15 febbraio 2016

I GRANDI MAESTRI DELLO #YOGA: PARAMHANSA YOGANANDA AUTOBIOGRAFIA DI UNO YOGI


"La tecnica di meditazione, il ricaricare la batteria del corpo di energia cosmica, non è una verità di fede o un dogma, ma una scienza dell'anima e dello spirito... Per molti lo yoga è diventato qualcosa di simile all'esercizio fisico, ma è incentrato sulla mente... Attraverso questo corpo, molti riceveranno l'illuminazione spirituale, dono dell'India". 

Dal 16 Febbraio 2016 al cinema è stato proiettato in poche date speciali, Il Sentiero della Felicità - Awake, the Life of Yogananda, film documentario sulla vita del celebre maestro indiano Paramhansa Yogananda, autore di Autobiografia di uno Yogi, un classico della letteratura spirituale che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo e che ancora oggi costituisce un riferimento essenziale per ricercatori, filosofi e cultori dello ‪yoga‬. Girato in tre anni, con la partecipazione di 30 paesi ... A quanto pare Steve Jobs aveva un solo libro nel suo Ipad: l'Autobiografia di uno Yogi. 


AUTOBIOGRAFIA DI UNO YOGI è un libro commovente, intenso, semplice e al tempo stesso profondissimo, come chi l'ha scritto, la grande Anima del Maestro Yogananda. Dietro al destino eccezionale toccato a questo Maestro si scopre un percorso umano fatto di dubbi, incertezze, tormenti, debolezze e sofferenza che la forza spirituale di Yogananda è riuscita a trasmutare fino in fondo. Di Yogananda si conoscono le grandi frasi ispirate, gli aforismi illuminanti che fanno il giro del web, ma forse si conosce meno la sua tormentata vicenda personale, dall'infanzia all'adolescenza, il suo lato più "umano" che fa apprezzare ancora di più la grandezza di questo Guru: un incoraggiamento per tutti gli ostacoli che si incontrano nella via dell'autorealizzazione. Un libro fondamentale, al pari della Bhagavad Gita, per il ricercatore spirituale che magari si sente scoraggiato per le difficoltà inevitabili che incontra nel suo cammino. Un libro da cui lasciarsi ispirare. Ed emozionare.


Autobiografia di uno Yogi Voto medio su 32 recensioni: Da non perdere
Un altro libro - tra i molti - di Yogananda che consiglio è ALIMENTAZIONE YOGA. Come ogni testo di Yogananda, anche questo è una fonte inesauribile di saggezza. Con una pecca, forse, per noi occidentali: la maggior parte delle ricette è un pò lontana dal nostro mondo, nel senso che utilizzano ingredienti molto specifici dell'India, difficilmente reperibili nei supermercati italiani. Ma nulla esclude di prendere spunto da queste ricette per elaborazioni creative più fattibili nelle nostre cucine, cambiando qualche ingrediente. Pezzo forte, invece, è a mio avviso la lunga parte introduttiva del libro, incentrata sull'argomento cibo e salute. Sono pagine di fondamentale importanza per chiunque aspiri a uno stile di vita sano sia dal punto di vista fisico che mentale, con suggerimenti pratici su come concretizzare nella vita quotidiana un regime alimentare equilibrato, energetico, gustoso ma anche "spirituale", tenendo conto che "noi siamo quello che mangiamo". Un libro imperdibile per chi pratica yoga ma consigliato a tutti per l'irrefrenabile carica positiva che trasmette. 



"Di regola la parola "cibo" viene usata soltanto in relazione al nutrimento fisico; ma vi sono altri tipi di cibo e cioè l'energia mentale, o la concentrazione, e la saggezza divina. Il primo (cibo materiale) ricarica la batteria del corpo; il secondo (la concentrazione) ricarica la batteria della mente; il terzo (la saggezza divina) la batteria dell'anima. Avete mai analizzato la vostra dieta magnetica mentale? Mentre sappiamo che gli alimenti materiali riforniscono il corpo di energia, dobbiamo anche ricordare che i buoni pensieri sono cibo nutriente per la mente, e che i pensieri di qualsiasi altra natura sono velenosi per la salute del corpo e della mente" (Tratto da "Alimentazione Yoga")


