



2. Dinamica del pensiero nell'Universo: l'importanza di ripulire il Manas o atmosfera mentale

In realtà, il pensiero lascia il cervello e si libra nello spazio. Quando un pensiero, sia esso buono o cattivo, abbandona la mente di una persona, dà origine a delle vibrazioni nel Manas o atmosfera mentale, dirigendosi in tutti i sensi. Inoltre, può insinuarsi facilmente nelle menti altrui. Un saggio, che vive in una caverna sull'Himalaya, trasmette un pensiero potente in ogni angolo della terra. Colui che cerca la propria purificazione in una caverna, in realtà purifica il mondo intero.
Nessuno può proibire ai propri pensieri puri ed elevati di diffondersi e di essere assorbiti da coloro che li accettano. Come l'acqua che, con il calore del sole si trasforma in vapore e che, salendo in alto, si condensa in forma di nuvole, per precipitare nuovamente, bagnando di pioggia la terra, così tutti i pensieri, che proiettate dal vostro angolo solitario, si innalzano e si diffondono nello spazio, unendosi a quelli simili, proiettati da gente della vostra stessa natura.
L'unione di tutti questi pensieri forma un argine di tremenda potenza che fronteggia tutte le forze contrarie.




3. Diminuite il numero dei pensieri abituali

In genere la mente, che è senza disciplina, viene occupata da molti pensieri contemporaneamente, quali quelli che riguardano la famiglia, gli affari, la salute, i desideri, le speranze e i timori. Spesso avviene che non riuscite a leggere con interesse un libro, sapendo - per esempio - che tra mezz'ora verrà trasmessa una partita di calcio che desiderate ascoltare. La vostra mente, che ne è già suggestionata, disturba la lettura del libro. E' soltanto privilegio dello Yogi, dotato di una mente ferma, nutrire un pensiero alla volta e trattenerlo per tutto il tempo che desidera.
Se riuscite a controllare perfettamente la vostra mente, vi renderete conto che moltissimi pensieri sono inconsistenti. La mente vaga incessantemente tra pensieri che riguardano il corpo e le sue necessità, tra pensieri di amici, pensieri di come guadagnare denaro, pensieri di come sopravvivere, ricordi della fanciullezza e così via.
Potrete rapidamente progredire fino ad avere il perfetto controllo del pensiero, se disciplinerete la mente e saprete mantenerla costantemente su un determinato argomento o particolare soggetto, escludendo tutti gli altri pensieri.
Abbiate fiducia e riuscirete.

OCCHI DA  POETA | DIFFERENZA TRA CONCENTRAZIONE E MEDITAZIONE


La Potenza del Pensiero
€ 16,00


Maestri dello Yoga, altri spunti dal Blog:

Le prime parole pronunciate dal Buddha dopo l'illuminazione

La ricerca più sacra: lo Yoga dell'antica tradizione del Kashmir

Yogananda, Autobiografia di uno Yogi e la scienza della meditazione

L'illusione di avere una missione nella vita |  Achhan Sumedho

Yoga, religione e occultismo: le parole di Swami Vivekananda

02 marzo 2022

Messaggi di Uriel | Elisabetta Furlan| Uscire dalla spirale di violenza e di odio

Uriel: La "Madonna delle rocce" di Leonardo Da Vinci


La Maestra Elisabetta Furlan, moglie del fondatore dell'Accademia Yoga 1969 di Roma, Giorgio Furlan, ha frequentato Medjugorje sin dall'inizio delle apparizioni. 

Nel 1983, durante i suoi numerosi viaggi di "ritiro spirituale" e di "contatto con il Cielo", ha vissuto da vicino la guerra dei Balcani, di Sarajevo e le sofferenze di quel popolo incredulo e inerme. 

In seguito, altre guerre hanno straziato i popoli vicini all'Italia. 

Come tante altre anime chiamate ad essere "Ponte" tra Terra e Cielo - tra cui il Padre Mariano Ballester che ha vissuto con Elisabetta i contatti angelici e in particolare con Uriel - oggi Elisabetta con urgenza invita a leggere A colloquio con l'Angelo Guida e A colloquio con l'Arcangelo Uriel, libri dettati alla stessa nel 1996 e contenenti messaggi di cruciale importanza per questi tempi e di cui si riportano qui di seguito alcuni passi.



