11 ottobre 2015

Androginia Amore Anime Gemelle - Cos'è una relazione?

Virginia Woolf e Vita Sackville-West

Cos’è una relazione? 
Semplicemente, 
un mondo irripetibile a due. 

Cos’è una relazione?  
E' connessione, è appartenenza. 

E che cos’è l’appartenenza? 
E' unione, 
armonia unificata con la Sorgente primigenia, 
che è Padre e Madre simultaneamente, 
maschio e femmina. 

Dunque, dal due all’uno, anzi:
all’uno grazie al mondo irripetibile a due.  

Le polarità sono energie di segno opposto. Di segno opposto, non di sesso opposto. L’anima muove verso la ricerca di questa unità primigenia nell'incontro di qualsiasi relazione utile a ricordarcelo, a prescindere dalle differenze di genere.   

Shiva è spesso rappresentato nell’iconografia indiana con i tratti di un ermafrodito, ardhavira, l’Androgino con la parte destra del corpo maschile e la parte sinistra femminile: i due sessi riuniti in un solo corpo ricostituiscono l’unità originaria e al tempo stesso evocano la simultanea presenza degli opposti nell’equilibrio cosmico.

Da un punto di vista animico si può procedere ancora oltre, e il canto suona più o meno con queste parole: che cos’è in realtà una relazione? E’ connessione, è appartenenza. E che cos’è l’appartenenza? E’ unione, armonia unificata con la Sorgente primigenia, che è Padre e Madre simultaneamente, maschio e femmina. Dunque, dal due all’uno, anzi, all’uno grazie al mondo irripetibile a due. La supercoscienza (datele pure un nome che vi risuona di più, può essere dio, l’universo, la forza vitale, il daimon…) non è né maschile né femminile: è entrambi. E’ egualitaria, di natura unisessuale o androgina; è un’espressione dell’allineamento e dell’armonia, dell’equilibrio tra i due generi. I due generi sono a loro volta un insieme più o meno armonico di femminilità e mascolinità, le polarità onnipresenti nella Creazione, anzi della Creazione, perché non ci può essere nessuna manifestazione generativa senza che queste due forze e potenze opposte e complementari agiscano all’unisono. Queste due energie alle quali si possono dare tanti nomi ma la sostanza non cambia (Yin e Yang, Shiva e Shakti, Logos e Sophia, Madre e Padre), appartengono all’essenza più intima di ogni essere umano e la ricerca della loro complicità armonica e fusione d’amore è quanto smuove qualsiasi tipo di tensione a qualsiasi livello: ardore mistico, passione sensuale, ispirazione emotiva. Soltanto che l’esperienza che comunemente siamo indotti a fare è quella di ricercare al di fuori di noi la completezza di questa unione, estasi di appartenenza, integrità nelle polarità: la ricerca dell’anima gemella che si divincola nelle insidie del riempimento di vuoti interiori, di parti mancanti che in realtà non mancano dentro di noi ma vanno solo viste e riconosciute.

“In ogni tuo contatto ravvicinato e intimo tutto parla di te”.
Le polarità sono energie di segno opposto. Di segno opposto, non di sesso opposto. L’anima muove verso la ricerca di questa unità primigenia nell’incontro di qualsiasi relazione utile a ricordarcelo, a prescindere dalle differenze di genere.
“Tu dici dunque, Trismegisto, che Dio è di entrambi i sessi?”
“Sì, e non solo Dio, Asclepius, ma tutte le cose animate e inanimate, perché entrambi i sessi brulicano di potenza riproduttiva, e la loro energia di legame, o piuttosto unità, che tu chiami Venere o Cupido o entrambi, trascende la comprensione. La più alta chiarezza, gioia, allegrezza e amore divino sono in essa innati”
Dal punto di vista dell’anima – e dell’universo che segue le leggi unificanti del ritmo e dell’armonia e non quelle separative della discriminazione giudicante di bene/male, giusto/sbagliato – dal punto di vista cosmico, qualsiasi tipo di relazione è “neutra”, per il solo fatto di esistere ha diritto di esistere nell'ottica del fine superiore a cui tende ogni cosa, situazione o esperienza che si è chiamati a fare. Ma è responsabilità individuale comprendere tale rimando a un’urgenza più grande dietro a qualsiasi incontro avvenga nelle nostre vite, che siano relazioni di coppia, di amicizia, familiari, e con qualsiasi sfumatura che non ha senso definire perché tutto ciò che esiste è naturale, altrimenti non esisterebbe e l’amore va ben oltre qualsiasi accento discriminante essendo un’esperienza che rimanda sempre all'integrità nella sua purezza originaria. E all'origine di questa “purezza”, che sta per Bellezza, armonia, danza, equilibrio, movimento creativo, piacere sempre vivo, ardente passione ispiratrice, gioia senza oggetto, c’è la magia più grande che si possa compiere nelle nostre vite: unirci nell'intimità più audace e ingombrante di noi, con tutti i nostri aspetti, luci e ombre, e scoprire che il nostro/la nostra amante più fedele è sempre lì, pronto/a ad accoglierci senza giudizio e folle di un amore incondizionato. Per questo incontro (o matrimonio mistico) è necessario fare spazio all’interezza che noi siamo, tutti indistintamente: lunari come il femminile, solari come il maschile, con tutte le miriadi di sfaccettature che queste polarità energetiche racchiudono.
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Fare spazio all’interezza dentro di noi, “ampliare gli orizzonti del piacere lasciando cadere le vecchie abitudini” – come ci insegna poeticamente la leggenda di Thonban Hla, divinità birmana il cui nome è traducibile come “Colei che è tre volte bella”, in quanto incarna sia la bellezza del femminile dolce, sia la bellezza del femminile selvaggio e aggressivo, sia la bellezza maschile in tutte le sue forme. “Io sono la notte e la luce, io sono il femminile e il maschile … Io so ingrassare, chiacchierare, sragionare e impaurirmi. Sono una amante degli dei. Cerco di ampliare gli orizzonti del piacere, lasciando cadere le vecchie abitudini. Il mio metodo è unificare l’energia maschile (solare) con quella femminile (lunare) e fondere le energie superiori con quelle inferiori, mantenendo costantemente la conoscenza alla purezza primordiale”. Danzare questo ritmo è la migliore musica che si possa scegliere di far risuonare, il richiamo più suadente che un’anima innamorata possa intonare, l’inizio senza fine di ogni relazione veramente creativa, perché autosufficiente. (Leggi anche a tal proposito: se ami qualcuno, liberalo da te)
“Quando vi libererete dall'idea che l’anima compagna sia un’entità capace di portarvi la felicità, e quando intenderete come anima compagna il resto dell’umanità, allora l’entità – la vostra anima compagna, quella che vi renderà possibile l’esperienza della felicità – apparirà sul vostro cammino”

