27 giugno 2019

Poiché ti amo, ti voglio libero come il vento | Non innamorato di me, ma della vita.


"Non puoi andare avanti quando hai qualcuno appeso al collo: tu ne saresti impedito e l'altro faticherebbe a scegliere e a camminare da solo.
Si dice che abbiamo tutti delle esigenze emozionali: sentirci amati, apprezzati, essere desiderati, appartenere a qualcun altro ... Non è vero! 
Tu non sei un oggetto, che si valuta a seconda del prezzo che gli si attribuisce in base al suo valore intrinseco e alla domanda del mercato. Non esistono esigenze del genere e, se le avverti dentro di te, significa che soffri di una malattia causata dalla tua insicurezza affettiva. Sia la malattia (l'esigenza di sentirsi amato/a) sia la medicina cui aspiri (attenzione, dedizione e stima) si basano su "necessità" false.
Non esistono necessità emozionali tali per cui ci sembra di poter raggiungere la felicità mediante gli atteggiamenti altrui.
Tu hai già tutti gli elementi che ti servono per essere felice; se non lo sei, cerca dentro di te ciò che ti impedisce di esserlo.
Le manifestazioni di apprezzamento fanno piacere e stimolano, ma non ti rendono più felice di quanto tu non sia già. Tu sei felicità e amore a livello potenziale, e la tua capacità di sviluppare la tua felicità personale dipende dalla felicità e dall'amore. [...] 
La felicità consiste nella tua risposta alla vita
"Amare significa percepire con chiarezza e rispondere con esattezza" dice Krishnamurti. 
L'amore esige chiarezza di percezione: 
"Chi amo e perché? Amo una persona, o amo un'immagine che mi seduce e abbaglia? 
Il mio amore nasce da me o dalla mia necessità di essere corrisposto?" 
Anche le nostre risposte sull'amore devono essere precise: 
"Ti amo perché per me l'amore significa darmi? Sto ipotecando la mia libertà e la tua nel desiderio di appropriarmi di te e di appartenerti?" 
La risposta deve essere chiara: "Ti amo e per questo ti voglio libero/a da ogni sottomissione". Così il nostro amore nascerà nuovo ogni giorno."

(Anthony De Mello, Ti voglio libero come il vento)


Il cielo di Esmeralda, Ecuador Foto ©Cecilia Martino


"Lo spazio fa spazio. Fare spazio significa sfoltire e render libero, liberare un che di libero, un che di aperto. Solo quando lo spazio fa spazio e rende libero un che di libero, lo spazio accorda, grazie a questo libero, la possibilità di contrade, di vicinanze e lontananze, di direzioni e limiti, le possibilità di distanze e di grandezze."(Martin Heidegger)


"È necessaria una cosa sola: solitudine, grande solitudine interiore. Volgere lo sguardo dentro sé e per ore non incontrare nessuno: questo bisogna saper ottenere. L’amore consiste in questo, che due solitudini si proteggono a vicenda, si toccano, si salutano…” (Rainer Maria Rilke


Infinito particular (Canoa Quebrada)

Quella notte
le nostre presenze orizzontali
formavano un trigono
con l’asse perpendicolare
della luna piena
l’aria profumava di stelle
la mente osava tutto il cielo possibile
Nel sottofondo di voci basse, le nostre
echi di interrogativi troppo grandi
avvertivo come il presentimento
di gesta propiziatorie
all’estasi
movenze sonore
con il silenzio a portata di Oceano
se ci ha messo il cuore dio
io ho messo dio in te






E l’amore guardò il tempo e rise,
perchè sapeva di non averne bisogno.
Finse di morire per un giorno,
e di rifiorire alla sera,
senza leggi da rispettare.
Si addormentò in un angolo di cuore
per un tempo che non esisteva.
Fuggì senza allontanarsi,
ritornò senza essere partito,
il tempo moriva e lui restava.


