30 gennaio 2016

#ISTANTANEE: SGRETOLIAMO L'OGGETTIVITA' DELLE COSE

Sulle ali della perfetta creatività...
"La mia vita è una danza che moltiplica all'infinito il mio corpo"
Tamburelliamo, sciamanizziamo
ritualizziamo la vita
sgretoliamo l'oggettività delle cose
sposiamoci con l'invisibile
facciamo anima
Spiriti a raccolta: 
drago, aquila, orso, genio, daimon, Samanta, 
ora siete tutti dentro il mio tamburo! 
Tutta l'esistenza non é che la danza di Shiva/Universo, 
tutta l'esistenza non é che danza, 
e non c'è danza senza suono 
e non c'è suono senza respiro... ‪

#‎nadayoga‬ ‪#‎tamburosciamanico‬ ‪#‎grazieuniverso‬

Seminario Nada Yoga e Tamburo Sciamanico - Nonterapia.ch

28 gennaio 2016

#MEDITAZIONE SOTTO LA PIRAMIDE CON LA LUNA PIENA


The Pyramid City of Kaiser copyright nethside 2012
“La meditazione fatta sotto la piramide è chiamata “La Meditazione della Piramide”. Le piramidi forniscono un ambiente estremamente energetico per la meditazione dei principianti ed agiscono come un moltiplicatore di forza per i veterani. La Meditazione fatta sotto la Piramide è tre volte più potente che eseguita in ambiente normale! Molte persone sperimentano calma e un totale rilassamento del corpo e una cessazione dei pensieri più ricorrenti e fastidiosi durante la Meditazione della Piramide. Questa Meditazione calma tutti i movimenti agitati della mente. E’la mente che con i suoi incessanti pensieri ci separa dalle benefiche influenze dell’energia cosmica. Una mente piena di continui movimenti del pensiero agisce come una barriera e non permette all’energia cosmica di entrare all’interno del nostro corpo e della nostra mente per purificarli. La semplice meditazione chiamata Anapana Sati ci conduce a liberarci dai pensieri indesiderati e svuota la mente. Quando la mente è vuota, l’energia cosmica inizia a riversarsi nel corpo e nella mente. Questo ci permetterà di ottenere una buona salute, una pace duratura, un intimo stato di gioia, una attivazione delle nostre percezioni extrasensoriali e molto altro ancora.” (Estratto da “Teachings of Brahmarshi Patriji” - Pyramid Spiritual Societies Movement, India).


COME INFLUISCE LA LUNA PIENA SULLE PRATICHE MEDITATIVE
"Il fenomeno della Luna piena appare quando il Sole la investe completamente con i suoi raggi, facendole cessare l’influenza negativa e occulta che possiede sulla Terra. Il periodo della Luna piena è il momento più opportuno per manifestare le Forze della Luce perché l'ascendenza sfavorevole della Luna stessa sulla Terra è al punto più basso, ed è in questi momenti quindi che le forze benefiche del Cosmo possono essere contattate con sicurezza e con grande beneficio per l’umanità. Come la Luna cresce e il disco si espande, tutte le persone di buona volontà in tutto il mondo, colgono l'occasione per ricevere luce, amore e potere dall'Universo attraverso la meditazione e l’invocazione di gruppo, per poi manifestare i benefici che hanno ricevuto nell'ambiente che le circonda e nei luoghi dove vivono." (Torkom Saraydarian, "Symphony of The Zodiac", 1988, Valencia, California, U.S.A. pag. V")

Luna piena sul Gange a Varanasi, India 16 marzo 2014 Foto ©CECILIA MARTINO 


DOVE PRATICARE LA "MEDITAZIONE DELLA PIRAMIDE"
Presso la Scuola Yoga Shanti di Torino (via San Secondo 51, tel. 011/597153). Prossimo appuntamento: lunedì 22 Febbraio, Luna Piena alle ore 19.30. La meditazione avrà luogo dalle ore 19.00 alle 19.40, in modo da ottenere il beneficio della Luna Piena 20 minuti prima e 20 minuti dopo quando il disco Lunare è pienamente illuminato. Si consiglia di venire verso le 18.45 per una breve spiegazione sui benefici della Meditazione della Piramide con la Luna Piena. E’ gradita un’offerta libera come contributo alle attività della Scuola Yoga Shanti diretta dal Maestro James Eruppakattu. La meditazione sarà condotta da Valerio Corino, insegnante riconosciuto dalla Scuola Yoga SVYASA in India.  