Libri delle citazioni usate e consigli di lettura:

Adorata creatura. Le lettere di Vita Sackville-West a Virginia Woolf di Vita Sackville-West, Virginia Woolf
Incontro con l’Androgino. L’esperienza della completezza sessuale di Elèmire Zolla
Anime gemelle Anime compagne di Saint Germain
Thonban Hla – La leggenda di Selene Calloni Williams
Mantra Madre – la tradizione e le pratiche segrete del matrimonio mistico e del risveglio di Selene Calloni Williams
Poesia sull’Androgino: Distinti ma non separatiSull’Androginia di Shiva: Maha Shivaratri: significato e rituali per la Grande Notte di Shiva

Thonban Hla
La Leggenda
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Mantra Madre
Le tradizioni e le pratiche segrete del matrimonio mistico e del risveglio
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Le Potenze dell'Anima
Anatomia dell'uomo spirituale
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Discesa all'Ade e Resurrezione Voto medio su 2 recensioni: Da non perdere
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Anime Gemelle Anime Compagne
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13 settembre 2015

IL SIGNIFICATO ESOTERICO DI AVATAR E PANDORA


“Solo il cuore può aiutare la ragione
a compiere il sacrificio di sé,
sacrificio che è al tempo stesso

il suo trionfo e il suo compimento”

Nel suo atto di abbandono totale all’amore – che è anche sposalizio divino con la sua parte selvaggia (la donna Na’Vi), tra maschile e femminile, razionalità e senso mistico – egli rinasce a nuova vita, la vita da Na’Vi nella terra dove a comandare è lo spirito di Eywa, la Grande Madre, dove vigono le leggi naturali del ritmo e della Bellezza, dove le piante sono fluorescenti, i rami degli alberi diventano amache, la natura rigogliosa è in uno stato di grazia supremo e i suoi abitanti custodi ne sono altrettanto nutriti, accuditi…  La prima cosa che deve imparare l’Avatar-Jake non appena rimane solo per una notte intera nella foresta (la notte oscura dell’anima), è comunicare con questo Spirito della Grande Madre Eywa, ovvero con il lato invisibile delle cose, affinare i sensi, le percezioni, stare all’erta in uno stato sempre vigile perché ogni minimo passo falso quella notte sarebbe risultato fatale. Leggi tutto: Il significato esoterico di Avatar e Pandora alla luce della visione immaginalista di origine tantrico sciamanica




LA NOTTE PLUVIALE MI CHIEDE DI MORIRE PIU' IN FRETTA
DISTINTI MA NON SEPARATI 

10 settembre 2015

UN DESTINO E' UN DESTINO! (DIECI SETTEMBRE DUEMILAQUINDICI)

Io ho un destino, amore, e so di averlo! 
Non dovrò fare nulla di nuovo,
né illuminare qualcosa che prima illuminato non fosse, 
bensì io dovrò semplicemente rimuovere l'idea 
che ciò che é luminoso tale invece non sia. 
Questo é il destino di Thónbàn Hlá! 
E non che questo destino serva a qualcuno. 
A che serve un destino? A niente, a nessuno. 
Un destino é un destino!

Autoscatto nel souq di Marrakech, in una tienda di un ragazzo Tuareg, Agosto 2015

 Cresceva nello spirito, poichè nutriva gli dei che la popolavano.

Permanendo nello stato naturale
io vado ovunque 
senza paura

Jemaa el-Fna, Marrakech, Agosto 2015

 Nulla di ciò che ci portiamo dentro
è esente dall'accadere ...

Ma alla fine ciò che accade è ciò
che vuole la mia anima

 
Autoscatto nel souq di Marrakech, in una tienda di un ragazzo Tuareg, Agosto 2015

In questo mio corpo ci sono fiumi, mari, monti, campi, 
tutte le stelle e i pianeti.
Vi si muovono il sole e la luna,
autori della creazione e della distruzione.
Vi sono anche l'etere, l'aria,
il fuoco, l'acqua e la terra.

