28 novembre 2022

3 buoni motivi per regalare libri di poesia


Non c'è niente di meglio che donare Poesia. Se non ci avete mai pensato, iniziate Ora e non ve ne pentirete!

Anche se non si è appassionati di scrittura poetica, vale la pena soffermarsi su alcuni aspetti che rendono la Poesia preziosa, ben oltre una semplice questione di gusto personale. 

1. È UN DONO UNIVERSALE 

La Poesia, nella sua essenza, non è solo un genere letterario, è un Fatto Universale, ha a che fare con le corde più intime del nostro essere e questo a prescindere che ci piaccia o meno, che sentiamo o meno tale connessione invisibile. Ragion per cui, spesso, senza sapere perché (e non serve saperlo), alcuni versi arrivano dritti al cuore, scuotono, commuovono, rilasciano nel corpo sensazioni - alcune decifrabili, altre meno. Difficile rimanere totalmente indifferenti ai versi di una poesia, anche se non dovesse piacere a livello di gusto personale. La Poesia è una lingua universale, ancestrale e "originale", che sollecita le melodie recondite nel nostro spazio sacro del silenzio, è un ritmo che - volente o nolente - smuove, muove, libera energie, suscita emozioni. Questo è il primo buon motivo per regalare Poesia: 

stiamo donando un piccolo frammento di universalità a chi amiamo, inclusi noi stessi.


2. È UN DONO SACRO

Sebbene esistano poeti e stili differenti, più o meno originali o artefatti, il Poetare è un respiro che appartiene a tutti, indistintamente: è il richiamo alla nostra vera natura.
La nostra essenza è poetica almeno quanto l'essenza del sole è quella di splendere. Dobbiamo solo riscoprirlo! Tutte le più grandi rivelazioni, intuizioni, messaggi fondamentali trasmessi all'umanità (a volerli ascoltare!) sono "arrivati" in forma poetica. Da che mondo è mondo la parola poetica ha in serbo la celebrazione della vita, utilizzata per ritualizzare un sacro immanente in ogni luogo e, soprattutto, il luogo sacro dentro di noi. Questo è il secondo buon motivo per regalare Poesia: 

stiamo donando un piccolo grande ricordo di sacralità a chi amiamo, inclusi noi stessi. 

Calendario Poetico - 2024Voto medio su 2 recensioni: Buono
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3. È UN DONO ETERNO 

Terzo ma non ultimo, il suo richiamo a ciò che non ha fine, scadenza o corruzione. Le poesie non scadono mai, rivivono letteralmente ogni volta che vengono lette e, ancor di più, pronunciate ad alta voce (su questo punto ci sono molti approfondimenti sul Blog, ne suggerisco qualcuno alla fine). 

Un libro di poesie, a dispetto di ogni tempistica editoriale, non invecchia mai. Contiene briciole di eternità, sussulti di grida trasfigurate, echi d'infinito. La Poesia è immortale, il suo linguaggio è intrinsecamente fuori dal tempo lineare (proprio invece di una narrazione logica, denotativa,  che  vuole dare informazioni), richiama piuttosto la circolarità di uno spazio vibrante dove ogni volta accade qualcosa di nuovo. I versi poetici non sono contenuti (non contengono nè vogliono informare), bensì traiettorie su cui danzare in un ascolto molto profondo e liberatorio

Ed eccolo il terzo motivo: 

stiamo donando a chi amiamo, inclusi noi stessi, un momento di eternità. 


Trasmettere la visione poetica è il mio mestiere,  il mestiere del dare.  Contribuisci anche tu, acquista
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PROSSIMI APPUNTAMENTI IN PRESENZA

Invito all'Ascolto: Meditazione e Poesia.
Da Gennaio 2023 


CALENDARIO INCONTRI 2024 SUL SITO 

Alcuni libri di poesie di autori/autrici a me molto cari/e
Foglie d'erba - Walt Whitman
Due punti - Wisława Szymborska
Elegie Duinesi - Rainer Maria Rilke
Gitanjali - Robindronath Tagore 
Nel prato azzurro del cielo - Antonia Pozzi


Ecco perché leggere poesie ad alta voce fa bene alla salute

3 luoghi comuni legati alla Poesia | Allarghiamo la visione

Le radici organiche della Poesia | 5 spunti di incarnazione poetica


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La Gioia di dialogare con la Voce dei Poeti 


il viaggio continua ...