VIAGGIARE QUANDO C'E' LA LUNA PIENA

IL PROFUMO DELLA LUNA: un libro di potere, un'avventura d'amore e di iniziazione. Una spinta energetica potentissima! Informazioni: www.nonterapia.ch/il-profumo-della-luna





Il Profumo della Luna Voto medio su 5 recensioni: Da non perdere

20 gennaio 2016

#VIAGGI SRI LANKA IL SIMBOLO DELL'AQUILA - VOLARE LONTANO SENTIRMI RAPACE


Aquila dalla testa bianca, Castlereigh, Sri Lanka dicembre 2015 ©Foto CECILIA MARTINO


Vedere un'aquila che vola é già di per sé un segnale di buon auspicio. Figurarsi vedere un'aquila di mare testabianca (Haliaeetus leucocephalus)! Questa visione di cui siamo stati onorati durante il viaggio in Sri Lanka (e, a seguire ci sarebbe stato uno splendido pavone), ha immediatamente posto nella cavità più insondabile del mio cuore un senso di incoraggiamento per la "spedizione" sull'Adam's Peak di cui ancora non si sapeva nulla, né se ci fossero state le condizioni adatte per compierla, né quando si sarebbe eventualmente compiuta.


Aquila dalla testa bianca, Castlereigh, Sri Lanka dicembre 2015 ©Foto CECILIA MARTINO

Entrare in comunione con lo spirito degli animali é una benedizione che non può né deve passare inosservata. Niente può sostituire l'osservazione di queste creature nei loro habitat naturali, dal momento che questo ci permette di entrare in connessione con la Terra, gli animali e il Grande Mistero, l'Anima Mundi: é il potere magico dell'arte e della conoscenza sciamanica, il potere di comunione con le forze della Natura che non é fine a se stesso in quanto in questo modo si accetta di servire lo scopo evolutivo intrinseco nella Natura stessa. "La vita é di fatto una continua spinta evolutiva... L'amore é ciò che permette allo sciamano di essere un tutt'uno con il pianeta, riconoscendo nel pianeta e in tutte le creature che lo popolano un unico organismo vivente e consapevole. É dalla propria comunione con la Natura che lo sciamano trae la forza, il potere che gli permette di guarire, di prevedere, di conoscere e di agire" (Selene Calloni Williams, Yogin e sciamano). 

In Ecuador era stato lo spirito del corvo a parlarmi molto da vicino, ricordandomi il coraggio di entrare nell'oscurità del vuoto e nella magia irrazionale dell'ignoto, essendo il corvo il messaggero del Vuoto, il buco nero dello spazio che contiene tutta l'energia della fonte creativa. Con l'aquila questo coraggio si universalizza sotto il segno dello Spirito in quanto questo rapace che vola alto nei cieli con acutezza di visione, é il simbolo per eccellenza del Grande Spirito, la connessione con il Divino, può essere collegato infatti anche al sesto chakra nella fisiologia esoterica yoga (Ajna, il punto tra le sopracciglia, il terzo occhio, il sesto senso, la profonda visione interiore) e all'elemento aria che lo caratterizza. L'aria appartiene al piano mentale, in questo caso, della mente superiore. 


Castlereigh, Sri Lanka, dicembre 2015 ©Foto CECILIA MARTINO




Le penne dell'aquila sono considerate gli strumenti di guarigione più sacri e sono state usate per secoli dagli sciamani per purificare l'aura di chi é in difficoltà, i suoi occhi vigili che scrutano dall'alto l'insieme senza soffermarsi sul dettaglio sono l'invito ad allargare il senso del sé al di là dell'orizzonte limitato di ciò che é attualmente visibile. Sono l'azzardo a guardare più in alto e ad amare l'ombra così come la luce. Questo nobile rapace é il dono che offriamo a noi stessi per ricordarci della libertà dei cieli in cui danzando con chiarezza di visione - che é conoscenza allargata al mondo dell'invisibile, del Grande Spirito - si compie la magia dell'ottenimento di qualsiasi risultato


"Mi piace sentire 
la forza di un'ala che si apre 
volare lontano 
sentirmi rapace 
capace di dirti 
ti amo..." 