Spiaggia dei chorten, Boa Vista, Capo Verde, Agosto 2015

La mia estasi ha un solo fine, quello di danzare

Spiaggia di Boa Vista, Capo Verde, Agosto 2015

Brani tratti dal libro "Thónbàn Hlá, la leggenda", di Selene Calloni Williams

04 agosto 2015

CHI E' SRI TATHATA?




Tathata, maestro vivente nato in Kerala, nel Sud dell’India, è un libro aperto sull'Universo. Bastano gli occhi, quello sguardo proteso sull’infinito, uno sguardo senza fondo né appigli, che attinge a tutta la Bellezza del mondo, che trasborda di amore e sembra urlare, placido, un boato di compassione universale.
Leggi tutto l'articolo: Sri Tathata: Yoga è vita e la vita è Yoga

Da sinistra a destra, Sri Aurobindo e Sri Tathata
.... Non basta avere una mente che ci distingue dagli animali; questo è stato il grande passo evolutivo dell’era precedente. Ora è il momento di andare oltre, oltre persino alla mente stessa, oltre persino all’uomo stesso. Il tempo dell’“Uomo oltre l’Uomo” di nietzschana memoria e dell’Overmind, la “Supermente” di cui parlava Sri Aurobindo, il più grande maestro e filosofo indiano del XX secolo con cui Tathata ha non poche affinità ... Leggi tutto l'articolo: Sri Tathata: Yoga è vita e la vita è Yoga


Roma, 25-26 Luglio 2015

Roma, 25-26 Luglio 2015

Roma, 26 Luglio 2015 Dharma Snana


SE AMI QUALCUNO, LIBERALO DA TE




Quante volte si gioca al compromesso di evitare qualcosa perché si pensa che la tal cosa possa dispiacere, nuocere, creare preoccupazione, deludere qualcun altro, quante volte si ascolta questa vocina che nulla ha a che vedere con il richiamo più autentico dell’anima. Se ami davvero qualcuno, non incatenarlo e non fare il suo gioco. Deciso ma in punta di piedi, accompagna il movimento più congeniale alla vita che è quello di essere il più integrali possibili. 


Quante volte si fanno cose per compiacere chi si ama o peggio ancora, non si fanno cose. Quante volte si gioca al compromesso di evitare qualcosa perché si pensa che la tal cosa possa dispiacere, nuocere, creare preoccupazione, deludere qualcun altro, quante volte si ascolta questa vocina che nulla ha a che vedere con il richiamo più autentico dell’anima.



Preoccuparsi eccessivamente di qualcuno al punto da limitare le proprie personali espressioni di creatività e gioia non è fare del bene, piuttosto è perpetuare un circolo vizioso di fondo alimentato dalle schermaglie limitanti dell’ego. No, questo non è amore, è presunzione, presunzione di sentirsi responsabili di qualcun altro quando l’unica responsabilità che si ha nei confronti della vita è quella di essere se stessi fino in fondo aderendo il più possibile al piano divino, alla missione, vocazione per la quale si è nati, lasciando che il nostro destino si compia in sinergia con le forze universali, ricordandoci che l’Universo si evolve attraverso di noi, e viceversa.

Se rinunciamo a qualcosa che ci rende gioiosi e appagati per sottometterci alle esigenze di qualcun altro, non stiamo celebrando la vita, ci stiamo solo convincendo che sia giusto così perché così ci hanno sempre insegnato (ma cosa è giusto e cosa è sbagliato?),  tralasciando il piccolo particolare che non c’è favore più grande che si possa fare a chi si ama, che renderlo davvero libero.

La paura che attanaglia qualcun altro non la si tiene a bada evitando a quella persona di provarla, la sofferenza degli altri non si sana trascurando la propria gioia o realizzazione personale. È una forma di ego inverso pensare di “sacrificarsi” per gli altri quando il sacrificio nasce da una pericolosa premessa mentale: difendere da qualcosa qualcuno. Non c’è nulla da cui dobbiamo difenderci e nulla da difendere. Il vero amore per gli altri non può che nascere da una totale resa all'amore per se stessi perché senza realizzazione integrale del proprio essere quello che si dona agli altri non può che essere una menzogna mascherata da altruismo.

Sacrificio è rendere sacro ogni momento della vita colmandolo di pienezza, creatività e gioia, offrirsi totalmente al compimento del proprio specifico destino che, al di là delle  singole propensioni individuali, ha un’unica musica di sottofondo che suona più o meno così: scopri ciò che ti dà più gioia fare, fallo il più a lungo possibile e condividilo con più persone possibili. La condivisione della  nostra bellezza è l’amore più grande che possiamo rendere al mondo, e alle persone che amiamo, e in questa semplice adesione alla beatitudine dell’anima risiede il vero amore incondizionato. E’ questo l’amore che interrompe i circoli viziosi alimentati dai più angusti veleni della mente che, subdoli, scorrono all'interno dei rapporti interpersonali: sensi di colpa, di possesso e di inadeguatezza, paure, attaccamenti …





Il sole che sorge al mattino si preoccupa forse di quel qualcuno che potrebbe scottarsi all'esposizione prolungata dei suoi raggi? Non è affar suo, la sua vocazione è di splendere e donare la vita alla terra con il suo calore che può avere anche effetti nefasti ma non se ne prende pena. Chi si scotta, ha un motivo per scottarsi, non è certo colpa del sole. Poteva prendere precauzioni e non l’ha fatto, meglio ancora l’esperienza della scottatura lo renderà più vigile per le prossime volte. In ogni caso, è una sua scelta. Il sole deve splendere con tutta la sua energia, niente di più e niente di meno. Ci dimentichiamo spesso che noi siamo come il sole, in quanto parte integrante dell’universo, e abbiamo non solo il diritto ma anche il dovere di splendere. Se il sole smettesse di irradiare la sua luce vitale, non ci sarebbe più vita sulla terra. Immedesimatevi con il sole e capirete il danno che perpetuate se limitate la vostra espansione luminosa per difendere preventivamente qualcuno da qualche eventuale danno.


