05 marzo 2026

La Dea Egizia Maat, il simbolo della piuma blu e la verità dell'anima

Se il cuore fosse risultato leggero quanto la piuma, l'anima veniva dichiarata "giusta di voce".

Maat figlia di Ra, tra le divinità egiziane rappresenta l'ordine universale, simboleggia la verità, l'equilibrio, l'armonia cosmica, la giustizia. Con le ali aperte accoglie tutto ciò che esiste: dei, uomini, animali. Sua nemica, antagonista (o piuttosto, altra faccia della medaglia) è Ismet, Dea dalla violenza, dell'ingiustizia e del disordine. 

La sua penna (penna blu di struzzo) fa parte del rituale del peso dell'anima.
Nell'antico Egitto, la pesatura del cuore (o psicostasia) rappresentava il giudizio finale dell'anima per accedere all'aldilà. Un cuore leggero è pronto per entrare nel regno di Osiride, paradiso egiziano, altrimenti deve aspettare, e purificarsi ancora. 
Per essere ammesso nel regno di Osiride
 (i Campi di Iaru o dei Giunchi
*), il cuore doveva essere leggero come la piuma. Se i piatti fossero rimasti in equilibrio, il defunto sarebbe stato considerato “giusto di voce”. 

La frase "defunto giusto di voce" fa riferimento all'espressione egizia Maa Kheru, spesso tradotta come "giusto di voce" o "vero di voce".

Se il cuore fosse risultato leggero quanto la piuma, l'anima veniva dichiarata "giusta di voce". Quale indizio ci lascia la dimensione simbolica di queste corrispondenze? 


Non può non saltare all'occhio - perlomeno all'occhio interiore delle affinità poetiche
il collegamento tra la voce e il cuore, tra la purezza del cuore e la giustezza della voce. La purezza di cuore fa riferimento non tanto a un concetto morale bensì alla leggerezza, la purificazione non tanto dai peccati, ma da ciò che ci impedisce di essere leggeri, prendere la vita con leggerezza (dimensione paradisiaca)

che “leggerezza non è superficialità, ma "planare sulle cose dall'alto", togliendo i macigni dal cuore” ci dice Italo Calvino nelle Lezioni americane. 


LA VERITA' E' UNA PIUMA DI STRUZZO 


Quando ci sentiamo appesantiti/e, torniamo in noi stessi/e e domandiamoci cosa ci sta impedendo di dire la verità, perché la verità dell’anima è sempre leggera, armoniosa, fluida. E allora “bruciamo la pesantezza delle parole” (Alda Merini) con la magia poetica (poiesis è attività interiore dello spirito che riconnette alla verità dell’essere) e restituiamoci all’universo in equilibrio, vere/i di voce, senza pesi sul cuore e pronunciamo per tre volte con abbandono del senso di importanza personale: Maa Kheru. Come un mantra che sigilla la rottura dell’incantesimo delle afflizioni terrene richiamando l’incanto della nostra essenza, pura coscienza luminosa, silenziosa e sensibile. 


*Nel Canto I del Purgatorio Dante incontra Catone, il quale ne sorveglia l’ingresso. Ordina a Virgilio, guida del pellegrino, di far cingere i fianchi del poeta con una pianta, ma non una qualunque, bensì con un giunco, ”l'umile pianta”. 

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