(Daniele Silvestri)

La Meditation Family in contemplazione dell'aquila, Castlereigh, Sri Lanka, dicembre 2015 ©Foto CECILIA MARTINO



L'aquila, infatti, é energia attiva dell'azione mirata, energia maschile - ce ne aveva parlato a lungo lo sciamano Shairy Quimbo in Ecuador, facendo il confronto con il condor il quale, invece, plana semplicemente su ciò che arriva, una forma di accoglienza incondizionata tipica dell'energia femminile. Se il condor si accontenta di ciò che già c'è (filosofia de planear), l'aquila fa in modo che le cose accadano (hacer que las cosas sucedan)... E come negare che nel fondermi con la Bellezza di quella visione improvvisa tra i cieli dello Sri Lanka, ho intensamente e visionariamente immaginato che si realizzassero le condizioni ideali per salire sullo Sri Pada, un'esperienza che non volevo assolutamente perdere! E siccome l'universo é grandioso quando lo si lascia fare non interferendo con la volontà di controllo propria della mente razionale, lo Sri Pada é stato solo l'inizio, anzi la continuazione, della magia di momenti perfetti vissuti durante il viaggio...


Castlereigh, Sri Lanka, dicembre 2015©Foto CECILIA MARTINO



Come l'aquila che vola alta nel cielo
vede i quattro continenti senza sforzo,
va senza paura per i dirupi e i precipizi
e domina tutti gli altri uccelli,
cosí se si prende una decisione risoluta
si arriva all'intuizione che i quattro demoni
sono privi di radice,
si dominano tutti gli spiriti malefici
e gli altri demoni della propria mente,
e si esaurisce la paura
dei tre stati inferiori dell'esistenza.
Comportandosi secondo le leggi
di causa ed effetto,
senza sapere che invero
la realtà é priva di radice,
si é come i rami di un albero ormai abbattuto

(Ma gcig, Canti Spirituali)

Donne tra le piantagioni di tè, Castlereigh, Sri Lanka, dicembre 2015 ©Foto CECILIA MARTINO

Sempre dallo SRI LANKA
Il potere del darsi: come chiedere all'Universo


... la realtà é priva di radice, si é come i rami di un albero ormai abbattuto ...




Letture consigliate
Yogin e sciamano - Guida alla conoscenza della pratica sciamanica, Selene Calloni Williams
Mantra Madre, Selene Calloni Williams
Le carte-medicina, carte sciamaniche di guarigione , Jamie Sams e David Carson
Canti Spirituali, Ma cgic Lab sgron


You've got to make a move
you've got to make it through
You've got to feel real of yourself
Devi fare una mossa
devi farlo attraverso
Devi sentire il vero te stesso
(Hindi Zahra)

Guardate il bellissimo video "sciamanico" di HINDI ZAHRA

17 gennaio 2016

#VIAGGI SRI LANKA LA SALITA SULL'ADAM'S PEAK (SRI PADA)

Adam's Peak, h 3.00 del 1 Gennaio 2016 ©Foto CECILIA MARTINO
Non mancava niente quella sera. La luna calante e una miriade di stelle palpitanti nel cielo terso della notte, dell'ultima notte dell'anno. Così avevano voluto gli spiriti del luogo e il monaco Thero ne aveva suggellato la decisione, complici anche le favorevoli condizioni climatiche. "Scaleremo l'Adam's Peak la notte del 31 dicembre di modo da essere in cima all'alba del primo giorno dell'anno nuovo!". 

Mai dono mi sembrò più immenso di questo, la scalata in notturna e l'alba letterale e metaforica di un nuovo anno in vetta allo Sri Pada, il sacro monte dello Sri Lanka nonché uno dei luoghi più mistici della terra dove si verifica il fenomeno unico al mondo del sole che albeggia per tre volte di fila. É vero, il tempo non esiste nell'incessante susseguirsi di istanti di esperienza nell'eterno presente in cui convergono tutti i passati e i futuri possibili, eppure ci sono momenti in cui senti che qualcosa di importante si compie - o si deve compiere attraverso di te - come in un rituale di passaggio, come su un campo di battaglia, Kurukshetra ... L'attraversamento della grande soglia, l'invito a compiere qualcosa di speciale, "pericoloso", faticoso, scomodo a tratti inspiegabile ma inevitabile, affinché ogni limite possa essere trasmutato in gioia di darsi, in pura emozione di rendere sacro anche solo il  passaggio temporaneo nel luogo che ti ospita, una folgore di ispirazione ed espiazione al tempo stesso, qualcosa di così trascendente che non può che passare attraverso il corpo, divorandolo senza troppi corteggiamenti preliminari. 

