21 giugno 2018

LO YOGA DELL'ANTICA TRADIZIONE KASHMIR




Per prima cosa, di che tipo di esercizio ha bisogno il corpo? Te lo chiedo perché ho sentito che insegni un tipo di yoga basato sull'antica tradizione Kashmir

R. Per prima cosa, non mi sentirai mai usare la parola "yoga" per descrivere quello che insegno. Generalmente lo yoga viene inteso in termini dualistici come l'unione tra il supposto sé individuale e il supposto Sé universale. E' quindi diventato un processo di conseguimento e divenire, un processo di volontà. Sebbene usiamo le tradizionali asana e pranayama, le pose e tecniche di yoga codificate da Patanjali, il lavoro comincia con la convinzione che non ci sia nulla da ottenere e diventare. E' solo un modo per essere in contatto con ciò che diamo per scontato essere il corpo, i sensi, la mente.

Ci porta prima a sapere ciò che non siamo e, alla fine, quello che fondamentalmente siamo diventa chiaro. Allora corpo, sensi e mente divengono espressioni della nostra totalità. 

Mentre ero in India nel 1968, mi capitò di incontrare un sant'uomo e i suoi discepoli. Ero attratto dai loro bellissimi inni e dallo svolgimento di alcuni rituali, i puja. Conversando con quest'uomo gli chiesi cosa intendesse per yoga e fui colpito dalla semplicità della sua risposta. Egli disse:

"lo yoga è il giusto sedersi, il giusto fare e il giusto comportarsi nell'istante presente. E' adeguarsi alla situazione, in ogni tua azione mentale e spirituale. Lo yoga è essere in unione col presente".


(Tratto da Jean Klein, "Chi sono io? La ricerca più sacra") 



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