Non esistono errori nel piano cosmico dell’esistenza, esistono solo esperienze. Non esistono fallimenti, solo grandi opportunità. Se qualcuno che amiamo “soffre a causa nostra” è una sua scelta, e noi non lo aiutiamo pensando di difenderlo sminuendo chi siamo, stemperando i nostri impulsi più arditi, dimettendoci dalla nostra sacrosanta volontà di essere pienamente felici. Assecondare le paure degli altri imponendo alla nostra vita limitazioni mortificanti non aiuta nessuno. L’amore rende liberi, non schiavi. Se amate davvero qualcuno, liberatelo da voi. Se si scotta, magari si lamenterà e cercherà di farvela pagare ma poi … vi ringrazierà per l’abbronzatura che ha colorito la sua pelle. Per i nuovi colori che avete aggiunto alla sua vita. Se amate davvero qualcuno, non limitatevi a compiacerlo. Splendete come foste l’ultima luce rimasta sulla terra prima della fine del mondo.


Danziamoli, i nostri demoni!






"Vacuità e luminosità sono la natura propria della mente: 
riconoscendola come consapevolezza luminosa e vuota 
si dissolve spontaneamente nello stato originario e autentico. 
Non valuto se la meditazione é buona o cattiva. 
La mente lasciata inalterata é Felicità... 
Riconoscendo che la dualità di soggetto e oggetto non esiste, 
piacere e dolore si dissolvono ambedue in un'unica cosa, 
si dissolvono spontaneamente nello stato originario e inalterato"
(Milarepa)

31 luglio 2015

GURU PURNIMA CON LA LUNA BLU: DOV’E’ L’ANIMA?


Oggi è Guru Purnima, Luna Piena, ed è la seconda di Luglio, detta anche Luna Blu. E' un momento particolarmente propizio per interiorizzarsi e connettersi con le potenti energie cosmiche favorendo l'amplificazione della nostra coscienza universale. Possiamo sintonizzarci anche con l'energia del colore blu che, nella fisiologia esoterica dello Yoga, è associato al Vishuddha Chakra, il centro della Gola, il "grande Purificatore", affinché la nostra comunicazione con il mondo sia sempre più efficace, creativa e ispirata al fine di ottenere il massimo risultato per noi e il maggior beneficio per tutti secondo il piano universale del nostro Daimon (missione, vocazione, Dharma, anima selvaggia).

Che ogni parola che esce dalla nostra bocca nasca dal respiro più profondo dell'Anima.


“Dov’è l’anima?”

Che ogni nostro limite venga integrato nel grande processo di purificazione: l'insolito colore blu della luna può essere utilizzato per focalizzarci sulla possibilità di ottenere l'impossibile, di aprirci senza remore all'inusuale, di arrenderci all'imprevedibile. Arrendiamoci (Surrender) alla magia del tutto può succedere, perché niente è impossibile nel regno dell’invisibile dove dimorano gli dei, i nostri sogni, le nostre intuizioni, i nostri spiriti guida. Arrendersi vuol dire smettere di voler comprendere tutto intellettualmente e lasciar agire attraverso di noi l’energia vitale universale che sgorga ininterrottamente e in abbondanza con il ritmo della bellezza e dell’amore. 


Non lasciate che la prudenza del mondo 
mormori ai vostri orecchi. 
E’ giunta l’ora dell’inatteso”. 
(Sri Aurobindo)

Nel silenzio possiamo ascoltarla, percepirla nelle ossa e fin dentro le cellule, nell'ascolto sincero possiamo vederla in ogni cosa che ci circonda, in ogni persona, animale, essere vivente, possiamo persino scambiarla per struggimento, malinconia, tristezza. E' emozione, vita che vive. Non serve giudicarla, solo amarla fino in fondo. La vita è una forza neutra che accade grazie alla spinta dell'evoluzione che è inarrestabile. 

“Dov’è l’anima?”

Chiudiamo gli occhi, anche solo per qualche minuto, durante questa giornata e questa notte prima di addormentarci, e proviamo a percepire l’abbraccio della Luna che ci avvolge di un colore blu intenso, stimolante e rassicurante allo stesso tempo. Immaginiamo tutto il corpo e ogni singolo organo interno intriso di questa luce blu e percepiamone l’amore purificatore, l'amore che libera. Se ci sono aspetti della nostra vita che pensiamo debbano essere sanati, integrati, rilasciati, offriamoli con gioia e senza giudizio a questa Luna, coloriamoli di blu e poi ringraziamo l’Universo. E non dimentichiamoci di ululare ...

Possiamo accompagnare questa connessione con il sottofondo del mantra della luna piena: OM SOM SOMAYA NAMAH. Qui trovate il video.