La salita sull'Adam's Peak,  1 Gennaio 2016 ©Foto CECILIA MARTINO





5200 scalini in salita costante e tutti irregolari non sono cosa da poco, il clima della foresta pluviale ti toglie il fiato, ogni passo é sudore che scivola sulla pelle, a guardare avanti non si vede mai la fine, chi ti accompagna prima o poi ti molla, perché lo Sri Pada é un amante che va incontrato in perfetta solitudine. E, alla fine, non puoi che essere solo lassù in cima, nel raccoglimento di tutte le forze che ti rimangono per superare l'ultimo tratto dopo le ore di scale e scale e ancora scale, quando sembra che sei giunto alla fine e invece é solo un'altra curva, un altro tornante intorno alla montagna, un'altra rampa di scale con lo scorrimano gelido e bagnato - nel frattempo si era scatenata una tempesta di vento e pioggerella fine fine ma tagliente e freddissima... - , con il mantra ben impresso nella mente, diventato un tutt'uno con l'affanno del respiro. 



Prima pausa dopo le prime 2 ore di camminata. Iniziano le allucinazioni :-)
Thero mi ha consegnato un mantra da recitare durante il tragitto, me lo scrivo sulle note del cellulare che tengo a portata di mano, perché tendo a dimenticarlo, o meglio, spontaneamente lo traduco in un altro mantra molto simile che appartiene allo Yoga Integrale. "No, quello sanscrito, questo pali" - mi rimprovera amorevolmente Thero quando ci ritroviamo nei luoghi di ristoro disseminati in vari punti del tragitto e mi interroga: "ti ricordi il mantra? Come fa?". Mi fa sorridere e nello stesso tempo mi ammanta di una grande forza questo sillabare interiore il richiamo al divino, a quell'invisibile per l'amore del quale sto celebrando tutta la fatica che si possa richiedere a un corpo pur in buona salute come il mio. A un certo punto della scalata, piú o meno a metà, c'imbattiamo in un gruppo di francesi guidato da un cingalese che per tenere vivi gli animi fa ripetere ad ogni passo versi tratti dal Dhammapada (come mi spiega Thero), testo del Canone buddhista,  e che terminano ritmicamente con un Sadhu Sadhu Sadhu che vuol dire Saggio, Divino, Beato. Sadhu Sadhu Sadhuuuuuuu, il cingalese urla e per un certo tratto mi unisco a questa eco lasciando momentaneamente il mantra di Thero, poi a lungo andare questo ritornello potenziato dalle spesse voci del gruppo di francesi ripetuto a cantilena finisce per snervarmi invece di incoraggiarmi, cosí riprendo a cadenzare la mia andatura con il respiro del mio mantra personale, lasciando che il gruppone con il cingalese canterino avanzi per un bel pò avanti a me. Ogni tanto, a più riprese durante il tragitto, la notte sempre più fitta e simultaneamente sempre più chiara nelle nebbie fuligginose dell'altitudine, mi restituisce in lontananza con la consistenza ovattata di un sogno, il suono Sadhu Sadhu Sadhuuuuuuu.... Una carezza sul cuore che non dimenticherò mai. 

Ultimo punto ristoro prima del tratto finale...