(Luigi Pirandello)





Altri spunti








Ti Voglio Libero come il Vento
Volare non significa solo muovere le ali, ma restare in aria senza sostegno
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20 giugno 2019

Tutti i giorni sono Yoga


Testo tratto da: "Giornata Internazionale dello Yoga: come lo yoga mi ha cambiato la vita" - Giugno 2017 

Volendo omaggiare questa “disciplina” alla quale mi sono avvicinata da diversi anni ormai e che a me piace chiamare più filosofia o scienza di vita, ho pensato di attenermi a quanto di più diretto potessi trasmettere: la mia esperienza personale. Perché dirvi che – citando un “mostro sacro” della bibliografia yogica (Patanjali , Yoga Sutra) – lo yoga è “l’interruzione delle modificazioni mentali”, almenochè non siate già dentro questo mood, ne abbiate esperito fin dentro le cellule il senso, o vi siate cimentati anche solo per un po’ nell’arte del pranayama, non credo io possa aggiungere molto. Molto di quanto non voglia farvi apparire come pura teoria.

Per me lo yoga è stata, e continua ad esserlo, una delle avventure più esaltanti della vita in quanto la racchiude tutta, la vita, senza soluzione di continuità. Effettivamente sono arrivata al punto in cui non esiste più distinzione tra i momenti dedicati allo yoga e il resto delle mie attività. Certo, ci sono momenti della giornata scanditi dalla pratica vera e propria in cui mi dedico alla Sadhana (pratica yoga) nella sua interezza e “concretezza”: asana, pranayama, dharana e dhyana (posture fisiche, respirazione, interiorizzazione, concentrazione e meditazione).

Ma, c’è un ma…

Il tappetino (che qui uso come metafora della tecnica yogica propriamente detta) è la palestra e il tempio, l’addestramento, quell’allenamento del guerriero che vuole testare la sua volontà e tenere sempre vivo il fuoco della passione, dell’aspirazione (tapas, agni) … ma, appunto, c’è un ma. Il mio ma è che il vero yoga inizia fuori di lì, proprio quando ci si alza dal tappetino, in quel laboratorio prezioso che è il mondo, la vita quotidiana, il corpo fisico, gli amici, i colleghi di lavoro, i familiari e tutte le persone con cui si entra in relazione.

Lo yoga per me o è integrale o non è yoga!


“Niente di glorioso o inglorioso, 
di sublime o di mediocre:
la conquista dell’Everest 
non è più importante del su e giù nel traffico quotidiano,
se ogni gesto è fatto coscientemente” 

(Satprem)


"Se la vita fosse un campo di fiori, 
chi pratica lo Yoga integrale sarebbe una farfalla 
che, pur toccando ogni singolo fiore, 
non si posa mai su nessuno di essi, 
ma di ognuno e' perfettamente in grado di ricordare il profumo... 
Tutto dipende dal motivo per cui si sta volando. 
La nostra farfalla ha distolto lo sguardo dai fiori 
e per un solo attimo ha visto il cielo. 
Allora ha scoperto la verità' più semplice: si vola per volare" 

(Selene Calloni Williams)

Potrei dirvi anche che fare yoga aiuta a mantenersi in salute a 360 gradi, sempre che siate pronti a considerare salute anche la “malattia”, e che qualcosa di irreversibile si insinua in voi fino a farvi cambiare completamente visione della realtà. Fino ad accadervi dentro, come una rivelazione, quanto lo yoga abbia molto più a che vedere con il silenzio e con il non fare.  Con l’essere yoga. Con il mestiere della resa e del dare. Quando il guerriero riposa sa che tutto si sta muovendo, dentro e fuori di lui simultaneamente. Ma per giungere a questo stadio bisogna allenarsi molto, all’inizio. Inutile negare l’importanza dell’intento e della motivazione personale. Poi tutto il resto viene da sé e non è una frase fatta o un modo di dire, almeno non per me, non lo è stato ed è la mia esperienza che sto riportando proprio perché scelgo volontariamente di sganciarmi da qualsiasi luogo comune (e ce ne sono tanti) che gravitano e gravano sullo yoga e sui cosiddetti “ambienti spirituali”. Mi fa sorridere perché… Non è forse la vita intera intrisa di immanenza divina, creatrice, vitale? Certo, anche di questo bisogna accorgersene, facendone esperienza diretta. Ricordarsi di ri-contattare chi siamo (chi siamo?) e riprendere a dialogare con lo spirito, quella parte invisibile della realtà materiale che la mente discriminante cataloga e definisce come unica realtà esistente e possibile. Lo yoga, e soprattutto la meditazione, sono in tal senso incredibili acceleratori evolutivi.