Fu così che apprese che è vero quel che si dice, che il lupo è il più saggio di tutti. Se ascolti con attenzione, il lupo nel suo ululare sempre va ponendo la domanda più importante. Non dove si troverà il cibo, dove svolgerà il prossimo combattimento, né dove la prossima danza, ma la domanda più importante onde vedere dentro e al di là e soppesare il valore di tutto ciò che vive: dov'è l'anima? dov'è l'anima?”

(Clarissa Pinkola Estès, Donne che corrono coi lupi)

COME INFLUISCE LA LUNA SULLE PRATICHE MEDITATIVE






04 luglio 2015

MI VIDA LOCA: ELOGIO AL RISO

Mi vida loca Cecilia Martino

"Nel sacro, nell'osceno, nel sessuale c'è sempre una risata selvaggia in attesa, un breve passaggio di riso silente, o la risata di una vecchia, o il respiro affannoso che è riso, o il riso che è selvaggio e animalesco, o il trillo che è come una scala musicale. Il riso è un lato nascosto della sessualità femminile; è fisico, elementare, appassionato, vitalizzante e pertanto eccitante. E' una sessualità senza scopo, a differenza dell'eccitazione genitale. E' una sessualità della gioia, per un istante appena, un vero amore sensuale che vola libero e vive e muore e di nuovo vive della sua energia. E' sacro perché è così salutare. E' sensuale perché risveglia il corpo e le emozioni. E' sessuale perché è eccitante e provoca ondate di piacere. Non è unidimensionale, perché il riso si spartisce con se stessi e con tanti altri. E' la sessualità più selvaggia nella donna" (Donne che corrono con i lupi, Clarissa Pinkola Estés)

Dunque, se sei saggio, ridi e - aggiungo - sii spudoratamente folle.

"Non lasciare 
che la prudenza del mondo 
mormori al tuo orecchio.
E' giunta l'ora dell'inatteso"
(Sri Aurobindo)

16 giugno 2015

GIORNATA MONDIALE YOGA 2015: GAYATRI MANTRA E SOLSTIZIO D’ESTATE


Il "Signore" padre e madre dell'Universo dice nei Veda “Samano Mantrah”: lasciate che un mantra sia conosciuto da tutti. Quel mantra è la Gayatri. E quel mantra segue un ritmo cosmico essendo composto da 24 sillabe disposte in una terzina di 8 sillabe ciascuna. E quel mantra è Mama Veda, la madre di tutti i Veda che sono le scritture sacre più antiche non solo dell'India ma di tutta l'umanità. E sempre quel mantra - affermano tutti i più grandi maestri dello Yoga - ha un potere tale per cui la pratica anche solo di un Japa (ripetizione) di questo mantra porta gli stessi frutti della ripetizione di tutti i Veda. Rappresentata come una divinità femminile con cinque volti e dieci braccia, la Gayatri invocata in questa preghiera, ha in realtà un carattere squisitamente impersonale, richiama all'essenza stessa della Creazione, alla Forza vitale che anima l'intero universo, la Madre divina e Shakti cosmica, il fuoco del Sole inteso non solo come astro, ma soprattutto come Luce della chiara visione. In una parola: illuminazione.

La Giornata del Solstizio che celebra il giorno di luce più lungo dell'anno mi sembra più che mai propizia a celebrare la giornata dello Yoga con l'invocazione del Gayatri mantra al fine di espanderne i benefici a livello collettivo, mondiale, universale
.
Proporrò questa pratica durante l’OPEN DAY YOGA presso la Scuola Yoga Shanti di Torino

La ripetizione del mantra, che deve essere svolta - come tramandano i grandi maestri - con cuore puro e sincera fede, non ha fini egoistici ma presuppone un atteggiamento di compassione per tutti gli esseri viventi. Uniremo le nostre migliori intenzioni con l’ardore (tapas) della nostra pratica spirituale (sadhana) volta all’espansione della Consapevolezza, della Coscienza e della Gioia (Sat Cit Ananda), i tre attributi divini/universali che abbiamo dentro di noi e che è nostro dovere potenziare per espandere al massimo i benefici che tale risveglio può apportare alla nostra vita e al mondo intero. Non c’è dubbio che la prossima tappa  -  già in atto – dell’evoluzione umana si giochi a livello della Coscienza e gli strumenti offerti dallo Yoga non possono che sostenere, accelerare e potenziare questo sviluppo. Tra questi strumenti, i mantra (la parola sanscrita vuol dire proprio “strumento della mente”) sono tra i più potenti perché in grado di agire a livello cellulare andando a modificare il campo vibrazionale del corpo, del cervello e della mente. Si basano sulla scienza del suono e sulla legge della risonanza.

Samano Mantrah”
Lasciate che un mantra sia conosciuto da tutti.
Quel mantra è la Gayatri.


