27 maggio 2016

#VIDEO: DONNA TI VOGLIO CANTARE DI ANGELO BRANDUARDI



Donna ti voglia cantare
donna la madre, donna la fine
donna sei roccia, donna sei sabbia
e a volte nuvola sei...
Donna sei acqua e sei fiamma
donna paura, donna allegria
donna saggezza, donna follia
e a volte nuvola sei...
Donna, donna sei l'ombra
donna sei nebbia, donna sei l'alba
donna, donna di pietra
a volte nuvola sei...
Donna, donna l'amica
donna sei nave, donna sei terra
donna, donna sei l'aria
e a volte nuvola sei...
Donna sei sete e vendemmia
donna sei polvere, donna sei pioggia
donna saggezza, donna follia
a volte nuvola sei...
Donna ti voglio cantare
donna sei luce, donna sei cenere
donna sei ansia, donna sei danza
e a volte nuvola sei...
Donna, donna sorgente
Donna sei erba, donna sei foglia.
donna, donna sei pietra
e a volte nuvola sei...

L’amore? Non so. Se include tutto, anche le contraddizioni e i superamenti di sé stessi, le aberrazioni e l’indicibile, allora sì, vada per l’amore. Altrimenti, no" (Frida Kahlo)







24 maggio 2016

DESIDERARE O NON DESIDERARE?

Sii plurale, come l'universo (Pessoa)
Avere obiettivi in linea con la propria vocazione più autentica non ha niente a che vedere con il continuo desiderare ciò che non si ha. Così come lasciare accadere senza metterci lo zampino dell’ego è ben differente dal chiedere all'universo pregando qualunque forma di dio o potere superiore si voglia pregare per vedere esaudito un certo desiderio. Una premessa di cui ho già parlato in Come chiedere all'universo per ottenere qualcosa.



Compilare liste di desideri, focalizzarsi continuamente su ciò che si vuole cambiare nella propria vita può avere un insidioso effetto collaterale: quale?

Continua a leggere tutto l'articolo su IL GIORNALE DELLO YOGA


In risonanza con l’acuta visione e visionarietà di Sri Aurobindo, il padre dello yoga integrale, conviene ricordare, o quantomeno far risuonare il più potentemente possibile nelle nostre cellule che, se è vero che esiste una spinta all'evoluzione naturale spontanea e intrinseca alla vita stessa, scopo di tale evoluzione per gli esseri umani incarnati viventi su questa Terra non è quello di diventare più buoni, saggi o “illuminati”, ma più integrali e coscienti. E possibilmente di realizzarlo, appunto, su questa Terra, nella vita di tutti i giorni in tutte le situazioni possibili, senza crogiolarsi troppo a lungo in beatitudini cosmiche o altitudini trascendentali che isolano dal mondo o, alla meno peggio, lo snobbano in nome di un non meno subdolo illusionismo spirituale (il mondo materiale è un’illusione, esiste solo lo spirito al quale voglio tornare, dunque, che me ne faccio del mondo?). Qui non si tratta di passare da un polo all'altro (spirito, mondo, materia, anima, vitale, mente, fisico, trascendente, immanente, cosmico, universale… ) ma di inglobare tutto portando alle estreme conseguenze la coscienza stessa: un balzo che spetta a chiunque scelga, appunto, di creare oltre se stesso, andando oltre ogni separazione di sorta, assiduamente motivato nient’altro che da questa volontà di azione “supercosciente”. L’unico desiderio per cui valga veramente la pena vivere, anzi … da cui si inizia a vivere veramente. Approfondisci qui: Yoga Integrale – Come fare quando va tutto male: il significato delle “contrarietà”


“La vera nascita è la seconda,
la vera madre è la seconda,
la vera vita è la seconda”

(dal Mantra Madre)

A volte tutta la vita si riduce ad un unico, folle gesto



Leggi anche


"E se davvero tu vuoi vivere una vita luminosa e più fragrante, cancella col coraggio quella supplica dagli occhi, troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante e quasi sempre dietro la collina il sole" (Lucio Battisti)

23 maggio 2016

SENTIRSI A CASA OVUNQUE

Adoro questo affaccio sul Po dove spesso il mio sguardo riposa ed osa. L'acqua del fiume che scorre in uno spiraglio di mondo che appare e svanisce. E mentre tutto cambia colore i ciliegi fioriscono. Ed è quasi primavera e ritorna quella eco ai margini del nulla: "C'è una stagione per ogni cosa" - Torino  18 marzo 2016





Spesso lungo il sentiero spirituale ci si trova a fare i conti con i presunti risultati della propria evoluzione, come se una resa dei conti più o meno in forma di esame di coscienza fosse necessaria per godere appieno dei frutti delle proprie fatiche. Ma dove sto andando? Dove mi ha portato questa situazione? Ho fatto la scelta giusta? Dove sono ora é ciò che realmente voglio? La mente è sempre lì pronta a mettere in crisi la naturale spontanea fluidità dell’essere che altro non chiede se non, appunto, essere. Ci si perde la gioia di una camminata pensando a quanto tempo rimane per raggiungere la meta! Come se la meta non fosse già interamente lì, dentro quel tragitto tracciato dai tuoi passi, dentro le impronte impresse dalla tua anima al tuo passaggio, dentro l’odore che lascia la scia del tuo respiro, passo dopo passo dentro il cuore di ogni cosa.
Camminando nella Natura, respirando Amore ©Foto CECILIA MARTINO