26 novembre 2022

Consigli di lettura | 7 libri per aprirsi al mistero della vita



"La parola risana, il libro guarisce" (Sri Aurobindo).  Sette letture che fanno bene al corpo e allo spirito, sette modi diversi di ricevere l'inestimabile dono che ci apre a una vita più serena. 



1. Eckhart Tolle e Sri Aurobindo —  Due punti di vista sull'illuminazione di A. S. Dalal

Se a due grandi ispiratori di una visione più espansa della vita come Sri Aurobindo ed Eckart Tolle si aggiunge un terzo quale voce narrante che ne tesse una trama comune, l'immersione in queste pagine diventa irresistibile. Se poi  il terzo è A.S. Dalal, ancora di più. Dalal, l'autore del libro, nasce in Tanzania da famiglia mussulmana. Dopo sette anni all'Ashram di Sri Aurobindo a Pondicherry (India) lavora vent'anni negli USA come psicologo, prima di ritornare ad Auroville in cui vive attualmente. Ha scritto dieci libri sul lavoro di Sri Aurobindo e Mère, e due che integrano il pensiero psicologico di Sri Aurobindo con la psicologia moderna.
Una delle parti centrali del libro scaturisce dal suo incontro diretto con Eckart Tolle divenuto poi un'intervista riportata integralmente nel libro. Molto interessante, perchè coinvolge Tolle esplicitamente in una sorta di "paragone" tra il suo insegnamento e quello del maestro indiano Sri Aurobindo. Non c'è da stupirsi tenendo conto di una parola chiave per entrambi: il Samarpana (dono di sè) tanto cruciale nello Yoga Integrale di Aurbindo e Mère, tradotto in inglese come Surrender.

Eckhart Tolle e Sri Aurobindo
Due punti di vista sull'illuminazione
Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere
€ 18,00


2. Corpo e Preghiera - Nobiltà di un filo d'Erba di Jean Absat 

Un libro intensamente poetico scritto in prosa e con tutti i crismi di un Viaggio Iniziatico che non lascia nulla uguale dopo la lettura, specie se impregnata di vero ascolto ricettivo. Si tratta di un testo casualmente rinvenuto in Iran nel 1996 e, per la prima volta, qui tradotto in italiano. Un'opera meravigliosa che espone integralmente l'insegnamento di Jean Absat, enigmatico e pressoché sconosciuto scrittore di origini occitane, viaggiatore e "rabdomante d'Infinito", vissuto tra la Persia, l'Asia Centrale e l'Armenia del XVII secolo. Quest'opera mostra come il corpo possa essere impiegato come un meraviglioso ed eccelso "strumento" di preghiera, in grado di condurre ogni sincero ricercatore di sé verso l'incontro diretto con il proprio "cuore invisibile" e con l'oceano di luce e di silenzio vivo che dimora nella parte più intima di noi. Il cammino è la cosiddetta Via senza nome, la via dei pochi, di quelli che non potrebbero seguire sentieri già battuti e che ha nel corpo il luogo iniziatico per eccellenza, quale tabernacolo dell'Assoluto. La dedica del libro risuona già con la penetrante lucentezza di un koan zen: "Al Silenzio che è sorgente, maestro e dimora". 