Aum Bhur Bhuvah Svah Tat Savitur Varenyam Bhargo Devasya Dhimahi Dhiyo Yo Nah Prachodayat Shanti Shanti Shanti 

Non perdete questa occasione. Unitevi a noi il 21 giugno, Giornata Mondiale dello Yoga e Solstizio d’estate. 
Si offriranno senza soluzione di continuità (dalle 10.00 alle 18.00) sessioni gratuite di massimo 30 minuti per sperimentare facili asana (posture), visualizzazioni, pranayama, ascolto del silenzio e di mantra, in profonda sintonia con lo spirito della giornata. Esperti, cultori, appassionati, praticanti e insegnanti yoga (tra cui la sottoscritta) saranno disponibili per offrire risposte a qualsiasi tipo di curiosità legata al mondo dello yoga (libri, letture, teorie, punti di vista …). Se vuoi approfondire, leggi anche: Giornata Mondiale dello Yoga significato ed eventi da non perdere in tutto il mondo

Dove:
SCUOLA YOGA SHANTI
Via San Secondo 51/6, Torino (zona Crocetta)

Informazioni: tel. 011/597153, 3921450777,
info@scuolayogashanti.it
www.scuolayogashanti.it
FACEBOOK: Scuola Yoga Shanti


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02 giugno 2015

#YOGA: 21 GIUGNO 2015 GIORNATA MONDIALE E SOLSTIZIO D'ESTATE – EVENTI IN ITALIA

Davanti al sorgere del Sole, all'alba di una giornata di Agosto, dalla terrazza della mia casa in Calabria

Giugno 2015 sarà il Mese dello Yoga per eccellenza, un mese di enormi potenziali per ciascun percorso di autorealizzazione e per l’evoluzione globale: l’Onu ha proclamato il 21 giugno "Giornata Internazionale dello Yoga", si tratta di un evento di portata storica, il perché lo spiego QUI:  leggi l’articolo su Quantic Magazine
Ecco una selezione di iniziative ed eventi in Italia:

21 Giugno (dalle 10.30 alle 18.30) OPEN DAY YOGA presso Scuola Shanti TORINO
Con l’obiettivo di diffondere lo yoga come filosofia pratica da applicare facilmente nel quotidiano, si offriranno senza soluzione di continuità, sessioni gratuite di massimo 30 minuti per sperimentare facili asana (posture), visualizzazioni, pranayama, ascolto del silenzio e di mantra, in profonda sintonia con lo spirito della giornata. Esperti, cultori, appassionati, praticanti e insegnanti yoga (tra cui la sottoscritta) saranno disponibili per offrire risposte a qualsiasi tipo di curiosità legata al mondo dello yoga (libri, letture, teorie, punti di vista …).
Dove: Via San Secondo 51/6, Torino (zona Crocetta)

Informazioni
: tel. 011/597153, 3921450777,
info@scuolayogashanti.it, www.scuolayogashanti.it, FACEBOOK: Scuola Yoga Shanti


21 Giugno (dalle 18.30) CONFERENZA ALIMENTAZIONE YOGA presso Accademia Yoga 1969 ROMA
Il Maestro Giorgio Furlan terrà un incontro gratuito e aperto a tutti sul tema dell'alimentazione naturale, consigliata a tutti i praticanti dello Yoga (e non solo), al fine di beneficiare al massimo delle tecniche, delle respirazioni e delle asana e per conseguire maggiore salute, equilibrio mentale e neutralizzare tutti i disturbi di carattere psicosomatico. Lo Yoga sostiene che l’individuo è: “il prodotto di ciò che mangia”. Un’alimentazione naturale, biologica e il più possibile vegetariana e la giusta combinazione degli alimenti in un pasto, determina potenziamento energetico, sonno ristoratore, equilibrio neurovegetativo, buon funzionamento digestivo ed intestinale, etc.
Dove: Via XX Settembre 58, Roma
Informazioni: tel. 06/4742427, www.accademiayoga.it, FACEBOOK: Accademia Yoga 1969


21 giugno LA NOTTE BIANCA DELLO YOGA IN TUTTA ITALIA
Il 21 giugno è il Solstizio d’estate, il giorno più lungo dell’anno e l’Italia intera si unisce nella vibrazione di un unico OM. La notte in cui esotericamente il sole e la luna celebrano  l’unione delle polarità maschile e femminile, sarà un tripudio di Eros = creatività e gioia interiore da sperimentare con qualsiasi tipo di pratica yoga, dall’Ashtanga al Kundalini, Bikram o Hatha Yoga, Iyengar o Jivamukti, Kriya o Mantra Yoga, Power e Yoga Nidra, Meditazione e Yoga per bambini.
Dove: tutta Italia
Informazioni: www.nottebiancadelloyoga.it


27 - 28 Giugno "I PASSI DEL CUORE" WEEKEND BENESSERE CON YOGA E REIKI A FIUGGI
Un piacevole fine settimana per rilassare il corpo, la mente e nutrire l’anima. Si condivide l’antica disciplina dello Yoga, l’Energia Universale del Reiki e l’Amore per gli Angeli con la guida di due donne eccezionali: Cinzia Onorati e Alicia P. Alicino.
Tra le pratiche che si sperimenteranno con Cinzia Onorati, due lezioni dello Yoga degli Angeli:
“Io Sono: l’Amore” per entrare in contatto con la parte più profonda del nostro Essere, il Cuore, dimora degli Angeli.
“Ananda: il Corpo Sacro” per risvegliare la sacralità del corpo e la gioia dello spirito attraverso la pratica delle asana e la ripetizione di mantra (affermazioni positive).
Inoltre, il Surya Namaskara: Il Saluto al Sole, ovvero lo Yoga come Preghiera:  asana abbinate al respiro consapevole come Danza per il Divino.
Alicia P. Alicino, invece, condurrà due incontri dedicati al Reiki con approfondimenti particolari sull’energia della Compassione di Kuan Yin, la Dea della Misericordia, entità illuminata che veglia sulla Terra, e sull’energia dell’Arcangelo Michele, attraverso il quale poter acquisire o approfondire la capacità di Sentire la realtà dell’Amore e del Bene, della forza pura di Luce che c’è in ognuno di noi.
Il weekend prevede anche libero accesso al SilvaSpa, centro benessere di oltre 1.000 mq, all’interno dell’hotel, aperto tutti i giorni dalle 09.00 alle 20.00.
Prenotazione obbligatoria entro e non oltre il 12 giugno.
Dove: Silva Hotel Splendid Fiuggi, Corso Nuova Italia, 40 Fiuggi (FR)
Informazioni e prenotazioni: 
Cinzia Onorati, cell. 393.228.1119, cinzia.onorati@gmail.com
Alicia P. Alicino, cell. 3498640549, avrahkadabra.rm@gmail.com