Dopo tre e ore e mezza arrivo in cima e credo di non aver mai visto una vetta così popolata come quella dello Sri Pada alle cinque e mezza del mattino del 1 gennaio 2016! Tanti i devoti locali, sicuramente più dei turisti o viaggiatori occidentali ammonticchiati per terra coperti da pile fino alla punta dei capelli per ripararsi dalla morsa del gelo nell'attesa dell'alba. "Ah già! Ma deve fare parecchio freddo quassù, mi avevano avvertito..." Me lo devo quasi far sovvenire come un ricordo perché io così freddo non lo sento, mi basta il maglioncino pesante con il cappuccio incorporato che avevo portato, lo zaino che mi fa da guanciale e il calore psichico della ripetizione del mantra o anche solo l'emozione di trovarmi lassù non mi fa percepire nessun disagio climatico. Mi accascio a terra tra un cane dormiente e una coppia di cingalesi intorpiditi in un abbraccio da chissà quante ore, e ringrazio l'universo per quel momento perfetto. Addento qualche anacardo rimastomi nelle provviste da viaggio a base di frutta secca e banane, scruto il cielo per carpire da che parte il sole avrebbe compiuto il suo triplice inchino, e mi abbandono al miracolo dell'esistenza. Sono qui. SURRENDER. Sola e con tutto il mondo, con le gambe a pezzi e l'anima riunificata nella commozione di avercela fatta. "Solo chi ha il cuore puro, arriva in cima" - dice la leggenda, una tra le tante che riguardano lo Sri Pada. Non so se il mio cuore é puro, penso, ma di sicuro é intensamente vivo, palpitante di piacere immoto, e nella sensazione di quella intensità così integrale ci ho personalmente messo il senso del mio essere giunta fin lì. Non sono migliore di altri, ma nella fortuna di essermi potuta concedere questa esperienza, avverto l'urgenza di offrirla alla Madre Terra, come riscatto per chiunque sia entrato nella mia vita fino a quel giorno, dai conoscenti ai famigliari, agli amici, agli amanti, agli amori, ai maestri, agli avi e antenati, come gesto d'amore irreversibile, come sigillo privato sciolto in un dono collettivo, universale. Siamo tutti Uno. Siete tutti qui con me, penso. 

... quell'unico istante infinito in cui ho abbracciato le mie gambe accovacciata a terra, tremante non di freddo ma di stupore, potendo dire "Ce l'ho fatta!"
Dopo qualche minuto o un tempo che non so bene quantificare perché di sicuro sono entrata in una dimensione alterata di coscienza meditativa e attonita di meraviglia (Emaho!), ma anche di stanchezza, vedo arrivare Thero e man mano altri compagni di viaggio... Compiamo insieme altri cerimoniali guidati da Thero (la puja con le nostre offerte avvolte in pezzi di stoffa bianca da appendere a un palo, l'inchino e l'offerta davanti all'impronta del piede gigante che per i buddhisti è di Buddha, per gli induisti di Shiva, per i musulmani di Adamo e per i cristiani di San Tommaso), per poi giungere al momento dell'alba che le nuvole nel frattempo vertiginosamente aumentate hanno per lo più celato. Il suono di bajan e mantra che sembrano ancora più altisonanti dopo tanto silenzio riassorbito dalla natura circostante, accompagna il primo chiarore del sorgere del sole, una luce che s'infiltra tra la coltre di nuvolaglia densa quanto basta per farmi esultare "Eccola, l'alba di un nuovo giorno!". 

In cima all'Adam's Peak h 6.30 circa 1 Gennaio 2016 © Foto CECILIA MARTINO
Eccola! L'alba di un nuovo giorno. 1 Gennaio 2016 © Foto CECILIA MARTINO





Poco importa se non ho potuto ammirare il sorgere del sole nella nitidezza che avrebbe garantito di scorgerne per tre volte la sua ascesa. Per me tutto si era compiuto nelle tre ore e mezza di scalata e la ricompensa non stava nella triplice alba, ma in quell'unico istante infinito in cui ho abbracciato le mie gambe accovacciata a terra, tremante non di freddo ma di stupore, potendo dire "Ce l'ho fatta!". 

Ad attendermi c'erano altre ben due ore di discesa (ancora più faticose della salita!). 
Ma questa è un'altra storia...



