11 febbraio 2015

MAHA SHIVARATRI: LA GRANDE NOTTE DI SHIVA

© 2014 DS-LANDS

Quando realizzi che sei in ogni cosa,
l’attaccamento al corpo si dissolve,
la gioia e la beatitudine sorgono

(Vijñanabhairava tantra)

Maha Shivaratri, ovvero la “Grande notte di Shiva“, è una festività indù che si celebra nella quattordicesima notte di luna nuova del mese lunare di febbraio-marzo (Phalgun).

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Shiva Nataraja, il Signore della Danza, il tandava sfrenato ed eccitato incarna il perfetto equilibrio tra la vita e la morte danzando su un demone che è l’incarnazione dell’illusione e della falsa conoscenza.



Che si abbia più dimestichezza con l’immagine pacifica del dio o con quella più temibile, si può utilizzare la suggestione di queste immagini per la propria personale celebrazione del Maha Shivaratri, ad esempio chiedendo al DISTRUTTORE di assecondare, accelerandolo, un processo di cambiamento nella vostra vita, oppure invitando il BEATO TANDAVA a danzare con voi in un giocoso ballo senza freni inibitori (vi invito a farlo per davvero, utilizzando se possibile il sottofondo di un ritmo tribale con molti tamburi - potete provare utilizzando anche la musica del VIDEO POSTATO QUI SOTTO), o se preferite invocando il GRANDE YOGIN nella quiete di una meditazione silenziosa o, perché no, invitandolo a nozze celebrando l’UNIONE cosmica simbolo del Maha Shivaratri, scegliendo cioè di sposare la parte oscura di voi, amandola per poterla infine trasformare in pura energia creativa. Se si vuole si può cantare o recitare silenziosamente il mantra del dio: “Om Namah Shivaya”, assorbendo nel proprio corpo fin dentro ogni cellula le vibrazioni che la ripetizione interiorizzata di tali fonemi sacri producono.



In ogni caso, recuperate lo Shiva che è dentro di voi, attingendo alle fonti meno convenzionali del vostro immaginario e stupitevi di quanto potere ci sia in questo “perdersi” per poi ritrovarsi. Senza paura di sbagliare: il viaggio è un “errare” per definizione e l’anima, a volte, ha bisogno di precipitare.

Per saperne di più: 





"... senza riserve lasciando attonita ogni pretesa di comprendere. Perchè certi cammini lasciano così poco spazio tra te e l'infinito" Varanasi, marzo 2014
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"Se apriamo le mani, possiamo ricevere ogni cosa. Se siamo vuoti, possiamo contenere l’Universo" (Buddha)

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