Alimentazione Yoga Voto medio su 3 recensioni: Sufficiente
Yogananda - che ebbe come esplicito mandato divino quello di promulgare il suo insegnamento in Occidente - era molto attratto dalla figura di Gesù la cui lettura attenta agli occhi di qualsiasi sincero ricercatore spirituale non può che rimandare molteplici assonanze con la tradizione orientale. Pagine esemplari in tal senso sono quelle del libro LO YOGA DI GESÙ. Ne avevo approfondito la tematica in questo articolo: Lo Yoga di Gesù, il significato esoterico del Natale



Altri consigli di lettura "yogici" li avevo dati qui: 






















LE MIE 5 CITAZIONI PREFERITE DI YOGANANDA

1. “La libertà dell’uomo è definitiva ed immediata, se così egli vuole; essa non dipende da vittorie esterne, ma interne.”

2. “I vostri due occhi fisici vi inducono erroneamente a pensare che questo mondo di dualità sia reale. Aprite il vostro occhio spirituale e vedete la vostra forma invisibile. Se, nel silenzio interiore, il vostro occhio spirituale è aperto, l’invisibile diviene visibile.” 


3."Quando avete imparato ad essere felici nel presente, avete trovato la giusta via che conduce a Dio".


4. "Constatare che il mondo è un sogno senza cercare di raggiungere nella meditazione la realizzazione effettiva di questa verità, può condurre al fanatismo".


5. "Con la pratica della meditazione scoprirete che avete un paradiso portatile nel vostro cuore"





Altre Frasi per lasciarvi ispirare dai grandi Maestri: 
A Varanasi, India, Marzo 2015

09 febbraio 2016

#FILM: CAROL “Dimmi che sai cosa stai facendo – Non l’ho mai saputo”


Cedo alla tentazione di scrivere – o almeno di provarci – ispirata da uno dei film più belli che io abbia visto negli ultimi anni. CAROL. Mi vengono i brividi solo a scrivere queste cinque lettere. Leggi tutto l'articolo qui


L’amore è la Forza universale, l’amore è la Forza che sta alla base di qualsiasi creazione, l’amore è la Forza che non ha altro fine se non il suo compimento e per questo, quando s’incarna in anime che si lasciano andare alla sua “chiamata”, diventa irreversibile, inarrestabile, infallibile. E vince. Amor vincit omnia. Anime, appunto. Non generi sessuali. Avevo già accennato a quest’argomento in un altro articolo: ANDROGINIA, AMORE E ANIME GEMELLE


... E se è vero, come è vero, d’accordo con Dostoevskij, che la Bellezza salverà il mondo, di sicuro è questa Bellezza di un ordine superiore, melodioso e armonico delle cose che salva il finale del film dalle solite tragedie cui le pellicole di genere ci hanno, più che abituate, direi sfinite. E mi fa sorridere che il film venga catalogato come “drammatico”. Dipende dai punti di vista, certo. Leggi tutto l'articolo su CAROL qui

Alcuni incontri cambiano la vita - Torino, 6 febbraio 2016

"Sarebbe stata Carol 
in un migliaio di città,
in un migliaio di case, 
in terre straniere 
dove sarebbero andate insieme,
in paradiso e all'inferno"


Letture consigliate
Carol (The Price of Salt) di  Patricia Highsmith
Anime Gemelle Anime Compagne di Saint Germain

06 febbraio 2016

#VIAGGI SRI LANKA WELIGAMA, TUFFO NELL'OCEANO DEL FARE ANIMA

Oceano Indiano, Weligama ©Foto CECILIA MARTINO
Procedendo da Hatton, nel cuore delle piantagioni di té, verso la baia più grande dello Sri Lanka, si attraversano strade dove la foresta ti sembra di poterla afferrare con il palmo della mano mettendo le braccia fuori dal finestrino, piante con foglie giganti, palme, contorsioni di verde in tutte le loro sfumature e, in lontananza, scrutando un po’ più in profondità oltre il groviglio di radici e rami, ogni tanto puoi scorgere qualche corso d'acqua che intona il suono della cupa trasparenza di ogni foresta pluviale che si rispetti. 


