29 aprile 2023

Biofilia, Realismo Magico e Arte ritualistica: in due parole Laura Shashi


"Biofilia. Creare una connessione con la Natura negli ambienti dove viviamo. 
Si tratta del nostro legame con la natura, risultato di un processo evolutivo di milioni di anni. L’uomo proviene dalla natura ed è al suo interno e in interazione con essa che si è evoluto: va quindi considerato un elemento della natura, come tutte le altre forme di vita. In noi agisce la stessa forza vitale che è presente negli animali e nelle piante, e facciamo parte della rete della vita, del “Web of Life”, per usare l’espressione coniata da Edward O. Wilson.  Nel suo libro Effetto Biofilia Clemens G. Arvay definisce la Biofilia come quell’istintiva attrazione che l’uomo ha nei confronti della natura. Biofilia significa riconnettersi con le nostre vere radici, che non crescono nel cemento.  Vuol dire esperienza della natura e dei luoghi selvaggi, bellezza ed estetica naturale, liberazione dalle catene e guarigione. Quest’approccio alla progettazione riporta lo sguardo sulla centralità e il benessere della persona."
(Da un post di Laura Shashi @Premluna su Instagram) 


L'INCONTRO

25 aprile 2023 Castiglioncello (LI) 

Ci siamo incontrate tra i prati in fiore della campagna toscana - e dove sennò! Da un lato il mare, dall'altro il firmamento verde di una primavera in fiore esaudita come un desiderio. Siamo a Castiglioncello, una frazione del comune di Rosignano Marittimo, in provincia di Livorno.
Da una creatura così immersa nella sperimentazione della Biofilia, così consacrata all'universo naturale, così innamorata dei suoi colori salvifici tratti dalla Natura stessa qual è Laura, non potevo aspettarmi incontro diverso.
Ci corrispondiamo all'istante in molteplici sfumature d'essere.
Io utilizzo le parole, la poesia del Verbo, come viatico del sentire cosmico, lei utilizza la poesia del Colore, ma la tela di fondo ci ricongiunge alla medesima intuizione: il fluire con una creazione che nasce spontanea da un'attesa, più che da una pretesa. Da un riposo di intenzioni, più che da sforzi personali.




L'interiorizzazione, la meditazione, il contatto con la quiete del Sé profondo e puro è il terreno preliminare. 
Si lascia spazio al silenzio, alla dimora lenta del presentimento che qualcosa possa crearsi mediante tale resa. Si inizia con un gesto. Ogni inizio ha radici su un terreno non ancora visibile.  

Laura imprime fondi di colore sui suoi fogli bianchi lasciando fluire un dipinto che
emerge da solo quasi come apparizione dal mondo dell'invisibile.
Così è stato, ad esempio, per il dipinto dal sottotitolo WE ARE ONE (NOI SIAMO UNO), incredibile miraggio di composizione armonica a 4 mani, due di Laura e due dello Spirito che voleva emergere completando la figura "ad immagine e somiglianza" di un Essere con fattezze di cielo, di terra, di aria, di vento, di Dio… 
A completare i dettagli come rifiniture grate in una filigrana amalgamata nel vuoto, ci pensa la visione gentile e maestria rituale di Laura, la quale - come mi racconta - rimane lei stessa estasiata e stupita del risultato che arriva quasi a compimento di una promessa tra lei e l'Infinito: "è accaduto di nuovo! La magia è compiuta!". E in questo risultato, la fede si rinnova, le energie si rimescolano in aspirazione sempre più elevata, la gratitudine si amplia a grido universale, l'Arte compie finalmente la sua missione primigenia: quella di sanare, guarire, trasformare, alchimizzare, celebrare, sacralizzare. E di fronte al dipinto WE ARE ONE non si può rimanere indifferenti, una linfa scorre come preludio di una più intima comunione.


WE ARE ONE - NOI SIAMO UNO


Così come nelle altre Opere di Laura Shashi, c'è un respiro che palpita, sembra di sentire il fiato tra le venature di colori, qualcosa di vivo e vitale. Non un "oggetto" da attaccare alla parete, bensì un organismo vivente più simile a un prato fiorito, a una pianta, a un acquario o meglio ancora un fiotto di mare aperto, a un oblò spalancato sulla volta celeste, a una fossa di terra fermentata dalla stagionalità del caos,  a una pacciamatura dell'anima, alla linfa vitale del nostro stesso corpo. Di fronte a queste "creazioni organiche" viene voglia di inchinarsi, di salutarle come ad aspettarsi una risposta. 

Mi sono innamorata a prima vista di questo dipinto in particolare, e sono molto contenta di averlo potuto acquistare direttamente dalle mani di Laura, sacerdotessa lunare che sembra evocare quel "real maravilloso" confacente al Realismo Magico della corrente stilistica di matrice latino americana… Ed in effetti, la Pachamama è molto presente nell'opera di Laura, così come nella sua vita.