A proposito di YOGA, altri spunti:
B.K.S. IYENGAR 10 PERLE DI SAGGEZZA
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24 maggio 2015

DANCER IN THE DARK – QUESTA NON È L'ULTIMA CANZONE: NON ESISTE NÈ INIZIO NÈ FINE

ANTEFATTO
Una di quelle notti che non vai a dormire prima dell’una l’ho trascorsa nell’incubatrice del film Dancer in the Dark di Lars Von Trier, che si aggirava come uno spettro da qualche mese dentro casa dal momento che mi sono ritrovata il DVD senza nemmeno sapere come e perché: non l’ho comprato io e nessuno me lo ha regalato. Ma di certo quel Qualcuno che amo chiamare Universo me lo ha messo sotto il naso affinché lo vedessi. Tant’è. E’ stata una delle notti più terrificanti degli ultimi tempi. E ne sono infinitamente grata.

Che accadrebbe se, un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: «Questa vita, come tu ora la vivi e l'hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione - e così pure questo ragno e questo lume di luna tra i rami e così pure questo attimo e io stesso. L'eterna clessidra dell'esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello di polvere!». Non ti rovesceresti a terra, digrignando i denti e maledicendo il demone che così ha parlato? Oppure hai forse vissuto una volta un attimo immenso, in cui questa sarebbe stata la tua risposta: «Tu sei un dio e mai intesi cosa più divina»? Se quel pensiero ti prendesse in suo potere, a te, quale sei ora, farebbe subire una metamorfosi, e forse ti stritolerebbe; la domanda per qualsiasi cosa: «Vuoi tu questo ancora una volta e ancora innumerevoli volte?» graverebbe sul tuo agire come il peso più grande! Oppure, quanto dovresti amare te stesso e la vita, per non desiderare più alcun'altra cosa che questa ultima eterna sanzione, questo suggello?" (Friedrich Nietzsche, La gaia scienza, Libro IV, n. 341).

ASCOLTA IL TUO CUORE
Inizio dalla fine.  Lo strazio dell'ultima sequenza del film è reso tremendamente sublime da queste quattro parole – “ascolta il tuo cuore” – che fanno fare anche all’espiazione più crudele che ci sia quel salto nel vuoto atteso finalmente come una liberazione... L'attaccamento di Selma/Björk verso il figlio è paradossalmente il freno a mano che rende il momento conclusivo della sua folle corsa un ingolfamento da assenza di respiro. 
È il climax demoniaco dell’incontro ravvicinato con la Morte. Selma, la donna volitiva che reagisce a ogni sorta di difficoltà con una forza interiore commovente e a tratti persino irritante – e che riesce a pronunciare la frase “va tutto bene, me la caverò” persino dopo essere stata condannata alla forca – , prolunga la sua agonia urlando il nome del figlio che la tiene legata ben più forte del cappio al collo. A trattenerla non è l'amore per lui, ma l'attaccamento. Non il cuore, ma la mente. La liberazione, infatti, giunge da quelle quattro parole - che l'Amica/Catherine Denevue (Ermes, messaggera degli dei) le getta addosso come una pozione magica,  come una frusta imbevuta di ambrosia. È l’anticamera della resa totale, dell’abbandono, del Surrender …. 

Sembra quasi di sentirla – in un sipario di silenzio magistralmente orchestrato dalla spiazzante regia di Von Trier –  la crepa nell'anima di Selma, che a quel punto s'indonda di luce sonora, respira un fiato riappacificante,  materializza un dolce svanire … Selma inizia a cantare, quel solito canto che è controcanto alla cecità, che è  sogno ad occhi aperti, dialogo con il mondo dell’invisibile, quel suo fare di ogni rumore una partitura musicale su cui danzare insospettabili passi e parole nuove, quell’apertura alle visioni dell’anima che non hanno bisogno né di occhi né di occhiali (siete capaci di vedere il vento?), quell’ingresso sghembo disorientato goffo ma inspiegabilmente trainante e magnetico, come è Selma, nei meandri di luoghi inaccessibili a una coscienza ordinaria.