Ogni luogo in cui ci troviamo è la nostra meta. Ogni persona in cui ci imbattiamo è la nostra meta. Ogni situazione che viviamo è la nostra meta. Ogni istante che perdiamo domandandoci se dovremmo essere da qualche altra parte, è l’allontanamento dalla nostra meta. Non c’è niente che tu debba raggiungere, ottenere, trattenere, afferrare, possedere, interpretare, analizzare, se non l’attimo in cui ti dai per amore a tutto ciò che è. Consapevolezza dell’essere anima pulsante in ogni cosa e, dunque, in ogni cosa la leggerezza del fare anima che alle cose lascia giusto il tempo di svanire nell'eternità di un sogno.
"L'Assoluto è ovunque, ogni finito è un infinito" (Sri Aurobindo)


Se quello che stiamo vivendo non ci piace, non è cambiando strada che ci piacerà di più, o meglio, potrebbe apparirci così di primo impatto ma poi scopriremmo che… ovunque andiamo, portiamo noi stessi e se l’anima che ci ruggisce dentro non viene celebrata perché troppo impegnati ad ascoltare il refrain della mente giudicante, possiamo sentire l’insoddisfazione latente tra le quattro mura del nostro appartamento, come alle Maldive!
Così piccola, così grande ... Il destino della quercia è già contento nella piccola ghianda.
La strada che ci conduce alla felicità non ha sostegni esterni, niente panorami eclatanti o barriere protettive per chi soffre di vertigini; bisogna essere disposti a danzare sopra l’abisso con le ali della perfetta creatività, niente di rassicurante perché l’anima che si svela non  cerca conferme, ma ispirazioni. Non ha bisogno di idee ma di spazio. E allora, smettiamola di domandarci ad ogni piè sospinto dove ci sta portando la strada e diventiamo quella strada. Entriamoci dentro come non ci fosse un domani, cavalchiamola con la passione di un atto inaudito di libertà o di totale disobbedienza (a cosa? Ai luoghi comuni, per esempio,  quei “luoghi” del mentale raziocinante dove tutto deve essere giustificato, verbalizzato, categorizzato, persino le nostre esperienze “spirituali”…). Disidentifichiamoci con tutto il retroscena dell’ego che ci recita a memoria le domande più chiassose per distrarci dalle profondità silenziose e visionarie dell’essere. L’essere qui e ora, qui e sempre, qui e altrove, in ogni luogo simultaneamente. Danzate la vostra vita, passo dopo passo. Dovunque dobbiate andare, ci siete già!


NON DOMANDARTI DOVE PORTA LA STRADA, SEGUILA E CAMMINA SOLTANTO ... 






La terra è la mia casa. 
Ovunque è la mia dimora, 
colori sempre più vividi 
sollevano dell'anima 
l'ancestrale memoria. 
E tutto vive. Si accende. 
Fuma quieti bracieri 
di sogni luminosi d'ombra radiante 
e poi svanisce. 
E tutto muore. Si spegne. 
Fermenta la terra di profumi nuovi 
danzando sulle ceneri. 
E tutto continua. 
Diviene -  in un boato di glorioso stupore - eterno.

(Torino, 22 maggio 2016)


"La vostra vita quotidiana è il vostro tempio e la vostra religione. Ovunque andate, portate voi stessi" (Gibran - Il Profeta) 

13 maggio 2016

L'ANIMA NON HA BISOGNO DI IDEE MA DI SPAZIO

"La mia vita è una danza che moltiplica all'infinito il mio corpo"





L’anima non ha bisogno di idee, ma di spazio.
Non di parole, ma di punteggiature nomadi su un foglio bianco.
Non rincorse, ma pause.
Nessuno sforzo personale,
solo cedimento al ritmo che respira
tutti i fiati del mondo.

Ce lo ricordano continuamente tutte le forme più antiche ed esoteriche di spiritualità, dallo Shivaismo al Sufismo, quanto la danza sia l’estasi genitrice della creazione stessa. Come non lasciarsi ispirare dall’ebbrezza di Nataraja, il Signore della Danza, altro nome di Shiva, il tandava sfrenato ed eccitato che incarna il perfetto equilibrio tra la vita e la morte danzando su un demone incarnazione dell’illusione e della falsa conoscenza. Ananda Tandava, il danzatore beato di dionisiaca memoria che, folle di gioia, crea il mondo. Sui vari aspetti simbolici di Shiva, ho parlato qui



No, non c’è niente di rassicurante e coreografico in questo.
L’abisso che ti prende per mano e lascia che sia tu a fare il primo passo.



Ecuador, Aprile 2015


Se desideri ottenere un corpo di arcobaleno,
coltiva il gioco del puro piacere,
distaccato dagli oggetti del desiderio che vengono e vanno.
Non c’è altro modo per danzare nel cielo.
Coltiva il gioco del puro piacere che non ha oggetto esterno.
Trova i tuoi amanti e le tue amanti dentro di te.
Coltiva il gioco del piacere immoto.
Non c’è altro modo per danzare nel cielo.
Il seme del puro piacere è denso come un lago.
La danzatrice e il seme brillano e pulsano insieme.
Conquista il castello dell’unione interna, 
l’intensa esperienza visionaria aumenterà,
 la tua visione si espanderà.
Sulle ali della perfetta creatività
coltiva il gioco del piacere immoto.
Il piacere della purezza originaria.
Sulle ali della perfetta creatività
coltiva il gioco del puro piacere

(Thonban Hla - da “Thonban Hla, la leggenda” di Selene Calloni Williams)

A Varanasi, India - Happy Holi! Marzo 2014