3. Parole di guarigione - Lo yoga per chi soffre di Carla Perotti

L'importanza del linguaggio nell'emanare vibrazioni in grado di nuocere o sollevare non sarà forse mai messa in risalto abbastanza. La componente salutare e addirittura salvifica delle parole trova nel libro di Carla Perotti il tessuto fragile della malattia per ricamare un mosaico di perle di saggezza utili in qualsiasi occasione si presenti un disagio, lieve o intenso che sia. Eppure, l'impressione è che questo libro vada bene davvero per tutti non foss'altro perché si è condotti per mano dall'esperienza dell'autrice di oltre cinquant'anni di Yoga, allieva di George Dharmarama e poi di Jean Klein, insegnante spirituale e filosofo dell'Advaita Vedanta. Lo "yoga per chi soffre" è in realtà una mano tesa a chiunque porti in serbo qualcosa che lo allontana da uno stato di serenità interiore che è il regalo del nostro vero Sè. Vale la pena scartarlo... 
Alcuni titoli di capitoli: I miracoli del nostro cervello, Il dono del respiro, Che fare quando la paura ci afferra?, In viaggio tra le emozioni, Un cuscino per sonni felici, Siamo nati per guarire, Lettera alle amiche operate di tumore al seno, L'arte dell'ascolto: lo Yoga comincia così.

Parole di Guarigione
Lo yoga per chi soffre
Voto medio su 2 recensioni: Da non perdere
€ 7,00


4. Regole d'oro per la vita quotidiana di Omraam Mikhael Aivanhov

Mai come in questo momento credo ci sia bisogno di ancorare qualsiasi richiamo d'anima si muova in noi su un piano concreto di azione nella vita quotidiana, per non impelagarsi nelle anguste pastoie della separazione tra spirituale e materiale, momenti di estatica quiete in evasione dal mondo e caos giornaliero di immersione nel mondo. Dov'è l'inghippo? Questo libricino prezioso come tutti quelli del maestro bulgaro per'altro, è un concentrato di suggerimenti per vivere la vita nell'ordinario con punti di vista che ne consentono un'espansione nell'ottica evolutiva iniziatica e autenticamente spirituale.
C'è molto in questo libro, molto più di quello che passa solo attraverso le parole scritte, se si considera che quasi tutto l'insegnamento di Aivanhov è avvenuto per diffusione orale e tutto l'apparato dei suoi scritti è frutto di una paziente raccolta da parte di allievi e seguaci di brani da conferenze e incontri pubblici. C'è, dunque, anche l'autentico spirito dell'oralità che emana dal linguaggio semplice, diretto, dialogico, non intellettualistico nè retorico.
Paragrafi corti da distillare giorno per giorno, da leggere e mettere subito in pratica, lasciando che i nostri "atti di vita" maturino in compimenti sempre più perfetti.
Alcuni titoli di capitoli: Il bene più prezioso, la vita; La musica, sostegno del lavoro spirituale; Il contatto vivo con la natura; Pensare che le sofferenze sono passeggere; L'amore porta in sè la ricompensa; La chiave della fortuna: la gratitudine; La potenza della parola disinteressata.


5.  Noi siamo le api dell'invisibile di Rainer Maria Rilke

Una delle forme in cui la sublime espressione poetica di Rilke si è concessa a picchi di grazia eccelsi, è quella epistolare. Le lettere accolgono l'intimità del dialogo con le tante persone con cui il poeta entra in relazione durante la sua vita da solitario (un paradosso degno dell'intensità esistenziale con cui Rilke ha condotto il suo stare al mondo), un dialogo protratto tra missive e confidenze, svelamenti d'anima e consigli del mestiere, scoramenti e incoraggiamenti, quest'ultimi sempre pronti a superare di gran lunga i primi. Rilke ha un'estensione di scrittura e visione che, semplicemente, cura. In questo libro si trova anche la bellissima missiva che contiene i versi "Noi siamo le api dell'invisibile" da cui trae origine il titolo del libro e di cui ho approfondito qui: NOI SIAMO LE API DELL'INVISIBILE - RAINER MARIA RILKE