Yoga per me è quando ti alzi la mattina e l’esistenza ti pulsa nel cuore così intensamente che ti viene da benedire pure quel colpo di tosse inopportuno che potrebbe tramutarsi in mal di gola, per esempio, ma non importa! È quando ogni cosa si riappropria della sua collocazione, fosse anche la prossima bolletta da pagare, una persona cara che scompare o il prossimo timbro sul passaporto. E’ la vita che aumenta, senza riserve. È l’unione con tutto ciò che è, quando tutto è bello e fa meraviglia, ma anche quando tutto ci sembra inopportuno, con ciò che passa e ciò che resta, con ciò che semplicemente è, esiste e ha una ragion d’essere, l’unione con la sostanza invisibile delle cose, quell’intonazione che ci fa cantare, fischiettare, ridere, piangere, pregare o anche solo… anche solo, esistere.

Yoga per me è quando silenziosamente la vita progredisce, e si arricchisce, e lo fa chiedendomi il permesso, anche quando sembra che sia tutto già scritto. Yoga è il respiro della mia partitura scritto dalle mani divine, è l’alito del mondo che soffia dietro ogni gesto del mio corpo sacro, quando il Saluto al Sole diventa l’inchino all’universo di molteplici vite e che se anche non lo faccio tutte le mattine, non importa, il sole splende lo stesso e io sono felice. E’ quando posso serenamente godermi la malinconia del tempo che passa perché è eterno e ridere di questi ossimori che mi ricordano della coincidenza degli opposti e di come la vita sia un grande gioco. È quando viaggio, quando posto duemila foto sui miei profili Social e scherzo, ma poi sono serissima quando ringrazio l’universo a braccia aperte, e danzo con tutte le lingue del mondo e suono con tutti gli strumenti che posso perché il suono è all’origine, perché tutto è vibrazione e le mie ossa tremano e le ore sul tappetino con le mie asana continuano a farmi giocare, perché – parafrasando Nietzsche – posso credere soltanto a un dio che sappia danzare e abbia uno spiccato senso dell’umorismo! D’altronde “se sei saggio, ridi!” – diceva qualcuno.

Che ciascuno di voi possa trovare un filo d’oro che lo unisca (Yoga = Unione) a tale Forza di Vita che si può chiamare dio, o anima, o spirito, o coscienza, o pura esistenza o vero Sé o dio ignoto o demone o angelo custode e l’elenco potrebbe durare a lungo. Insomma, che l’Innominabile possa trovare un varco sempre aperto nel vostro cuore. Perché è da lì – il cuore – che la Vita preme per trasformarsi, evolversi, non malgrado voi ma attraverso di voi.
E non c’è che una parola per dirlo: Amore.



esiste qualcosa

Esiste qualcosa che langue
nell'assenza di esistenza
quando mi soffermo su dettagli
che ancora non vedo
e si fa breccia un profumo di silenzio
ad ubriacarmi il cuore

(Cecilia Martino)


Testo tratto da: "Giornata Internazionale dello Yoga: come lo yoga mi ha cambiato la vita" - Giugno 2017 