Guardandolo, mi immergo in molteplici sensazioni che lasciano spazio a una predominanza di fondo: l'armonia totale del Surrender. Quel volto chinato sulla spalla destra che è anche pendice di montagna, vello muschiato di Madre Terra, abisso fluorescente di barriera corallina. Un altro volto dall'alto veglia o accompagna, o dona visione, occhi come palpebre che mormorano segreti antichi, la compenetrazione degli elementi a ricordarci che siamo fatti di Natura, macrocosmo nel microcosmo, impermanenza e immortalità, superamento degli opposti, non-dualità, immensa pace. 

FITO 

Laura e alcuni suoi dipinti esposti da FITO Ristorante Vegetale
nel Parco del Castello Pasquini a Castiglioncello 


Attualmente il dipinto WE ARE ONE, insieme ad altri di più grandi dimensioni, è esposto presso FITO - Ristorante Vegetale e Cocktail Bar Botanico (zaap.bio/FITO) situato all’interno del Parco del Castello Pasquini, negli spazi recuperati e ristrutturati dell’antica Limonaia, all’ombra dei lecci del Castello Pasquini a Castiglioncello. Dal greco phyton (pianta), FITO è una cornice perfetta per i lavori di Laura e viceversa: le opere organiche di Premluma restituiscono all'ambiente il Respiro Vitale di cui il ristorante si fa portatore sano mediante il cibo e la cultura dell'alimentazione vegana, vegetale, integrale.
Un luogo davvero straordinario, a cominciare dalla location, guidato da principi etici che si riflettono in pietanze ottime in gusto, qualità degli ingredienti, amalgama dei sapori, cura dei dettagli, cortesia e accoglienza dello staff.



 LAURA SHASHI TROIANO TABLEAUX LUNATIQUES


Laura Shashi studia letteratura e si specializza nelle Arti Visive a Firenze e a Parigi.
Usa i colori come flusso di energia per intraprendere un percorso sciamanico/psico-magico alla ricerca di armonia tra se stessa e l'infinito. 
Collabora con Interior Design creando un nuovo concetto di Aesthetic Health per migliorare la vibrazione dei luoghi da abitare e "tendere al meraviglioso".

Sull'Opera di Laura, leggi anche:

OCEAN Laura Shashi | Tutti dovremmo avere una vita vista mare

Yoga Mala Postcards - Articolo su Yoga Magazine

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Instagram @tableaux_lunatiques


LE RADICI ORGANICHE DELLA POESIA: 5 SPUNTI DI INCARNAZIONE POETICA 

14 marzo 2023

Equinozio di Primavera | Accogliere la nuova luce a piccoli passi : pratica del respiro arcobaleno


La nuova stagione avanza, l'Equinozio di Primavera consacra l'uscita dal momento più buio dell'anno e il graduale aumento delle ore di luce. La voglia di uscire e di stare all'aria aperta si fa sentire ed è un richiamo salutare, se accolto unitamente alla consapevolezza che esiste un equilibrio al quale anche il nostro corpo ha bisogno di adeguarsi.

Lo Yoga trasmette da millenni la Via dell'armonia, del giusto equilibrio, della consapevolezza di ogni momento da vivere in sintonia con i ritmi naturali, cosmici. 

È bene iniziare a esporsi alla luce diretta del sole, nei prossimi mesi antecedenti all'estate, in maniera graduale, delicata. 

Niente in natura avviene di colpo, di fretta, bensì implica momenti di germinazione, adattamento, immagazzinamento e rilascio molto lenti.
Allineiamoci alla natura nei mesi entranti, e non cediamo il passo alla nostra mente volitiva che magari vuole immagazzinare subito più sole possibile, più aria possibile, come compensazione dei tanti momenti bui, freddi, trascorsi maggiormente al chiuso, tipici dell'inverno.

Impariamo a pazientare, a prendere poco per volta, a rilassarci e a non "strafare", a ricevere tanto dal poco.

La qualità è ciò che conta, non la quantità.


La nuova luce che si espande con i mesi primaverili è un invito alla possibilità di accompagnare, senza forzarlo, un cambiamento. 

Ascoltiamo se il richiamo viene dal nostro volere personale, oppure da una saggia consapevolezza corporea che sa ascoltare e seguire ritmi più lenti, ricettivi, benefici e salutari. Bastano pochi minuti, all'inizio, di esposizione consapevole alla luce del Sole, in luoghi di natura (mare, montagna, parchi pubblici, campagna, o anche affacciandosi alla finestra della propria casa guardando il cielo…), occhi chiusi e respiro lento abbinato a semplici movimenti, per rigenerarsi e caricare le batterie interiori ed esteriori senza arrecare alcun danno al nostro sistema psicofisico e spirituale.