 
E poi ci sono le soste, quelle per ritrovarsi con un cocco in mano a tirare con la cannuccia la bevanda più dissetante di ogni paradiso tropicale del mondo, l’acqua di cocco, mentre un camaleonte scambia effusioni e colori con un pezzo di legno in terra ricordandoti che non c'è modo migliore per conoscere una cosa che diventare quella cosa (la maestria nell'empatia) e un’iguana fa capolino dal tronco di un albero davanti alle increspature bianche dei movimenti fluidi dell’Oceano Indiano. 
  
"Sei tu che contieni il mondo, e non viceversa... non devi fare assolutamente niente per essere felice, per sentirti pienamente realizzata, se non ciò che stai già facendo, e cioè vivere e sognare". 

Siamo quasi a Weligama, uno di quei luoghi che sta al fare anima come il fuoco alla fiamma di una candela, come le onde al mare e il crepuscolo al sole … “I luoghi dove i ricordi possono essere più densi sono i luoghi migliori per parlare con gli dei". Qui l’incontro con la Madre selvaggia e i maestri del passato sempre vivi fluisce solido come le canne degli ultimi pescatori ancora presenti nel villaggio. E’ un luogo dove i turisti non possono arrivare, è selvaggio e ancora non completamente abilitato all'accoglienza dei viaggiatori. E noi ci siamo arrivati. 

Oceano Indiano, Weligama ©Foto CECILIA MARTINO
Qui Selene ha vissuto 6 anni a contatto con il suo maestro Michael Williams, qui ha meditato negli eremi della foresta apprendendo le basi di quella che sarebbe diventata la sintesi più rivoluzionaria delle pratiche di matrice sia orientale che occidentale, lo yoga sciamanico. E qui - mi viene da dire – qui è nato Tutto. E chi ha letto – tra gli altri della stessa autrice – il bellissimo libro "James Hillman il cammino del fare anima e dell’ecologia profonda" può capire a cosa mi riferisco, e potrà avere lo stesso sussulto d’anima che mi ha colto non appena messo piede a Weligama. 

"L’insegnamento del maestro è espressione della reale natura delle cose; come il riflesso della luna sull’acqua, esso è vivido e  presente, anche se non ha sostanza alcuna, ti guida, come luce nella notte la cui sorgente è pura e perenne vacuità".

Qui ci sono alcune piante suscettibili al tocco che, appena le sfiori, si schiudono come fossero fiori, come se la magia avesse urgenza di dimostrarsi nelle sue sfaccettature più inverosimili, e ti aspetti da un momento all'altro di trovarti davanti qualche fatina o folletto, gli spiriti dell’Underworld con cui si entra in contatto prestando attenzione, la famosa attenzione che è la chiave dello sciamanesimo come mi piace ripetere spesso nei miei post, facendo eco alle parole di Michael Williams a Selene: "Lo sciamanesimo é attenzione" ... 

Oceano Indiano, Weligama ©Foto CECILIA MARTINO
Qui ci sono‎ sfumature di cielo visibili a occhio nudo, nudo nella visione interiore e persino il riverbero delle onde sulla sabbia ha un colore e un calore diverso... Immergersi in queste acque cogliendone il sibilo a fior di pelle mentre il resto del mondo sembra riassorbirsi all'istante alla prima bracciata a stile libero, é come un'abluzione nel vuoto - "non il nulla, ma la chiara luce dell'esistenza primaria" - tra il volo di gabbiani e quell'unico pescatore che, in un anfratto di oceano, compie il suo rituale indisturbato, nell'armonia di ogni cosa che si compie senza sforzo, nel ritmo della bellezza che non si attacca al proprio compimento. 

"Il suo corpo é vuoto come una canna di bambù e la sua coscienza é al di là dei pensieri  come il centro dello spazio". 