"Da tanti anni il Cielo invita gli uomini alla Pace, alla Meditazione, alla Consapevolezza.
Ora è importante leggere o rileggere queste pagine che ispirano tutti alla ricerca della Saggezza, dell'apertura del Cuore, dell'Umiltà e della Fratellanza.  
Lo Yoga, vissuto come ricerca ed espressione di questi valori, potrà essere lo strumento che il Divino utilizzerà per aiutarci ad uscire dalla minaccia della 3° guerra mondiale, combattuta con armi nucleari. Uniamoci nell'ascolto e seguiamo i consigli di Uriel, l'Arcangelo che Dio ha inviato all'Umanità per farla uscire dal buio dell'ignoranza e della malvagità." (Elisabetta Furlan)




PRIMO MESSAGGIO DI URIEL ALL'UMANITA' (1996)

Uriel: Pregare o Meditare significa entrare in contatto con il Creatore, capire chi E', perché vi ha creato, qual è lo scopo della vostra vita sulla Terra […]
Come potete continuare a vivere pensando egoisticamente solo a voi stessi?
Siete sicuri di essere i soli esseri viventi nell'Universo? Ebbene così non è!
Ci sono altri mondi, altri Universi, molto più evoluti e avanzati di voi, dove è possibile nutrirsi di sola Luce Cosmica, dove si comunica solo con il pensiero, dove Armonia e Amore sono le note vibranti che accomunano tutti gli Esseri fra loro.
Uomini svegliatevi dal vostro torpore!
Alle soglie del Duemila, nel Nuovo Millennio, dovete cominciare a cercare lo Spirito …
Non potrete più ignorare le dinamiche dello Spirito, nell'uomo e nel mondo.
Grazie ad Apparizioni, Messaggi e "Segni Profetici" particolari, voi uomini siete stati avvisati e preparati già da molto tempo. Ora è il Tempo dell'azione!



SECONDO MESSAGGIO DI URIEL ALL'UMANITA' (1996)

Uriel: il Mondo sta correndo rapidamente verso la propria Autodistruzione. Grandi arsenali nucleari sono pronti ad essere usati da più Nazioni per guerre di varia natura e scopi. L'uomo sta evolvendo tecnicamente ma sta involvendo spiritualmente. […] L'Umanità non uscirà dalla spirale di violenza e di odio che la sta uccidendo se non eleverà in modo sempre più forte ed unanime la sua invocazione al Padre […]
L'Ego del Mondo si nutre di forme, di apparenze, di colori, di numeri, non conosce nè riconosce più la vera sostanza, il Sé delle cose, l'Essenza … 



MESSAGGIO PER L'UMANITA' (1-8-1995)

Uriel: Vorrei che osservaste l'Universo per quello che realmente è: un enorme serbatoio di Energia piena di Amore, Luce, Pace. […]
Dio, nel Suo Infinito Amore, ha inviato Maria a portare messaggi di Pace e di Amore da ben 30 anni ormai, a Medjugorje, terra martoriata anche dalla guerra … Maria ha parlato ma pochi l'hanno ascoltata! … 
I vostri soldi servono in parte ad armare il braccio del nemico. Chi sa tace … Gli armamenti sono pronti per entrare in guerra, ma Dio non vuole questo: dovete evitare una 3° Guerra mondiale! Non servirebbe sul Pianeta Terra, già straziato da tanti martìri e tante guerre. Se ciò dovesse avvenire, avrebbe delle dimensioni inimmaginabili … 

Chiedete sostegno e protezione  e pregate con il Cuore.
La preghiera profonda deve essere al Centro della vostra vita, al Centro del vostro Cuore […] La vera Preghiera è una rinascita completa, sul piano fisico, mentale e interiore […] 
E' sublime, è l'espressione più alta della comunione dello spirito individuale con lo Spirito Universale.



La Pace è uno stato del Cuore, un moto dell'Essere umano, una condizione dell'Anima, una vibrazione della Mente. Fino a che gli uomini penseranno che una Religione sia più valida e potente dell'altra, uno Stato debba essere padrone dell'altro, fino a quando gli uomini si sentiranno diversi, più buoni, più giusti, più santi o religiosi di altri, la Pace non verrà … 


09 febbraio 2022

Caro Maestro | Lettere a Giorgio Furlan


Il 6 novembre 2021 una delle persone migliori che abbia mai conosciuto, se ne va in più alte dimore. Era un grandissimo maestro di yoga e di vita. Un uomo realizzato nei principi superiori intrisi di bontà, pace, equilibrio, calma, serenità, coerenza, umiltà.