Yoga (Unione) è ogni momento vissuto in piena consapevolezza.
Ascoltando in sensibilità tattile il corpo, la spontaneità dei movimenti emerge e ci accorgiamo che la lentezza è il più grande dono del nostro essere intimo, lo stato naturale. 


LA RESPIRAZIONE ARCOBALENO

Porto Recanati, 14 marzo 2023

In questa semplice pratica, tutto si risolve nell'accogliente arco "disegnato" dalle braccia che gentilmente si elevano in alto e poi tornano verso il basso, sulle ginocchia, come aquiloni mossi dal vento o foglie in procinto di lasciarsi andare e tornare al suolo della terra, senza sforzo.  Come ali di volatile, leggerezza che danza con i vuoti d'aria nello spazio ampio del cielo infinito.
A braccia aperte, come i cormorani


Il Vuoto che DanzaVoto medio su 4 recensioni: Da non perdere
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Sediamo con il busto eretto ma non rigido, in una posizione comoda a gambe incrociate (ma è possibile anche seduti su una panchina con i piedi ben poggiati a terra). Le mani poggiate sulle ginocchia, o sulle gambe vicino al grembo, lasciando i gomiti delicatamente piegati, i palmi rivolti verso l'alto. 

Chiudiamo gli occhi (possiamo anche tenerli aperti con lo sguardo contemplativo che non afferra niente e lascia tutto scorrere) e iniziamo a percepire il respiro che esce spontaneo dalle narici e come si fonde con l'aria circostante, con i profumi che eventualmente percepiamo, con i suoni e con tutto ciò che c'è, che entra nel nostro campo di consapevolezza. 

Poi portiamo le mani unite davanti al petto ed esaliamo profondamente dalle narici. 

Inspirando, iniziamo lentamente a sollevare le braccia verso l'alto rimanendo con le palme delle mani unite. 

Con le braccia distese verso il cielo sentiamo la colonna vertebrale che si stira, l'energia vitale che entra in tutte le cellule del corpo e per qualche attimo possiamo trattenere il respiro per poi espirare e lasciare che con l'espirazione le braccia scendano aprendosi parallelamente al suolo; le mani si distaccano, i palmi si rivolgono verso l'alto e si riportano alla fine del movimento di discesa sulle ginocchia, gambe o grembo. 

Rimaniamo con le sensazioni, con la pausa di ciò che c'è. 

Sentiamo la qualità energetica del corpo, in particolare le sensazioni sui palmi delle mani e lasciamoci andare. Senza fretta di passare ad altro. 

Possiamo ripetere questa semplice pratica, oppure, rimanere in intimità con quanto già accaduto. 

Ringraziamo per il nutrimento ricevuto e dato, nello scambio tra noi e l'infinito, come acqua che si versa nell'acqua…


La spiritualità del corpo 

è il sentimento di un legame con l’universo


IL VIDEO DELLA
RESPIRAZIONE AD ARCO 

CANALE YOUTUBE: @CECILIAMARTINO


Yoga con Cecilia |

Rigenerazione Gratitudine Respiro


INSTAGRAM @ceciliasavitri

13 marzo 2023

Il segreto poetico | La via maestra della semplicità interiore


"Se non si è semplici, non si può essere sensibili – agli alberi, agli uccelli, alle montagne, al vento, a tutte le cose che accadono intorno a noi nel mondo; se non si è semplici, non si può essere sensibili alle risonanze interne delle cose." (J. Krishnamurti)




La SEMPLICITA' (quinta parola del MANDALA DELLE 5 ESSE poetico) non appartiene alla mente, è qualità del cuore, il cuore di cui parlano tutti i grandi maestri, invocato dai grandi poeti mistici e non. (Per approfondire: Yoga e meditazione: l'importanza del "vero cuore"). 

La mente ha tra le sue funzioni specifiche quelle di: elaborare, paragonare, giudicare, analizzare, interpretare, immaginare, fantasticare, etc. Operazioni mentali non funzionali nella ricerca del “momento presente”, la semplicità dell’unico momento davvero esistente, del Qui e Ora, senza vie di fuga, dell’eterno presente, della condizione atemporale. 


"Non celare il segreto del tuo cuore, amico mio. 

Dillo a me, solo a me, in segreto. 

Tu che sorridi tanto gentilmente,

sussurralo sommessamente,

il mio cuore l’udrà,

non le mie orecchie."

(R. Tagore)


La mente vive nel tempo, dunque uscire dalla mente (quietarla) implica l’entrata nella dimensione della vita eterna
Quando si parla di vita eterna viene subito da collegarla alla vita nell’al-di-là, ovvero a una condizione raggiungibile solo dopo la morte sul piano fisico. Non è così, si può fare esperienza (ed è questa l’ultima esperienza ricercata dagli yoghi, e lo scopo della vita incarnata) anche mentre si è ancora nella vita incarnata: è la morte dell’ego che porta alla “resurrezione”, alla seconda nascita: la vita nella dimensione atemporale, senza ego-mente-tempo, la dimensione spirituale.