6. L'uomo alla ricerca dell'immortalità di Svami Nikhilananda

In questo libro la natura, l'origine e il destino ultimo dello stare al mondo viene svelato dall'indagine di una Coscienza che si interroga e che trova varie risposte basandosi sulle principali Upanisad, insegnamenti mistici appartenenti al grande complesso della rivelazione vedica indiana. I cinque capitoli che compongono il testo trattano dell'immortalità dell'anima che, secondo la tradizione indù, non può essere dimostrata tramite un metodo scientifico come il ragionamento, ma è basata sulla testimonianza delle Scritture e sull'esperienza diretta dei maestri illuminati.  Esperienza che, tuttavia, non è prerogativa di santi, asceti, mistici.
Il richiamo dell'anima è la nostra natura più intima, essenziale a cui è senz'altro possibile, oltre che auspicabile, accedere per accordarci al senso universale del nostro viaggio chiamato Vita. "Immortalità" è uno stato coscienziale che si compie nell'Adesso, ovvero fuori dal tempo (il Potere di Adesso di Tolle lo rende molto comprensibile alla luce degli Insegnamenti originali vedici).
Un approfondimento ulteriore sul tema è in questo articolo: Lo Yoga della Consapevolezza: la fine del gioco karmico.


7. Chiari del bosco di María Zambrano


A spiegare il titolo di quest'opera tanto enigmatica quanto chiarificatrice, ci pensa la stessa Autrice nelle prime pagine del libro:

 "Il chiaro del bosco è un centro nel quale non sempre è possibile entrare; lo si osserva dal limite e la comparsa di alcune impronte di animali non aiuta a compiere tale passo. E' un altro regno che un'anima abita e custodisce…" 

Di questo "altro regno" la filosofa e poeta spagnola Zambrano ci fa partecipi e insieme testimoni arditi se ci si inchina a quella "ragione poetica" con cui è tracciata la via di lettura: un metodo di pensiero che, ispirato alla poesia e alla mistica, apre un mondo di conoscenza alternativo a quello della filosofia occidentale.  

"Poi non si incontra nulla, nulla che sia un luogo intatto che sembra essersi aperto solo in quell'istante e che mai più si darà così. Non bisogna cercarlo. Non bisogna cercare. E' la lezione immediata dei chiari del bosco: non bisogna andare a cercarli, e nemmeno a cercare nulla da loro. Nulla di determinato, di prefigurato, di risaputo …" 

Benvenuti nel mistero!
Una lettura forse non sempre comprensibile in tutte le sue parti, ma folgorante in altre, perché … "se non si cerca nulla" - nemmeno di capire, aggiungo io - "l'offerta sarà imprevedibile, illimitata".
I sei titoli dei capitoli del libro: Il risveglio, Passi, Il vuoto e il centro, Parole, Segni, L'abbandono indecifrabile. 




Da Chiari del bosco di M. Zambrano





25 novembre 2022

Ecco perché leggere poesie ad alta voce fa bene alla salute



5 motivi che gettano luce sull'importanza e sui benefici della lettura poetica ad alta voce in un ascolto più sensibile e meno mentale, tra oralità e "incanto fonico". 


"una parola muore appena detta, dice qualcuno. 

Io dico che proprio in quel momento 

inizia a vivere". 

(Emily Dickinson)



 La poesia è una Chiamata, un invito, una direzione fatta di VERSI.  Ho approfondito questo aspetto fondamentale in più pagine del Blog, di cui riporto indicazione alla fine dell'articolo.

1. EMETTERE SUONI, DILATARE IL RESPIRO CON I VERSI POETICI, ISPIRARSI

Il verso, oltre che alludere a una direzione, allude al suono (il verso animale, ad esempio). 
Il SUONO è all’origine del poetare, le poesie non usano un linguaggio denotativo, descrittivo, imperativo, bensì allusivo, metaforico, evocativo, vocativo. 
L’evocazione (ma anche l’invocazione e la vocazione) ha in seno alla sua etimologia la parola “VOCE”. Ed essere ispirati – l’ispirazione - ha in seno alla sua etimologia il RESPIRO. 
Nel linguaggio figurato si suole utilizzare la dicitura “dare voce a qualcosa” per esprimere la possibilità che qualcosa fino a quel momento rimasto silente, prenda una forma sonora: dare fiato (di nuovo, il respiro).
Il SONORO legato a una musica è la melodia, legato a un dipinto è la luce/ombra, legato alla poesia è la PAROLA.  Dare voce alle poesie, dunque, significa richiamare quel suono originario da cui sono scaturite, il silenzio che diventa ritmo e il ritmo che dà voce al silenzio. 
Le poesie non comunicano tanto con i significati precostituiti delle parole, bensì con il RITMO segreto che sostiene tutto il componimento e che in un ascolto ricettivo, disponibile, non condizionato, è possibile contattare. 