"Lo Yoga non è una religione e va oltre la religione. Non è un credo, ma è formato da tutti i credi; non è un dogma e prospera sulla libertà dell'individuo. S'intende libertà interiore, da ogni pregiudizio, da ogni male, da ogni cattiveria, da ogni lusinga, da ogni possesso, da ogni attaccamento egoistico, da ogni istinto. Per riuscire in ciò devi amare tutte le religioni e non essere particolarmente di nessuna; devi rispettare tutti i credi e non attaccarti in particolar modo ad uno di essi; devi stimare tutti i dogmi, ma non saldarti a nessuno di essi, così eviterai la leggerezza, il fanatismo, l'intolleranza, il bigottismo, l'egotismo. Sono questi gli ostacoli più duri da superare e vincere per chi si dedica allo sviluppo delle energie latenti e specialmente alla conoscenza dell'Assoluto

(dal libro "Esperienze Yoga" di Giorgio Furlan, direttore dell’Accademia Yoga 1969 di Roma nella quale ho avuto la fortuna di studiare e praticare dal 2009 fino al mio trasferimento a Torino, nel 2012)


I maestri dell'Accademia Yoga 1969 di Roma, Elisabetta e Giorgio Furlan


Attualmente sto approfondendo lo "yoga" dell'antica tradizione del Kashmir, della Via Diretta non-duale Advaita, un approccio sostanzialmente diverso dallo yoga più comunemente inteso o dalla "via progressiva" che rimane nel segno della dualità; per questo - citando Jean Klein che è uno dei maestri occidentali più rappresentativi di questa "Via", discepolo diretto di Ramana Maharshi - "non mi sentirai mai di usare la parola "yoga" per descrivere quello che insegno". Ringrazio il Samveda di Torino per farsi culla di insegnamenti così profondi ed essenziali.











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18 giugno 2019

IllogicaMente | Che giovani lampi di genio mi fulminino l’anima all'improvviso




Serata di Poesia con Cecilia MARTINO

Non esistono esistenze banali, di questo sono sicura. 
In ogni essere umano c’è un potenziale poeta.

"L’approdo alla poesia è stato un passaggio obbligato della mia vita, più che della mia carriera. Io ho sempre scritto, di tutto, e ho avuto anche la fortuna di pubblicare libri abbastanza presto, grazie al mio lavoro di ricerca all'università. Ma la poesia è qualcosa di assolutamente diverso perché ti consente di esplorare il campo minato del linguaggio per esprimere qualcosa che non deve necessariamente essere compreso da tutti. E secondo me è questa la più grande forza e libertà della poesia e ciò che la rende più vicina alla vita." (Da un'intervista rilasciata nel 2006, all'uscita della prima edizione di illogicaMente. Leggi l'intervista completa: "La mia poesia nasce da una necessità") 






E ricomincio così
a ritmo di musica
a colpi di sole e di vento
a scatti di fotografie e battiti di mani
a sbalzi di temperatura e di umore
a fermate di metro e autobus
a pagine di libri tra studio e poesia
tra un messaggio digitale e un bacio a pelle
Ricomincio così
a furia di respirare
inciampo nel migliore dei modi
sugli scalini della casualità
Rinasco così
con il cielo a portata di mano
in una stanza pirata
ibrida di colori acrilici e ingenue fantasie d’autore
sospirando e ridendo
con l’enfasi di una rivincita
che colpisce alle spalle l’amore
Accade
La vita mi piomba addosso
con sembianze nuove
Accade
Lascio che tutto proceda e si rinnovi
che giovani lampi di genio
mi fulminino l’anima
all'improvviso



Mercoledì 19 Giugno
Reading presso Samveda 
Centro Yoga del Kashmir, Advaita e Mindfulness 
Via Tiziano 15 - TORINO
Ingresso gratuito con prenotazione
ore 20.00 cena condivisa
ore 20.30 Inizio Reading
Maggiori info qui