Quando si può sperimentare tale dimensione? 

In momenti di profondo rilassamento, ad esempio, negli spazi vuoti, anche di pochi istanti, tra la fine di un pensiero e l’inizio di un altro, così come tra le pause tra un respiro e un altro. Quando il senso dell'io personale si dissolve

Una PRATICA semplice è quella di approfondire il respiro e man mano prolungare, senza forzare, le pause di respiro dopo ogni inspirazione e dopo ogni espirazione e darsi alla sensazione che ne deriva. 

L’ascolto intuitivo-contemplativo di brani poetici rientra in un’altra semplice pratica di consapevolezza e Chitta Suddhi (purificazione mentale) che può essere portata nel quotidiano, concedendosi qualche minuto di lettura ad alta voce ascoltando profondamente la vibrazione delle parole nel corpo intero, in una apertura ampia di consapevolezza corporea. 

La mente molto spesso ha il potere distruttivo di complicare ciò che è semplice. Basta accorgersene, e si è già a un buon punto. 

Un primo passo per toglierci dalle complicazioni mentali è tornare alle sensazioni fisiche, corporee non appena ci accorgiamo di essere trainati da qualche reazione mentale. Qualche respiro profondo, chiudiamo gli occhi e … torniamo semplici. 

Torniamo a ciò che è vitale; il respiro. 

E poi ridiamo, la vita è un gioco: non prendiamoci troppo sul serio, nulla sul piano personale. Lasciamo all'ampiezza dello sguardo contemplativo di testimoniare ciò che accade, in sintonia con il "segreto del cuore". 




Questo scritto trae spunto dal quinto incontro di "Poesia e Meditazione: 5 Dialoghi con l'Infinito" tenutosi presso H'olla - Un mare di benessere a Porto Recanati il 25 febbraio 2023. Altri spunti:

Primo Incontro: Poesia e Meditazione | "Una freschezza al centro del petto"

Secondo Incontro: Poesia e benessere | L'ascolto intuitivo espande i confini

Terzo Incontro: Momenti d'Essere | Le aperture poetiche di Virginia Woolf 

Quarto incontro: Non comportiamoci male nel cosmo | La legge del sospiro e Wislawa Szymborska




POESIE DI TAGORE, utilizzate durante l'incontro


Non celare il segreto

Non celare il segreto del tuo cuore,

amico mio.

Dillo a me, solo a me, in segreto.

Tu che sorridi tanto gentilmente,

sussurralo sommessamente,

il mio cuore l’udrà,

non le mie orecchie.

La notte è fonda,

la casa è silenziosa,

i nidi degli uccelli

son coperti di sonno.

Dimmi tra lacrime esitanti,

tra sorrisi titubanti,

tra dolore e dolce vergogna,

il segreto del tuo cuore!


Non abbandonarti

Non abbandonarti, tieniti stretto,

e vincerai.

Vedo che la notte se ne va:

coraggio, non aver paura.

Guarda, sul fronte dell’oriente

di tra l’intrico della foresta

si è levata la stella del mattino.

Coraggio, non aver paura.

Son figli della notte, che del buio battono le strade

la disperazione, la pigrizia, il dubbio:

sono fuori d’ogni certezza, non son figli

dell’aurora.

Corri, vieni fuori;

guarda, leva lo sguardo in alto,

il cielo s’è fatto chiaro.

Coraggio, non aver più paura.


Non mi accorsi del momento

Non mi accorsi del momento in cui varcai

per la prima volta la soglia

di questa vita

Quale fu la potenza che mi schiuse

in questo vasto mistero

come sboccia un fiore

in una foresta a mezzanotte?

Quando al mattino guardai la luce,

subito sentii che non ero

uno straniero in questo mondo,

che l’inscrutabile, senza nome e forma

mi aveva preso tra le sue braccia

sotto l’aspetto di mia madre.

Così, nella morte, lo stesso sconosciuto

m’apparirà come sempre a me noto.

e poiché amo questa vita

so che amerò anche in morte.


Chi sei tu, lettore 

Chi sei tu, lettore che leggi

le mie parole tra un centinaio d’anni?

Non posso inviarti un solo fiore

della ricchezza di questa primavera,

una sola striatura d’oro

delle nubi lontane.

Apri le porte e guardati intorno.

Dal tuo giardino in fiore cogli

ricordi fragranti dei fiori svaniti

un centinaio d’anno fa.

Nella gioia del tuo cuore possa tu sentire

la gioia vivente che cantò

in un mattino di primavera,

mandando la sua voce lieta

attraverso un centinaio d’anni.