16 gennaio 2016

Sri Lanka Il simbolo del pavone


©Foto CECILIA MARTINO



Una leggenda Sufi racconta che Dio creò lo spirito sotto forma di un pavone e mostrò la propria immagine nello specchio dell'Essenza divina. Il pavone fu preso da un timore reverenziale e lasciò cadere delle gocce di sudore dalle quali furono creati tutti gli altri esseri. L'aprirsi della coda del pavone é il simbolo dello spiegamento cosmico dello Spirito. Nel Bardo-Thodol il pavone è il trono del Buddha Amitabha al quale corrispondono il colore rosso e l'elemento fuoco; è il simbolo della bellezza e del potere di trasmutazione perchè la bellezza delle sue piume si suppone prodotta dalla metamorfosi spontanea dei veleni che egli assorbe distruggendo i serpenti. Simbolo di immortalità in India (luogo originario di questo animale), simbolo cosmico per l'Islam, quando fa la ruota esso raffigura sia l'universo, sia la luna piena, sia il sole allo zenith. Nelle tradizioni esoteriche, simbolo di totalità in quanto nel ventaglio della sua coda riunisce tutti i colori, ma anche di impermanenza: tutto è sogno, tutto appare e svanisce come la coda del pavone che si apre e si richiude... (testo liberamente tratto dal Dizionario dei simboli di Jean Chevalier e Alain Gheerbrant). 

Certe mattine in Sri Lanka, iniziano così... 

©Foto CECILIA MARTINO
E iniziano molto presto perché, anche a voler dormire (non è il mio caso in quanto sono abbastanza mattiniera), il richiamo della Natura è talmente deciso e insistente che è praticamente impossibile resistere, e si fa notare in tutti i sensi, specie quelli acustici: un concerto di cinguettii e altri versi indefinibili (nel VIDEO alla fine del post potete farvi un'idea) rimbomba fuori dai bungalow così forte che vanifica qualsiasi pigrizia residua di non aprire gli occhi e seguire il ritmo naturale del risveglio. Di sicuro, tra questi versi, c'è anche quello del pavone che, meraviglioso nella sua postura regale, si adagia tra i rami di un albero proprio lì vicino. 

©Foto CECILIA MARTINO
Avevo appena socchiuso la porta della stanza per respirare a pieni polmoni il primo soffio del mattino con l'odore dell'oceano a pochi passi, vedo Nilan (il ragazzo che ci accompagna e fa da guida per tutto il viaggio, insieme a Thero) sbracciarsi nella mia direzione e farmi cenno di andare da lui... "Vieni Cecilia, vieni, guarda, guarda c'è un pavone". Mi arrivano prima i colori che le forme, un acquarello di bellezza mi sporca l'anima e ..."non l'avevo mai visto un pavone così nel suo stato naturale selvaggio e indisturbato" penso … Ringrazio all'istante l'Universo per il dono e mi affretto a tornare in camera per prendere la macchina fotografica per tentare qualche scatto più ravvicinato. Con lo zoom riesco a vederlo ancora meglio, mi scintillano gli occhi nel blu del suo collo, mi scivola il respiro tra le piume verdi della sua coda chiusa... 

©Foto CECILIA MARTINO
L’anima del mondo si affretta a sussurrarmi malie inconfessabili, il Genius Loci, lo spirito del luogo diventa immediatamente più spesso, acuto, inizia la danza con quel mondo dell’invisibile che non attende altro che essere riconosciuto e amato. Tutto è anima e tutto ha un spirito, comunicando con lo spirito del pavone ne assorbo le qualità celebrando lo scambio con una formula psichica della creazione immaginale che invita a “prendere con sé” la bellezza quando la si scorge, per riassorbirne l’immagine lasciandola svanire, ripetendo come un mantra “vieni con me, vieni con me”. 


©Foto CECILIA MARTINO
Basta davvero poco per compiere rituali in onore della bellezza, per riappropriarsi di quella forza che deriva dal sentirsi parte di un flusso inarrestabile di amore, per entrare nel rapporto creativo con l’aspetto spirituale (cioè invisibile) che permea ogni cosa e che nei luoghi di natura più selvaggi di sicuro è più pregnante. E’ quell’attitudine sciamanica a prestare attenzione ai particolari e a prestare attenzione in generale, perché la bellezza si svela solo agli occhi di chi la sa guardare. “Lo sciamanesimo è attenzione”. L’attenzione è presenza. La presenza è meditazione. Sathipattana. Tutto torna, tutto è collegato, tutto è anima. E non resta che una cosa da fare: fare anima.