2. SENTIRE IL RITMO ORGANICO DELLA POESIA, VIBRARE ALL'UNISONO, COMMUOVERSI

Saper ascoltare una poesia vuol dire saper ascoltare anche i silenzi, saper dimorare con sufficiente pazienza e gentilezza nelle pause, senza avere fretta di altre parole da decifrare, afferrare, interpretare.

Il ritmo di una poesia è scandito solo – o comunque in maniera più completa e organica – dall’oralità: fintantoché una poesia rimane silente, il suo potenziale non scaturisce in tutta la sua potenza alchemica, trasformatrice, vibrazionale. 

La parola poetica – in quanto per sua essenza parola VIBRANTE più che significante (e dunque attinente alla sfera della sensibilità più che dell’intellegibilità) – quando viene proferita e accolta in una attitudine contemplativa e rilassata, smuove energie, emozioni (letteralmente, portare fuori, smuovere dal latino ex = fuori + movere = muovere), libera forze, commuove e “brucia la pesantezza delle parole” (Alda Merini). Da qui il suo alto potenziale terapeutico, promuove salute riconnettendo all’aspetto più intimo dell’essere umano, la sua stessa umanità, la capacità di SENTIRE, di vibrare all’unisono con il ritmo universale della vita, di commuoversi (co-muoversi, muovere insieme) e di trascendere il piano concettuale logico razionale delle idee precostituite e delle definizioni mortificanti. 


3. INCARNARE LE PAROLE POETICHE, ESPANDERE I CONFINI, ALLEGGERIRSI

Ciò che si fissa (i contenuti contengono), mortifica e contrae la naturale ESPANSIONE della vita. Vale la pena ricordare che, nella legge universale, è Vita tutto ciò che espande, amplia, nutre, fluidifica, rilassa. Ciò che chiude, costringe, mortifica, fissa, crea tensioni, è antivitale. 

La Poesia rientra in questa espressione artistica – o meglio, qualità dell’anima – che dilata i confini, espande, universalizza, accoglie, vivifica e dunque saperla ascoltare, leggere ad alta voce i suoi richiami, accogliendola nel proprio corpo senza pretesa di volerla interpretare (senza interferire con la mente volitiva) è una ricchezza ricostituente. 

È risaputo il beneficio che certe musiche apportano al corpo-mente, meno si mette l’accento sui benefici che le letture poetiche accompagnate da una certa attitudine di ascolto, possono apportare a tutti i livelli del nostro essere (fisico, emotivo, mentale, animico, spirituale). Il nostro corpo fisico è composto più dell’80% di acqua e l’acqua è il principale elemento conduttore di energia. 

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Famoso lo studio di Masaru Emoto sulla cosiddetta “memoria dell’acqua”, altrettanto nota (forse meno nella cultura occidentale) l’enfasi della Scienza dei MANTRA (formule sonore, suoni sacri, versi di scritture mistiche) come una delle vie di autorealizzazione legate allo Yoga. Mantra, letteralmente vuol dire “strumento per il controllo della mente”, per il suo acquietamento, o anche "suono che libera la mente dall'ignoranza".  L'"ignoranza" a cui si riferisce la dicitura traduce il termine sanscrito Avidya (letteralmente non-conoscenza), che allude a un errore di base nella percezione della Realtà su cui si fonda tutto il sistema della sofferenza umana. Cambiando tale premessa, grazie a una nuova Visione rischiarata (Vidya), è possibile raggiungere stati più armoniosi di esistenza.