Quest'uomo - Maha Babaji, al secolo Giorgio Furlan - ho avuto la benedizione di incontrarlo sul mio cammino e da lui sono stata iniziata alla disciplina dello Yoga autentico, quale Via di autorealizzazione interiore, di contatto intimo e incessante con "la parte migliore di noi", la saggezza del cuore e del divino Sé.
Non mi dilungo su ricordi troppo personali affinché non prevalga l'aspetto autoreferenziale che, quando si è presi nella memoria di qualcuno che molto si è amato, può prendere il sopravvento. Pertanto, lascio che a parlare siano le parole che ho scritto, e donato a lui, in varie occasioni, non ultima quella della sua dipartita. Con immenso amore e gratitudine, sempre vive come lui.  Lui che ha solo cambiato forma e che persevera nelle opere delle migliaia di allievi a cui ha consegnato la sua saggezza, le sue conoscenze, il suo entusiasmo e il suo cuore. Tra queste migliaia ci sono io, e ne serbo l'eredità umana e spirituale come prezioso dono da distribuire al mondo. 


"Tutto ciò che accade ha un solo compito:
quello di sollecitare il compiersi del bene" (Giorgio Furlan) 


 


Caro Maestro,

Sono qui a dirti che, nonostante il turbamento che nell'emozione forte di questi giorni mi ha intimamente scossa portando a commozione tutto il mio essere, mi faccio umile dimora di quella quiete che mi hai sempre trasmesso, solo stando in tua presenza. 

Al cospetto della tua saggezza incarnata in una genuina mitezza fuori dal comune, una disponibilità nuova mi ha riconsegnata all'esistenza con lo spirito di gentilezza, onestà e purezza che ha reso lo Yoga dei tuoi Insegnamenti la via maestra del mio cuore. 

Tu mi hai indicato la Vita, lo spazio sacro dove far emergere talenti nascosti e potenzialità spirituali non in lotta con la quotidianità.

Il tuo essere luminoso e pacifico non turbava mai lo stato delle cose, ma concedeva nuovi respiri per riportarle spontaneamente in armonia. Di fronte a te era impossibile sentirsi in guerra contro qualcosa o qualcuno. 

Il tuo sguardo magnanimo era una carezza del divino sempre posata sul mondo.

So che niente andrà perduto, e che comunicheremo ancora e molto nelle modalità più consone alle anime disincarnate, come le lunghe meditazioni fatte insieme, ma so che mi mancherà quello sguardo pieno e il tuo sorriso.
Ogni volta era nuovo come fosse il primo giorno della vita. 

(7 Novembre 2021)



Ci sono sguardi che non sono solo occhi che guardano, ma finestre su altri cieli.

Grazie Maestro caro, riverbera la tua luce negli Insegnamenti che mi hai donato. A me, come a migliaia di tuoi allievi. 

Chi ti ha conosciuto, non potrà mai dimenticarti. 

Hai incarnato sempre le qualità Spirituali di cui il tuo insegnamento si nutriva incessantemente, donando spiragli di luce a chiunque fosse pronto a riceverli, un insegnamento non limitato alle ore in sala yoga, ma distribuito ovunque e in ogni momento, anche semplicemente standoti accanto, o ricevendo un tuo saluto. 

Grazie Maestro! Per questo, e per molto altro che non può essere espresso nella brevità e fugacità di questo momento, mi prenderò cura di avanzare impeccabilmente nella via della Vita autorealizzata. 

So che per te nulla più di questo contava.

(11 Dicembre 2021 - in occasione della Messa Celebrazione presso la Basilica di San Saba a Roma)

Roma 11 Novembre 2019 - Celebrazione dei 50 anni dell'Accademia Yoga

La prima volta che ho incontrato il tuo sguardo, maestro Giorgio, non sapevo niente di yoga, sapevo solo che dovevo essere proprio lì, al cospetto del tuo esserci, così spontaneamente proteso all'accoglienza. Due occhi curiosi e vigili, pimpanti e luminosi hanno rapito i miei, già inumiditi da lacrime di chissà quali sentimenti antichi.

