23 aprile 2014

Bisogna avere un caos dentro di sé per generare una stella danzante



Cos’è il caos? “Bisogna avere un caos dentro di sé, per generare una stella danzante” sosteneva poeticamente il grande filosofo Nietzsche. La definizione più scientifica lo rivela come uno stato di minimo dispendio energetico al fine di arrivare a un ordine più vantaggioso. Se ci “arrendiamo” a questa legge, sperimentandoci come campi di energia “informata” (che contiene cioè informazioni), mossi da continui assestamenti adeguati, il risultato è che ... Cominciamo dal principio. 

Il battito d’ali di una farfalla può provocare un uragano dall'altra parte del mondo


Era un’assolata giornata di maggio del 2013 quando mi recai a Monterotondo a prendere parte a un seminario che prometteva di integrare nientedimeno che la Fisica Quantistica alla vita quotidiana. Vi immaginate il risultato dell’applicazione di grandi e spesso astratti concetti quali energia, campi elettromagnetici, salto quantico, frequenze di oscillazione, costante universale di Plank alle piccole concrete cose dell’ordinaria amministrazione nelle quali, nostro malgrado, ci troviamo – spesso non troppo serenamente – a vivere?
Decido di parlare di questo seminario invogliando chi volesse vivere la mia stessa esperienza a non perdere l’occasione mettendosi in contatto con la dott.ssa Luciana Cantafio e sperimentando la sua particolare visione terapeutica olistica che abbiamo approfondito in quest’altro articolo: Gli sbagli della natura non esistono. La fisica quantistica applicata alla medicina.

Negli ultimi tempi si è assistito a una crescita esponenziale di materiali e informazioni accessibili a tutti (rispetto a certo ermetismo del passato), riguardanti tematiche inerenti al Risveglio e all'evoluzione personale con il rischio però di rimanere impantanati in una mole di nozioni certo stimolanti ma poi … la messa in pratica è un’altra cosa

Come più volte sottolineato anche nei post dedicati alla disciplina dello Yoga, per chi intraprende un percorso di crescita personale, la misura della verità è solo il risultato ottenuto e non c’è risultato sperimentabile che non passi attraverso una reale pratica. Fintantoché i concetti rimangono pure idee, non ci può essere trasformazione interiore. Dunque, il consiglio valido sempre è quello di sperimentare il più possibile, di persona, qualsiasi “teoria” colpisca il nostro immaginario o risuoni con la nostra anima: il daimon ha bisogno di essere ascoltato e impersonificato, nient’altro vale più di questo.

Tornando al seminario, dopo una prima breve meditazione incentrata sul dare e ricevere amore (tratta da un bellissimo libro di Jasmuheen di cui riporto il titolo nei consigli di lettura a fine articolo), per sintonizzarsi subito con frequenze più armoniche adatte a iniziare questa giornata esperienziale, il primo input che ricevo è questo: quando riapriamo gli occhi dopo un qualsiasi esercizio di interiorizzazione, non affrettiamoci a “tornare”, compiendo movimenti veloci né tantomeno interagendo subito con le tecnologie che ormai ci invadono (la tentazione di dare un’occhiata allo smartphone per vedere se nel frattempo è arrivato un nuovo messaggio o una notifica di Facebook, tanto per dire). L’ideale è scegliere di staccare per qualche ora o minuto che sia, ma farlo completamente e lasciare che i tempi di passaggio da uno stato meditativo di rilassamento al successivo riprendere la coscienza ordinaria siano più lenti possibile per non far collassare subito la “collana d’onda”.  Ed eccolo, un primo concetto a matrice quantistica che emerge simpaticamente dopo la sperimentazione di una pratica di contatto con la profondità del nostro Sé.




Collana d’onda
Le frequenze invisibili regolano la nostra vita. La vita è fatta di frequenze e l’osservatore influenza la realtà. Questo è davvero un concetto chiave della Fisica Quantistica, da cui muovono peraltro tutte le varie teorie legate al potere di intervenire sulla realtà modificandola e co-creandola, come la legge dell’attrazione, del pensiero positivo, la legge di risonanza etc. Vivendo tutti indistintamente in un campo condiviso di energie in cui anche la materia non è altro che una forma di energia più densa, anche il semplice atto di osservare produce effetti sul campo di osservazione stesso a causa dell’interferenza delle vibrazioni emanate da chi osserva. La nostra mente, infatti, diffonde di continuo vibrazioni, anche i pensieri producono energia nella forma invisibile di frequenze con una specifica lunghezza d’onda che andranno poi a sintonizzarsi con lunghezze d’onda simili. Da qui l’importanza – che non ci stancheremo mai di sottolineare – della “scelta” dei pensieri perché – man mano che ci si addentra negli strati più sottili dell’universo, ovvero nel campo dell’ultramicroscopico – vale la legge del “simile attira il simile” e non più quella degli “opposti si attraggono” che regola, invece, il campo magnetico nel quale siamo abituati a vivere con la nostra coscienza ordinaria. Cambiando punto di vista, si cambia “campo” e frequenze e si finisce in un meraviglioso mondo dove vigono altre potenti e rivoluzionarie leggi. In questo nuovo campo niente è statico e assoluto e tutto è davvero possibile.