Camminate sempre sul fermo suolo della non-oggettività delle cose (Milarepa)

13 gennaio 2016

COME CHIEDERE ALL'UNIVERSO PER OTTENERE QUALCOSA: IL POTERE DEL DARSI



Perché spesso e volentieri quello che vogliamo non si realizza? Ci sono ormai fior di libri e di articoli dettagliati sulla legge di attrazione, su come attirare nella propria vita le cose che si desiderano, ecc. ma qui si tratta di una suggestione completamente diversa da integrare nel proprio vissuto. Avete mai pensato che il solo fatto di chiedere sia una implicita affermazione di mancanza? Niente a che vedere, beninteso, con l’assenza di obiettivi, di aspirazione o di forza di volontà ma, ancora una volta, si tratta di qualcosa di diverso. Leggi tutto l'articolo su QUANTIC MAGAZINE
Sri Lanka, Gennaio 2016


“Nel chiedere all’Universo non dare importanza a quello che vuoi raggiungere, prendere, ottenere ma concentrati su quello che devi dare, che non hai dato… Allora se tu ti concentri su quello e TI DAI, l’Universo ti riunisce, ti porta quella cosa lì perché non è una cosa che puoi ottenere con uno sforzo personale”

(Guarda il video fatto durante il viaggio ritiro di meditazione in Sri Lanka con Selene)




Sri Lanka: Meditazione Theravada nel profumo della luna

Castlereigh, Sri Lanka, un fiume che sembra un lago tra le piantagioni di tè e la lussureggiante natura tropicale

“Are you not tired?” No, niente sonno, nessuna stanchezza. Da quando ho messo piede in Sri Lanka, nonostante le quasi 24 ore di viaggio, sono come posseduta da una inesauribile energia. Mi sento a casa, fondamentalmente, rilassata e libera. “Very good!” risponde Gotatuwe Sumanaloka Thero, il monaco buddhista Theravada che ci accompagna nel nostro ritiro di meditazione. Non dormendo nessuno dei due, mi invita a fare una passeggiata con lui ... Leggi tutto l'articolo:  
Io e Thero , Sri Lanka dicembre 2015
 Qualche giorno dopo, si sarebbe preso con nonchalance i miei occhiali da sole blu elettrico pretendendo con enfasi una fotografia. Eccolo, il Beato tremendo, il folle divino! Eccolo, il Buddha che ride, il giocoso maestro interiore sito al centro del nostro cuore, grande quanto un pollice che ha la forma di un bambino, appunto, che ride! “Se sei saggio, ridi!”, diceva qualcuno. Non c’è niente di più contagioso di uno spirito irriverente che guarda il mondo con la semplicità dell’ordine naturale delle cose. E dunque, con uno sguardo puro, amorale e amorevole, semplicemente ritmico nella bellezza di fluire con la coscienza sempre vigile nel momento presente. 

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Thero, Selene, io che scatto la foto e la Meditation Family di Nonterapia, Sri Lanka 31 dicembre 2015




L’Universo, la Madre Terra, Pachamama, Ötügen… è con questa forza primordiale che ci si sposa in meditazione, nel gesto definitivo del darsi senza riserve, darsi a tutti i costi, darsi all’esperienza totalmente, darsi al dolore. A quel dolore che, quando arriva, passa dal corpo – le gambe si intorpidiscono, il sangue non circola più – mantenendo la postura immobile per molto tempo. E solo entrando nel dolore riconoscendone l’attaccamento sottostante lo si trasmuta e ci si libera, in virtù del gesto del darsi che è amore. 

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Meditazione a Castlereigh, Sri Lanka 


Meditazione a Castlereigh, Sri Lanka






























Nella meditazione come lo spazio

nubi e brume ne sono gli ornamenti

permani nella loro distesa senza centro né periferia.

Nella meditazione come il sole e la luna

stelle e pianeti ne sono gli ornamenti

permani nello spazio luminoso e chiaro.

Nella meditazione come una montagna

piante e fiori ne sono i gioielli

permani nella loro sfera immutabile e imperturbabile.

Nella meditazione come l'oceanO

onde e mulinelli ne sono i movimenti

permani nella loro sfera profonda e insondabile.

Nella meditazione della natura non-nata della mente

pensieri e immaginazione ne sono le manifestazione

permani nella loro intensità vasta e lucida 

"Possa io esistere come alito di lupo nel riflesso di luna, come lo spazio puro, privo di dubbi, nell'immensità"






"La meditazione è un processo di accelerazione evolutiva" GUARDA IL VIDEO