Fu come un ritorno a casa, l'abbraccio di un focolare che arde ma non incenerisce e fu la mia prima pausa dalla frenesia del mondo.

Il tempo di concedermi la prima lezione di prova, il primo passo verso un sentiero che proprio da quel giorno di 10 anni fa non avrei più lasciato. Con le radici nel terreno d'amore che qui in Accademia tu e Elisabetta mi avete aiutato a coltivare, ho poi percorso tanti sentieri laterali, quelli che la vita ha reso necessari per la mia crescita.

Un fiore ha dentro di sé la possibilità di mille profumi, ma poi ne sceglie uno per darsi al mondo con l'impronta unica del suo essere squisitamente Sè, non fiore tra i fiori, ma il fiore più bello nel creato.

Qui, con i vostri insegnamenti autentici, essenziali e fedeli alle origini di quella meravigliosa arte di vivere che è lo yoga, qui la mia anima ha trovato la libertà di sbocciare senza bruciare le tappe, senza rifiutare niente, cogliendo opportunità dove altre volte avrebbe visto solo ostacoli e problemi. Insomma, mi avete colto come un virgulto fragile e disorientato mostrandomi la forza anche della vulnerabilità, se sincera - e avete tirato fuori da me il meglio.

Nemmeno una quercia potrebbe svettare senza la cura di radici ben nutrite nel terreno invisibile della terra. La vostra trasmissione dello yoga è simile a quel nutrimento di radici che nel tempo, e solo nel tempo della pazienza, della cura, dell'attesa e della gentilezza, mostrano i loro frutti.

Vi sono grata dal profondo del mio cuore per questo e per molto altro che non può essere espresso a parole, ma che ogni giorno nel silenzio trova spazio e mi commuove. Perché oggi sono una donna pronta a rinunciare a tutto, tranne all'amore per e in tutto ciò che sono, e se questo mi è oggi possibile è anche grazie alla mano invisibile di quell'Unione sacra a cui si dà nome yoga e che voi mi avete trasmesso con l'unico modo sia possibile a una piccola creatura spaventata imparare: l'amore.

Grazie per questi primi 50 anni di gioia distribuita al mondo.

(Roma 11 Novembre 2019, celebrazione dei 50 anni dell'Istituto Accademia Yoga)


COSA SIGNIFICA IL MANTRA OM E COME RIPETERLO - SPIEGATO DAL MAESTRO GIORGIO


VIDEO: LETTURA DAVANTI AI MAESTRI GIORGIO ED ELISABETTA 





"Migliaia di anni fa in Oriente, e più precisamente in India, alcuni Yogi si posero queste domande: "Cos'è la sofferenza, perché l'uomo soffre, da cosa dipende la malattia, perché esiste il male?" A questa serie di interrogativi essi cercarono una risposta che venne, nel corso  dei secoli, sempre più approfondita e perfezionata. Questa risposta è lo Yoga.
Per secoli e secoli questa scienza venne custodita dagli Yogi quasi gelosamente e trasmessa oralmente ai pochi discepoli veramente interessati. Fu così preservata pura e intatta da eventuali aspetti distruttivi ed egoici. Così arrivò fino ai giorni nostri."
(Testo dal libro" Lo Yoga dei grandi maestri" di Giorgio Furlan) 

E ai giorni nostri si sono moltiplicate scuole, palestre e centri benessere che "fanno Yoga" di tutti i tipi, anche inventati,  discipline ginniche molto incentrate su performance corporali che poco hanno a che vedere con lo spirito originale dello Yoga. 
Ora che i tempi sono particolarmente incerti e difficili, prolificano corsi online di sostegno psicologico e spirituale tenuti da chiunque.
Mi assumo la responsabilità di ciò che sto per dire.
Pochi i veri "maestri" in questa epoca di proselitismo, e i luoghi dove davvero lo spirito dello Yoga è stato incarnato in tutta la sua essenza, sono in difficoltà perché da queste parti il business è soltanto una parola inglese. Mi viene in mente il verso del grande Battiato: "Nel giorno del giudizio non ci servirà l'inglese!" 
L'Accademia Yoga dove ho avuto il mio "battesimo" spirituale, è uno dei centri propulsori di questa fedeltà e onestà allo Yoga dei grandi maestri, dell'origine, con una devozione e umiltà impeccabili. 
I benefici di una autentica ricerca Yoga sono innegabili. Così come è innegabile a mio avviso l'importanza di tornare sempre e il più possibile agli "originali", perché è dall'Origine che veniamo e all'Origine siamo diretti
Diffidate dalle imitazioni, a buon intenditor… 
Il mio primo testo di studio per accompagnare la pratica dello Yoga che svolgevo assiduamente in Accademia con i maestri Giorgio ed Elisabetta, è stato "Lo Yoga dei grandi maestri. Armonia, potenza, saggezza" di Giorgio Furlan. Tutto quello che ho approfondito in seguito nel corso della mia ricerca personale, che mi ha portata anche fisicamente lontana dall'Accademia di Roma, era contenuto già lì.
Nessun libro potrà mai sostituirsi alla pratica e alla realizzazione diretta del grande Insegnamento di vita dello Yoga. Pertanto, abbiate cura di farvi guidare dalla saggezza discriminante, e non da agi e comodità.
(26 Novembre 2019)