 

Sempre dallo SRI LANKA



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Sri Pada, la montagna sacra dello Sri Lanka, foto presa da Internet /You Tube


 

16 gennaio 2016

#VIAGGI SRI LANKA IL SIMBOLO DEL PAVONE


©Foto CECILIA MARTINO



Una leggenda Sufi racconta che Dio creò lo spirito sotto forma di un pavone e mostrò la propria immagine nello specchio dell'Essenza divina. Il pavone fu preso da un timore reverenziale e lasciò cadere delle gocce di sudore dalle quali furono creati tutti gli altri esseri. L'aprirsi della coda del pavone é il simbolo dello spiegamento cosmico dello Spirito. Nel Bardo-Thodol il pavone è il trono del Buddha Amitabha al quale corrispondono il colore rosso e l'elemento fuoco; è il simbolo della bellezza e del potere di trasmutazione perchè la bellezza delle sue piume si suppone prodotta dalla metamorfosi spontanea dei veleni che egli assorbe distruggendo i serpenti. Simbolo di immortalità in India (luogo originario di questo animale), simbolo cosmico per l'Islam, quando fa la ruota esso raffigura sia l'universo, sia la luna piena, sia il sole allo zenith. Nelle tradizioni esoteriche, simbolo di totalità in quanto nel ventaglio della sua coda riunisce tutti i colori, ma anche di impermanenza: tutto è sogno, tutto appare e svanisce come la coda del pavone che si apre e si richiude... (testo liberamente tratto dal Dizionario dei simboli di Jean Chevalier e Alain Gheerbrant). 

Certe mattine in Sri Lanka, iniziano così... 

©Foto CECILIA MARTINO
E iniziano molto presto perché, anche a voler dormire (non è il mio caso in quanto sono abbastanza mattiniera), il richiamo della Natura è talmente deciso e insistente che è praticamente impossibile resistere, e si fa notare in tutti i sensi, specie quelli acustici: un concerto di cinguettii e altri versi indefinibili (nel VIDEO alla fine del post potete farvi un'idea) rimbomba fuori dai bungalow così forte che vanifica qualsiasi pigrizia residua di non aprire gli occhi e seguire il ritmo naturale del risveglio. Di sicuro, tra questi versi, c'è anche quello del pavone che, meraviglioso nella sua postura regale, si adagia tra i rami di un albero proprio lì vicino. 

©Foto CECILIA MARTINO
Avevo appena socchiuso la porta della stanza per respirare a pieni polmoni il primo soffio del mattino con l'odore dell'oceano a pochi passi, vedo Nilan (il ragazzo che ci accompagna e fa da guida per tutto il viaggio, insieme a Thero) sbracciarsi nella mia direzione e farmi cenno di andare da lui... "Vieni Cecilia, vieni, guarda, guarda c'è un pavone". Mi arrivano prima i colori che le forme, un acquarello di bellezza mi sporca l'anima e ..."non l'avevo mai visto un pavone così nel suo stato naturale selvaggio e indisturbato" penso … Ringrazio all'istante l'Universo per il dono e mi affretto a tornare in camera per prendere la macchina fotografica per tentare qualche scatto più ravvicinato. Con lo zoom riesco a vederlo ancora meglio, mi scintillano gli occhi nel blu del suo collo, mi scivola il respiro tra le piume verdi della sua coda chiusa... 

©Foto CECILIA MARTINO
L’anima del mondo si affretta a sussurrarmi malie inconfessabili, il Genius Loci, lo spirito del luogo diventa immediatamente più spesso, acuto, inizia la danza con quel mondo dell’invisibile che non attende altro che essere riconosciuto e amato. Tutto è anima e tutto ha un spirito, comunicando con lo spirito del pavone ne assorbo le qualità celebrando lo scambio con una formula psichica della creazione immaginale che invita a “prendere con sé” la bellezza quando la si scorge, per riassorbirne l’immagine lasciandola svanire, ripetendo come un mantra “vieni con me, vieni con me”. 


©Foto CECILIA MARTINO
Basta davvero poco per compiere rituali in onore della bellezza, per riappropriarsi di quella forza che deriva dal sentirsi parte di un flusso inarrestabile di amore, per entrare nel rapporto creativo con l’aspetto spirituale (cioè invisibile) che permea ogni cosa e che nei luoghi di natura più selvaggi di sicuro è più pregnante. E’ quell’attitudine sciamanica a prestare attenzione ai particolari e a prestare attenzione in generale, perché la bellezza si svela solo agli occhi di chi la sa guardare. “Lo sciamanesimo è attenzione”. L’attenzione è presenza. La presenza è meditazione. Sathipattana. Tutto torna, tutto è collegato, tutto è anima. E non resta che una cosa da fare: fare anima.

Camminate sempre sul fermo suolo della non-oggettività delle cose (Milarepa)