I nostri pensieri, emozioni, stati mentali creano veri e propri campi elettromagnetici, influenzando lo strato proteico e determinando modificazioni nel nostro DNA. Quindi, non è “merito” o “colpa” del DNA, e nessuno nasce con un certo problema: in base a come viviamo la nostra vita, diamo informazioni alla nostra struttura, la quale si modella di conseguenza. Mi spiego meglio: fino a che siamo nel campo magnetico, abbiamo un polo positivo che attira un polo negativo, e siamo nella materia. Quando però andiamo nell’ultramicroscopico, la legge è diversa: il più attira il più, mentre il meno attira il meno.” (dott.ssa Luciana Cantafio)

Dunque, il primo passo fondamentale è: cambiare punto di vista, avere nuovi occhi. Vi ricorda qualcosa? Qualcuno di molto illuminato lo aveva suggerito già oltre 2000 anni fa: “Chi ha occhi per vedere, veda e chi ha orecchie per intendere, intenda.”

Invece di affannarci a cambiare le cose (esterno), mutando il punto di vista su di esse (interno) si entra in sintonia con le dinamiche armoniche che regolano spontaneamente il “campo” e, a quel punto, scompare persino la necessità da parte nostra di voler cambiare qualcosa perché subentra la volontà di stare con quello che c’è, fluire con il flusso vitale facendo esperienza di tutto ciò che c’è. Perché si sperimenta la perfezione del caos. Ed eccoci ad un altro concetto astratto che inglobato nelle nostre esistenze, compie miracoli.

Cos'è il caos?  

Bisogna avere un caos dentro di sé, per generare una stella danzante” sosteneva poeticamente il grande filosofo Nietzsche.  La definizione più scientifica lo rivela come uno stato di minimo dispendio energetico al fine di arrivare a un ordine più vantaggioso. Se ci “arrendiamo” a questa legge, sperimentandoci come campi di energia “informata” (che contiene cioè informazioni), mossi da continui assestamenti adeguati, il risultato è che: non esistono sbagli di natura, ma solo adattamenti funzionali all'evoluzione del “sistema Uomo". Insomma, diventiamo fluidi, aperti, coraggiosi, spontanei, perché dove finisce la paura di sbagliare, o di soffrire – legata a sua volta alle credenze separatiste della mente che si identifica con il mondo da terza dimensione (il campo magnetico, per mantenere il gergo quantistico) – inizia l’amore, la bellezza, la gioia, la libertà di fare esperienze che non sono né giuste né sbagliate in se stesse, come evoca anche il concetto yogico del “karma. 

Puoi approfondire leggendo questo post: Karma, l’effetto della scelta.


Facciamo parte dell’Universo in quanto partecipiamo letteralmente della sua stessa sostanza composta di informazioni e di frequenze. Anche se l’energia purissima originaria man mano che si addensa nella materia si abbassa di vibrazione, mantiene sempre in se stessa l’informazione iniziale. Tutte le esperienze ci riportano sempre per analogia a quell’informazione, sono linguaggi coerenti con quanto ci è più utile in quel momento esperire ai fini del nostro progresso spirituale, interiore, globale.

“Il caso non è caos” e “Dio non gioca a dadi”, tanto per parafrasare quel genio di Albert Einstein che con i misteri dell’universo aveva una certa familiarità.

Tutto procede secondo una sua logica interna che è infallibile e noi facciamo parte di questo Tutto. Tutto è Uno e tutto è vibrazione. Fisica Quantistica e Veda non sono mai stati così vicini. Se pensiamo all'importanza dei mantra nelle tradizioni spirituali indiane, e orientali in genere, ci rendiamo conto della lungimiranza di certe visioni: sonorità formulate per accordarsi direttamente alle armoniche cosmiche e per avvicinare chi li intona, per risonanza, alla pura vibrazione della fonte originaria: Dio, Luce, Matrix, Intelligenza Universale o qualsiasi nome le si voglia dare o non dare.




Ricordiamoci infine che l’unica costante all'interno dell’evoluzione è il cambiamento.
Scegliamo di fluire con la vita qualsiasi cosa ci accada, non possiamo compiere scelta migliore di questa.

Letture consigliate

“L’antico segreto del fiore della vita” di Drunvalo Melchizedek
“Uno. Sperimentare l’unità con tutto ciò che è” di Rasha
“La Biologia delle Credenze” di Bruce Lipton
“Il Tao della fisica” di Fritjof Capra
“Il Cibo degli Dei” di Jasmuheen
“La potenza del pensiero” di Swami Sivananda Saraswati

Mantra

Gayatri mantra: rivolto all'Intelligenza Universale favorisce la comprensione della natura divina dell’uomo, è uno dei mantra più sacri contenuti nei Veda, considerato una vera e propria “reliquia”. 



OM 

Bhur Bhuva Svaha
Tat Savitur Varenyam
Bhargo Devasya Dheemahi
Dhiyo yonah Prachodayat





Ascolta il Gayatri Mantra 





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