LEGGI ANCHE


"Tutto ciò che accade ha un solo compito:
quello di sollecitare il compiersi del bene" (Giorgio Furlan) 






17 maggio 2021

L'illusione di avere una missione nella vita | Achhan Sumedho


Ora, quanti di voi sentono di avere una missione da assolvere nella vita?

Qualcosa che dovete fare, un qualche compito importante che Dio o il destino vi ha affidato? 

Accade spesso che una persona si faccia prendere dall'idea di avere una particolare missione da svolgere.

Chi sa semplicemente accontentarsi del modo in cui stanno le cose, di non essere altro che un corpo che respira, che è cosciente, e cresce, invecchia e muore? Possiamo praticare, rispettare i precetti morali, comportarci bene, rispondere ai bisogni e alle esperienze della vita in maniera consapevole e saggia, ma nessuno di noi deve fare nulla. Non c'è nessuno con una missione da svolgere, nessun eletto da Dio, nessuno di noi è un santo, un avatar, un tulku, un messia o maitreya, e neppure una persona.

Persino se pensate: "Io sono un nessuno", sbagliate. Anche essere nessuno significa essere qualcuno in questa vita. Si può essere orgogliosi di non essere nessuno come di essere qualcuno, e altrettanto illusi nel proprio attaccamento all'essere nessuno.

Ma, qualunque cosa possiate credere, di non essere nessuno, di essere uno che ha una missione, di essere un peso e un fastidio per il mondo, insomma qualsiasi cosa, sempre e comunque c'è la conoscenza che permette la cessazione di tale modo di vedere.



Le opinioni sorgono e cessano, non è così? "Io sono qualcuno, una persona importante, uno che ha una missione nella vita": questa opinione sorge e si estingue nella mente. Osservate l'estinguersi dell'essere una persona importante come dell'essere nessuno o quello che sia: tutto finisce, non è così? Tutto ciò che sorge cessa: per cui, non c'è attaccamento all'idea di di essere uno che ha una missione o all'idea di essere nessuno. C'è la fine di tutta quella massa di sofferenza: la sofferenza che è nel dover svolgere qualcosa, diventare qualcuno, cambiare qualcosa, mettere tutto a posto, liberarsi di tutte le proprie lordure o salvare il mondo. Anche gli ideali più alti e i pensieri migliori possono essere visti come dhamma* che sorgono e cessano nella mente.

A questo punto potreste pensare che questa è una filosofia della vita arida e sterile, e che c'è molto più cuore e sentimento nell'essere uno che vuole salvare tutti gli esseri senzienti.

Le persone dotate di spirito di sacrificio che hanno la missione di aiutare gli altri e un compito importante da svolgere hanno l'ispirazione a farlo. Ma quando osservate questo come dhamma, vedete le limitazioni delle ispirazioni e la loro cessazione. A quel punto, anziché esserci qualcuno che deve fare o diventare qualcosa, c'è il dhamma di quelle aspirazioni e azioni. L'intera illusione è lasciata cadere e ciò che resta è la purezza della mente. Perciò la reazione all'esperienza viene dalla saggezza e dalla purezza anziché dalla convinzione personale di una missione da svolgere con il suo senso di sé e tutte le complicazioni connesse con l'intero schema dell'illusione.