Ho visto tutto, ho visto il buio, ho visto la luce, in una piccola scintilla ho visto ciò che ho scelto e ciò di cui ho bisogno e questo mi basta, di più sarebbe avidità. Ho visto ciò che ero e so cosa sarò, ho visto tutto ormai, non c’è più nulla da vedere …

 


Ogni volta che Selma percepisce i rumori come ritmo, è il solletico dell’anima che sente, il daimon che ha impresso nel suo destino apparentemente ingrato l’orma regale della compensazione (“io sento musica” – è lo stupore costante di Selma): dove gli altri sentono solo rumore, Selma sente musica, è questa la sua alchimia, la trasmutazione del suo deficit visivo in una visione più grande, onnicomprensiva, extra-ordinaria… È il richiamo del tamburo sciamanico alla natura selvaggia, visionaria, danzante e potentemente creatrice, prodiga di Bellezza, una bellezza assoluta al di là del bene e del male. Per questo Selma “sopporta” ogni cosa, sembra vittima delle circostanze ma non lo è nemmeno per un minuto, la sua anima ha scelto fino all’ultimo dettaglio come portare a termine la sua missione, cruenta e spietata come può essere una belva che segue i ritmi e le leggi della Natura… 

"Nulla fa risaltare la luce,
la meraviglia, il tesoro,
quanto l'oscurità ...
Il recupero del divino
si fa nell'oscurità dell'Inferno,
o dell'Ade,
o «là»
"

(Clarissa Pinkola Estés,
Donne che corrono coi lupi)


Il cuore è sia la chiave che la porta di accesso al viaggio tra i mondi che Selma compie ogni volta che si sintonizza con i rumori-musica ed è il cuore a spalancarle la via per il sacrificio definitivo (sacrum-facere) che è chiamata a compiere, il suo darsi totalmente all’amore, uccidendo ego e personalità (attaccamento materno) e cedendo incondizionatamente all’anima nel gesto risolutivo del Darsi, suggellato – non a caso – dall’inizio del canto. Selma inizia a cantare, è il suo ultimo canto (che poi ultimo non è!) quello intonato al ritmo del cuore e che le fa dire – rivolgendosi sì al figlio ma ora con un sorriso implacabile sulle labbra: “questa non è l’ultima canzone, e questo è tutto”.
Perché non esiste né inizio né fine, nè attrazione nè repulsione, nè l'incontrarsi nè il separarsi... se permettiamo che lo sia, il Tutto.


They say it’s the last song
They don’t know us,
you see It’s only the last song If we let it be


Dicono che è l’ultima canzone
Non ci conoscono, vedi
È l’ultima canzonesolo se permettiamo che lo sia

18 maggio 2015

#VIAGGI, ECUADOR: LA DONNA E LO SCIAMANO DELLE ANDE (IL RITORNO A CASA)

“L’importante è avere ove recarsi”. Foto di Alessia Zuccarello AZ © 2015


La strada nella foresta era cosparsa di brina, l’odore di pioggia tropicale cospargeva nell'aria vagiti di fogliame tra le spire di nuvole mai completamente spente. La strada era cosparsa di sangue, quello che immaginava la testa di lei inciampando non per caso nell'ultima sera di luna piena prima di incontrare lo Sciamano delle Ande. Non ci fu né sangue né attesa, la consulta tra le fiaccole di timidi cieli avvenne come un lampo smarrito nel più grande orizzonte di una terra promessa. La consulta con lo sciamano le aprì le braccia e il cuore, perforando lo sterno con una voragine di amore. Ma questo lei ancora non lo sapeva. Leggi tutto il racconto su QUANTIC MAGAZINE

Sempre dall'Ecuador:

IL RITUALE AL RIO SANTIAGO
LA NOTTE PLUVIALE MI CHIEDE DI MORIRE PIU’ IN FRETTA
ECUADOR, PACHAMAMA E YOGA ANDINO

06 maggio 2015

#MAESTRI: KUNDALINI YOGA con SWAMI YOGASWARUPANANDA



Swami Yogaswarupananda, vice-presidente della Divine Life Society in India, discepolo del grande Guru Swami Sivananda Saraswati, drequenta da oltre 30 anni l’Accademia Yoga 1969 di Roma (via XX Settembre 58) 
dove propone seminari e incontri approfonditi di “Kundalini Yoga” durante i quali mostra particolari esercizi e pratiche yogiche utili per mantenere la giovinezza e la salute. 

Letture consigliate:
"Kundalini Yoga" di Swami Sivananda Saraswati acquistabile presso lo YOGA INTERNATIONAL BAZAR (Viale Regina Margherita 235, Roma), oppure online



Kundalini Yoga

CHI E’ SWAMI YOGASWARUPANANDA


Sri Swami Yogaswarupananda è vice presidente della Divine Life Society creata da Swami Sivananda (che operò anche come medico) con lo scopo di diffondere la conoscenza spirituale attraverso libri, conferenze, scuole di yoga, ma principalmente attraverso il lavoro dedicato agli altri. Nell’ashram di Rishikesh sono stati fondati un ospedale (i servizi offerti sono completamente gratuiti), una casa editrice, la Vedanta Forest Academy, scuole per i meno abbienti e nelle vicinanze un lebbrosario. Sri Swami Yogaswarupananda insegna yoga presso l’Accademia Reale del Nepal, tiene corsi sulla Bhagavad Gita presso la Yoga Vedanta Forest Academy di Rishikesh, è addestratore alla Royal Nepal Airlines, e autore del testo “Guida pratica allo Yoga” basato sugli insegnamenti personali di Swami Chidananda, presidente della Divine Life Society. Dice infatti Swami Chidananda nell’introduzione del libro: “Yoga è una scienza sacra e la sua pratica è primariamente un processo spirituale, anche se basato sul corpo fisico, sul respiro e sul controllo della mente. Lo scopo di questa scienza è di aiutare l’umanità a raggiungere la pace e la gioia.” (Fonte: integralyoga.it)

Segui Accademia Yoga 1969 su FacebookTwitter (@AccademiaYoga69)


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