Pescatore a Weligama, Sri Lanka 4 gennaio 2016 ©Foto CECILIA MARTINO
Dopo il bagno corro a prendere la macchina fotografica per immortalare quel quadro vivente con l'adagio quasi furtivo di chi sta entrando nell'intimità di qualcuno, rimango a distanza per non osare l'invadenza, qualche scatto e poi mi ritiro sullo scoglio più alto per godere il panorama respirando fin nel midollo ogni cellula di vento e salsedine che quella prospettiva aerea mi concede e al mio ritorno il pescatore é lì, alla base della roccia, che segue incuriosito il mio saltare a piedi nudi e con il solo costume addosso, da un sasso all'altro, simile alla corsa di una gazzella, e quando arrivo alla fine, dopo l'ultimo balzo, mi sorride. Lo saluto semplicemente con un cenno di occhi simile a un battito di ciglia perché ho le mani occupate dalla macchina fotografica, ma in quell'incontro fugace di sguardi ci ho lasciato transitare tutte le storie che non sono state mai scritte, tutte le parole che non sono state mai dette, tutte le formule magiche che non sono state mai pronunciate, tutto l'amore che non ha bisogno di troppi convenevoli. "Vieni con me, vieni con me" - ho ripetuto nel silenzio del muto stupore la formula psichica della creazione immaginale per portarmi quel tocco di animica complicità ‎ per sempre nel mio andare. 

Pescatore a Weligama, Sri Lanka 4 gennaio 2016 ©Foto CECILIA MARTINO
Ovunque io vada, il passo selvatico della gazzella e il ritmo preciso del predatore con il suo retino per pescare, abbarbicato su un tronco di legno piantato nel mare, mi ricorderanno la danza del sole e del vento di quel giorno a Weligama. "La via spirituale non si percorre muovendosi da un punto all'altro, ma facendosi cosí attenti da scoprire che tutto é già qui, esattamente dove ci troviamo ora. La ricerca interiore non é finalizzata alla scoperta di segreti, al cambiamento dello stato delle cose, ma al risveglio del potere dell'amore che permette di realizzare la totale perfezione del mistero di ogni cosa che esiste". Weligama, lo Sri Pada, l'Himalaya, il Gange, o l'aiuola sotto il tuo condominio. Non c'é differenza per la coscienza che gioisce della sua esistenza. Sat Cit Ananda, la beatitudine é un atto di presa di coscienza, afferrare nell'intuizione di un lampo che tutto é sacro, che la bellezza é ovunque, che ogni momento é quello che é e che deve essere. Perfetto. Segreto e immenso, come l'amore.

Ninfee, Sri Lanka 2016 ©Foto CECILIA MARTINO

"Ogni cambiamento nel corso della nostra vita é una metafora della morte e rinascita, é un passaggio dalla strettoia. E ogni morte e ogni nascita é, a sua volta, una metafora dell'amore. Tutto è immagine, riflesso, eco di un amore originario. Darsi a quell'amore é la missione della nostra anima".

La baia di Weligama, Sri Lanka ©Foto CECILIA MARTINO

Libri delle citazioni usate, di Selene Calloni Williams

Iniziazione allo Yoga Sciamanico, viaggio ai confini tra lo spazio e il nulla






03 febbraio 2016

SCOPRIRE LA MISSIONE DELLA PROPRIA VITA E COMPIERE SCELTE DAVVERO LIBERE

























Quando dobbiamo prendere decisioni, fare delle scelte, compiere delle azioni, dovremmo ricordarci di seguire le tracce dell’anima e non i consigli dell’ego, il che implica di connettersi con un ordine naturale delle cose che non ha niente a che vedere con i dettami discriminanti della ragione basati sui concetti di bello, brutto, giusto, sbagliato, semplice, complicato. Nell'ottica di una giustizia naturale che segue cioè l’ordine primevo delle cose – il flusso ritmico della natura, la grande Madre, l’istinto, le viscere dell’anima selvaggia -, non tutto quello che accade é necessariamente docile, clemente, “pacifico” e rassicurante,  può apparire anzi tremendo, crudele e alla prima incomprensibile. Perché? 