Riuscite a credere in tutto ciò? Riuscite a fidarvi del semplice lasciar andare ogni cosa e cessare di essere chiunque siate e di avere una missione e di dover diventare chissà chi? Riuscite a credere veramente in questo, o lo trovate pauroso, arido o deprimente? Forse volete realmente l'ispirazione. "Dimmi che va tutto bene; dimmi che mi ami veramente, che quello che sto facendo è giusto …"

Ciò che vi sto mostrando è cos'è l'ispirazione in quanto esperienza. E' idealismo. Non è per volerla liquidare o giudicare in alcun modo ma per riflettervi su, per riconoscere cosa essa è nella mente, e come facilmente possiamo essere illusi dalle nostre idee e dalle nostre nobili opinioni. E vedere quanto insensibili, duri e spietati possiamo essere con il nostro attaccamento alle nostre opinioni sull'essere caritatevoli e sensibili. 

È qui che occorre esaminare veramente il Dhamma* 

Riflettete su questo: per quanti segni di vite  passate possiate aver avuto, per quante voci da Dio o messaggi dal cosmo o qualunque cosa abbiate ricevuto, nessuno nega queste cose, o afferma che non siano vere, ma sono impermanenti. … 

Stiamo meditando su di esse come sono in realtà: sorgono e cessano. 

[...] 

Tutto è Dhamma. Non solo le cose che vediamo con gli occhi fisici, ma anche quelle che vediamo con la mente. Un pensiero nasce, si trasforma e svanisce. E’ nama-dhamma, una semplice impressione mentale che nasce e svanisce. Questa è la vera natura della mente. In una parola, questa è la Nobile Verità del Dhamma. Se non si guardano e non si osservano le cose da questo punto di vista, non si vede veramente! (Achhan Sumedho)

Quindi,
le nostre missioni nella vita sono le risposte, ma non alle esperienze della nostra vita: sono risposte assolutamente non personali. Non si tratta più di me, con una missione per cui sono stato scelto specificatamente dal cielo su tutti gli altri. Tutto questo modo di pensare viene abbandonato. E che io salvi o no il mondo e migliaia di esseri … non è per l'illusione di essere una persona che ciò può accadere, ma per una naturale risposta che viene dalla saggezza.

In questo io credo … Il vero credere e avere fiducia nel Dhamma, nel semplice aspettare, senza essere nessuno né diventare nulla, ma solo capace di aspettare e rispondere. E se non c'è niente di importante a cui rispondere, solamente aspettare; con in mano una tazza di caffè, osservare la pioggia, il tramonto, invecchiare, assistere al trascorrere degli anni, … alle esaltazioni e le depressioni, gli alti e i bassi, dentro la mente o fuori nel mondo. E c'è la risposta: perché quando abbiamo energia, intelligenza e talento, sempre la vita viene a chiederci di risponderle in maniera retta e compassionevole, cosa che siamo pronti e ben contenti di fare. …

Ma non si tratterebbe di una missione: non sarei io che faccio qualcosa. … A quel punto, la risposta alla vita sarebbe chiara e utile, perché non deriverebbe da me come persona, nè dalle illusioni dell'ignoranza che condizionano le formazioni mentali.

Si osserva l'irrequietezza, la meccanicità, l'ossessività della mente e la si lascia cessare. Lasciamo andare tutto e tutto cessa.

* Forse è utile ricordare che dhamma (nel presente libro con la minuscola) significa "cosa", "fenomeno", come parte dell'universo (non come appartenente a una persona). Il Dhamma invece (con la maiuscola) si riferisce agli insegnamenti del Buddha e alla visione profonda della realtà umana.

(Tratto dal libro "Così com'è - Discorsi sul "lasciar andare" e sul "non sé")



Altri spunti sulla Via diretta, non dualismo Advaita


La persona non può amare - Voler essere amati è un concetto (Eric Baret)


State dove siete, non cambiate nulla! Jean Klein e la non-direzione



La Naturalezza dell'Essere
€ 14,00

Il Tempo della Meditazione Vipassana è Arrivato
L'insegnamento e gli Scritti del Maestro
Voto medio su 2 recensioni: Da non perdere
€ 16,00

Tat Tvam Asi - Tu sei Quello
La Via del Fuoco secondo l'Asparsavada - Quarta edizione riveduta
Voto medio su 2 recensioni: Da non perdere
€ 13,00

Gli Aforismo di Siva
Con il commento di Ksemaraja
€ 17,00