COSA È LA POESIA PER ME -

INTERVISTA DI ARACNE TV MARZO 2019




M'INCHINO ALLA POESIA - 
INTERVENTO AL SALONE DEL LIBRO 
TORINO MAGGIO 2019




"ed è in ogni attimo che scende su di noi
ad attorcigliarci monili di aurore e sentimento
che si fa leggero come una piuma il mestiere del dare"


Il Mestiere del Dare
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07 giugno 2019

M'inchino alla Poesia | Video Salone Internazionale del Libro 2019


CECILIA MARTINO - SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO 2019 

Quello che mi spinge a promuovere i miei libri è il pretesto che c’è dietro ai miei libri: poter parlare di Poesia. Dunque, non tanto delle mie poesie in quanto tali
Sono qui innanzi tutto per dare testimonianza, a mezzo della mia esperienza personale maturata fino ad ora e non a mezzo di teorie imparate a memoria, di una visione del mondo che muove a favore della vita e non a opporre resistenza alla vita. Dunque, un qualcosa di molto concreto e non effimero, come si potrebbe pensare avendo a che fare con poesie. Dunque, come prima "missione", c’è quella di riabilitare la Poesia quale materiale vivente da incarnare nella vita di tutti i giorni e non materia scolastica o genere letterario da intrattenimento salottiero. 
Per me la ricerca linguistica che ho approfondito dapprima in ambiti di studio più accademici (gli studi universitari a tema comunicazione, linguaggi creativi e di filosofia estetica e poi anche di mistica orientale e occidentale), è necessariamente sfociata in una ricerca più essenziale-esistenziale che mi ha consacrata definitivamente alla Poesia come qualcosa di inscindibile dai miei percorsi simultanei di yoga e meditazione
In fondo, tutto il mondo è una narrazione. Dipende da cosa si sceglie di raccontare e, soprattutto, di vedere. Con che occhi si guarda il mondo
E, a proposito di visione, quali migliori parole se non quelle di un poeta intimamente connesso alle radici dell'anima come Friedrich Hölderlin, per chiudere questo post nella data di oggi. Il 7 giugno del 1843, Hölderlin moriva, non prima di averci lasciato questa sua poesia, l'ultima. 




La veduta



Riluce il giorno aperto agli uomini d'immagini,
quando traspare il verde dai più lontani piani,
ed al tramonto inclini la luce della sera,
bagliori delicati fan mite il nuovo giorno.
Appare spesso un mondo chiuso ed annuvolato
dubbioso interno all'uomo, il senso più crucciato,
la splendida natura i giorni rasserena,
sta la domanda oscura del dubbio più lontana


Poesia assoluta, a così alti livelli, non può che coincidere con una visione.
Visione che libera, e che salva. "La veduta", poco prima di morire, riecheggia di vita eterna

La domanda oscura del dubbio più lontana.



PROSSIMI APPUNTAMENTI



 Bologna sabato 15 giugno alla Libreria Esoterica IBIS per l’evento “Il poeta non sbaglia – Il risveglio dell’intuizione” 


Con Mario Di Grazia , Insegnante e Fondatore del Centro per il Risveglio Interiore e la Salute Olistica “Samveda” 

Centro Yoga del Kashmir, Advaita e Mindfulness,
Mercoledì 19 Giugno, dalle ore 20.30 
Ingresso gratuito con prenotazione



DICONO DI ME

Cecilia Martino ha una sua, altra espressività di scrittura. Opportuna, direi. Ampia ed efficace: come possa esistere questo binomio è tradotto ne “Il mestiere del dare”.

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Rara e Preziosa Donna che ha fatto del suo Essere Gioia Parole per Se e per gli altri, scrive come un fiume sempre in piena e incarna quello che l’Universo ama fare: sorprendere con naturalezza! 

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Devo ringraziare l'autrice  perché Cecilia ci immerge come una nuova Diogene  in un percorso che forse tendiamo a dimenticare  quello che ci riporta verso  il tempo giusto il momento della riflessione del sentirci dentro


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