Te lo spiego meglio qui. Leggi tutto l'articolo su QUANTIC MAGAZINE: Scoprire la missione della propria vita: giustizia naturale versus giustizia sociale

Il reame dell’invisibile (lo spirito, l’anima, Dio, Daimon o in qualunque modo si voglia chiamarlo) che permea ogni situazione della nostra vita é la grande Terra di Mezzo dove nascono tutte le immagini performative della realtà, quelle che rendono manifeste le situazioni che andremo a vivere (persone, incontri, esperienze, pensieri ed emozioni dominanti). É soltanto accedendo a questo luogo dove vige l’impermanenza nella morte dell’Io, il disvelamento cioè della sua illusione a sentirsi separato dal Tutto, che si possono compiere scelte davvero libere, in linea con la missione della nostra anima e non sostenute dalla gratificazione della personalità egoica. 


Come fare ad accedere a questa meravigliosa Terra di Mezzo, la Shambhala dei tibetani o la Pandora di Avatar



"Nulla si compie di ciò che è atteso, 
ma un dio trova la via dell’inatteso" 
(Euripide)

India, Varanasi, Holy Festival marzo 2014

“Ti compete soltanto l’agire, non mai i suoi frutti; 
non sia il frutto delle azioni motivo del tuo agire, 
nè sorga in te adesione al non agire” 
(Bhagavadgita)

Sri Lanka, dicembre 2015

“Permanendo nello stato naturale, 
io vado ovunque senza paura” 
(Thónbàn Hlá)

Ecuador, villaggio di Timbirè, aprile 2015
“Perciò si stia rilassati 
in una condizione libera! 
Tutto sia fatto lasciando ogni cosa 
nel suo stato naturale” 
(Ma gcic Lab sgron) 

Lago di Bolsena, agosto 2011

“Non lasciare che la prudenza del mondo 
mormori al tuo orecchio. 
É giunta l’ora dell’inatteso”
(Sri Aurobindo)

Torino, giugno 2014
“Ci vuole più coraggio a farla finita 
che a scrivere un verso nuovo: 
ciò sanno i medici e i poeti”
(Nietzsche)

Sema (cerimonia) dei Dervisci, Istanbul, agosto 2012
"Quando non chiedi niente né al mondo né a Dio, quando non vuoi nulla, non cerchi nulla, non attendi nulla, allora lo Stato Supremo verrà da te inaspettatamente, senza che tu l’abbia invitato! Il desiderio di verità è il migliore fra tutti, ma è pur sempre un desiderio. Tutti i desideri devono essere abbandonati perché la Realtà affiori. Ricordati chi tu sei. Ecco il tuo capitale con cui puoi lavorare. Fallo circolare e ne trarrai notevole profitto. Quando incontri il dolore, la sofferenza, stai lì, non andartene. Non precipitarti ad agire. Non sono né il sapere né l’azione che possono veramente aiutare. Stai insieme al dolore e metti a nudo le sue radici. Il mondo è appeso al filo della coscienza: se non c’è la coscienza non c’è nemmeno il mondo. Quando ti rendi conto che il mondo è una tua proiezione, sei libero dal mondo. L’uomo realizzato sa quello che gli altri conoscono per sentito dire, ma non hanno mai sperimentato direttamente. Ogni cosa esiste nella mente; anche il corpo è l’insieme di un’infinità di percezioni sensoriali che si integrano nella mente, e ogni percezione è uno stato mentale… Sia la mente che il corpo sono stati intermittenti. Il sommarsi di questi momenti di percezione crea l’illusione dell’esistenza. La mente non può sapere quello che c’è aldilà della mente, ma quello che sta aldilà della mente conosce la mente. La fine del dolore non è nel piacere. Quando ti rendi conto di essere aldilà del piacere e del dolore, in disparte ed inattaccabile, allora smetti di inseguire la felicità e se ne va anche il dolore che ne consegue. Perché il dolore anela al piacere e il piacere finisce inesorabilmente nel dolore. La sofferenza è interamente dovuta al fatto che ci attacchiamo a qualcosa oppure facciamo resistenza a qualcos'altro; è segno che non abbiamo voglia di muoverci, di fluire con la vita".  

(Sri Nisargadatta Maharaj)