4. SINTONIZZARSI CON VIBRAZIONI UNIVERSALI, SACRE, SPIRITUALIZZARE LA MATERIA


La Poesia, nella sua essenza, agisce come un mantra, ovvero, attinge alla stessa legge universale dell’energia sonora, vibrazionale, energetica che sostiene il ritmo cosmico del quale facciamo parte. 

Possiamo consentirci questa esperienza di ASCOLTO autentico che molto attinge alla sapienza della dimensione meditativa e contemplativa di tutte le tradizioni spirituali originali, ovvero pre-dogmatiche. Non deve fuorviarci la parola “spirituale”. Lo Spirito è ciò che, pur invisibile, sostiene tutte le forme visibili, è la nostra essenza che traspare in momenti di particolare grazia, quando il rumore del mondo viene riassorbito nella quiete interiore e si può udire, appunto, la Voce del Silenzio anche nella forma di Voce Poetica che ci chiama all’ascolto di noi stessi. Spirituale è tutto ciò che resta quando lasciamo andare l’attaccamento alla nostra personalità (punto di vista egoico condizionato). 

Forti di questa premessa, indispensabile per creare un’apertura nuova nelle nostre abitudini di ascolto poetico, proviamo a immergerci nel ritmo della poesia senza volerci accaparrare nulla, entriamo a mani vuote in una dimensione dove poterci lasciare cullare da un bagno sonoro che parla direttamente alle parti più intime di noi, dove poter ricevere in forma di sensazioni, di percezione tattile (non cerebrale), messaggi che esulano dal linguaggio ordinario. 

5. RISUONARE CON LA MUSICA CHE CI ANIMA IN QUANTO ESSERI COSMICI, EMANARE AMORE

In questo INCANTO FONICO (felice dicitura coniata dalla poetessa Amelia Rosselli) ci sintonizziamo con frequenze armoniose che vibrano all’unisono con i ritmi universali.
La poesia è un fatto universale, tanto più è autentica (originale, cioè vicina all’Origine, all’anima) tanto più risuona.

Facciamoci caso: nell’ascolto non intellettuale a cui allude tale esperienza di incanto fonico, utilizziamo come indicatori tutte parole del gergo musicale: 

risonanza, sintonizzarsi, armonizzarsi, sentire, accordarsi (essere in accordo), ritmo, vibrazione, suono, silenzio, armonia …

Lasciamo che tutto si dispieghi nello spazio della Consapevolezza, soprattutto questo slittamento tra l’avere e l’essere

ESSERE IN ACCORDO/DISACCORDO: sensibilità intuitiva, espansa, in cui l’altro viene comunque accolto nell’ascolto, interrelazione, scambio poetico che unisce.

Versus

AVERE RAGIONE/TORTO: idealismi dell’intelletto, rafforzare la propria posizione personale in cui l’altro viene escluso a priori, non c’è vero dialogo ma monologo, astrazione concettuale che separa.




Questo articolo è una traccia tratta da una lezione tenuta giovedì 24 novembre presso l'Università di Istruzione Permanente di Porto Recanati Uniporto, che ringrazio (nella persona della presidente Marinella Domenella) per avermi invitata a parlare di Poesia e a traghettare l'audace progetto "La Gioia di dialogare con la Voce dei Poeti" in aula, in collaborazione con H'olla - un mare di benessere, spazio olistico dedicato alla cura del corpo e della mente, situato in Corso Matteotti 277.


Prossimi appuntamenti:

Invito all'Ascolto: Meditazione e Poesia. Da Gennaio 2023 


Per ulteriori approfondimenti sul tema Poesia e visione poetica, ci sono molti spunti sul Blog.

Ne segnalo alcuni:

3 luoghi comuni legati alla Poesia | Allarghiamo la visione

Pratica di lettura creativa, leggiamo poesie come non abbiamo mai fatto fino ad ora

Perché il poeta compone versi? La visione taoista del WU WEI

Le radici organiche della Poesia | 5 spunti di incarnazione poetica

Come tornare alla poeticità naturale della vita

La Poesia è una chiamata


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